di Dino Giarrusso
L’Identità, 13 febbraio 2025
Il conflittuale e tormentato rapporto fra politica e giustizia è talmente complesso e delicato, in Italia, che da qualunque parte lo si guardi non si può non vedere le lacerazioni, gli scontri, le ferite profondissime che questa frattura ormai pluridecennale ha inferto al Paese. Non si tratta di un argomento banale, ed è tristissimo che quando si parla di giustizia v/s politica, nel 99,99% dei casi ci si trasformi in tifosi. La nostra Costituzione prevede compiti molto ben delineati, limiti decisi e democraticamente assai sensati dell’azione giudiziaria, di quella legislativa e di quella esecutiva.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 febbraio 2025
Pronta la “sfiducia”, correnti progressiste contro Parodi. Che scrive tutte le toghe: “Ora unità”. A meno di una settimana dall’elezione a presidente dell’Anm, Cesare Parodi, esponente di Magistratura indipendente, è già “sotto processo”: a criticarlo son o i suoi colleghi, gli altri vertici del “sindacato” delle toghe e i leader delle correnti. Da quanto appreso, sono stati soprattutto i gruppi progressisti dell’Associazione magistrati, AreaDg e Magistratura democratica, ad aver rivolto al neo-presidente Parodi critiche sferzanti per come ha gestito i primi passi successivi all’investitura ufficiale. Innanzitutto sabato sera, appena eletto dal Comitato direttivo centrale, senza prima consultarsi con la sua nuova Giunta, ha chiesto un incontro al governo. Poi, è l’altro “capo d’imputazione”, ha rilasciato troppe interviste, in cui si sarebbe mostrato eccessivamente morbido nei confronti dell’Esecutivo.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 13 febbraio 2025
L’ex toga è ancora ben inserita nella corrente di Magistratura Indipendente, la stessa del nuovo presidente Parodi. Ed è forse il ministro più politico di tutto il governo. Non a caso ha le deleghe sulla sicurezza. Parole sussurrate, e tutte al diminutivo, come “spiraglino” e “ritocchino”. Il protagonista di questa possibile apertura del governo nei confronti della magistratura associata sulla separazione delle carriere, non potrebbe che essere lui. Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del consiglio, ruolo che conta più di quello di un ministro. Ministro quindi, ma soprattutto magistrato.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 13 febbraio 2025
Negli ultimi decenni il ruolo del Parlamento è stato via via svuotato dal potere esecutivo, che l’ha esautorato a colpi di fiducia e decretazione d’urgenza. Alla fine il Pd si è deciso a presentare la mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Nordio per il caso Almasri. Lo ha fatto sapendo di non avere alcuna possibilità di vittoria, considerazione che spiega le esitazioni superate due giorni fa. È una mossa dettata dall’impotenza: Elly Schlein non ha trovato altra strada per tenere i riflettori accesi su uno scandalo che la premier mira solo a far dimenticare.
di Vittorio Barosio e Gian Carlo Caselli
La Stampa, 13 febbraio 2025
La “ragion di Stato”. È dietro a questa che si trincerano Meloni e i suoi colleghi sovranisti di fronte all’accusa di aver lasciato libero un soggetto arrestato perché la Corte penale internazionale (Cpi) lo ha ritenuto responsabile di gravissimi crimini contro l’umanità. Si pongono allora, uno di fronte all’altro, due princìpi e due valori. Da un lato - appunto - la ragion di Stato. Ma dall’altro lato il valore etico-morale di non lasciare in libertà e di assicurare alla giustizia un simile delinquente perché possa essere punito. Quale dei due valori prevale? Ce n’è uno che possa porre totalmente nel nulla l’altro oppure occorre valutare caso per caso?
di Annalisa Servadei
modenatoday.it, 13 febbraio 2025
Schede, dati, infografica, video. Tutte le iniziative sul piano sanitario, sociale, formativo, lavorativo e culturale. L’approfondimento dopo le visite del presidente de Pascale e dell’assessora Conti alla Dozza a Bologna e Sant’Anna a Modena, sopralluoghi che proseguiranno negli altri Istituti di pena dell’Emilia-Romagna. Le carceri dell’Emilia-Romagna stanno affrontando una crisi strutturale dovuta al sovraffollamento e alla carenza di personale. Attualmente, nei penitenziari della regione sono presenti 3.820 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 2.988 posti. Questo significa che 832 persone in più rispetto alla capienza prevista devono condividere spazi ristretti, con tutte le problematiche che ne derivano in termini di vivibilità e sicurezza.
di Francesca Blesio
Corriere di Bologna, 13 febbraio 2025
“È sovraffollato, così si perdono i percorsi rieducativi”. Anche l’assessora al Welfare e alla Sicurezza Matilde Madrid chiede il ritiro del provvedimento. “Il primo interesse deve essere quello della rieducazione dei ragazzi e della sicurezza della città”. Dall’incontro con il capo dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità Antonio Sangermano è arrivata la conferma che si temeva: il Dipartimento “intende collocare fino a 50 giovani adulti negli spazi detentivi del carcere di Bologna dati in uso al circuito minorile, tenendoli separati dai detenuti adulti” hanno certificato il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri e quello del Comune di Bologna Antonio Ianniello. E sul provvedimento è arrivata la firma del ministro Carlo Nordio.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 13 febbraio 2025
“Comunità educanti contro il sovraffollamento. In Regione un tavolo di crisi sui percorsi alternativi”. La consigliera regionale forzista: “Abbiamo tra le mani una situazione molto problematica: questi giovani, anche se separati, alla Dozza rischiano di non avere volontari che li seguano”. “L’uomo non è il suo peccato” era il mantra di don Oreste Benzi, fondatore della Papa Giovanni XXIII che, tra le tante attività di accoglienza di persone con disagio, disabilità, ai margini della società, ha portato in Italia anche il modello brasiliano del “Carcere senza sbarre”, nelle Comunità educanti con i carcerati (Cec).
parmatoday.it, 13 febbraio 2025
Marco Boschini, presidente della VI Commissione: “Potenziamo la differenziata in carcere, oggi è al 20%. Risparmio di 80 mila euro all’anno e attivazione di tirocini per alcuni detenuti”. Nel corso del pomeriggio di mercoledì 12 febbraio si è svolta la VI commissione consiliare ‘Welfare, politiche abitative e del lavoro’ sul tema dell’emergenza in carcere, alla presenza del Vice Direttore dell’Istituto Penitenziario di Parma Andrea Romeo, dell’Assessore Ettore Brianti, la Garante comunale dei detenuti Veronica Valenti e il Garante regionale, Roberto Cavalieri.
lavocedeltrentino.it, 13 febbraio 2025
“Il Consiglio comunale di Trento impegna il Sindaco e la Giunta a mettere a disposizione alcuni alloggi (nel numero di 2 o 3 per cominciare, individuandoli se possibile tra quelli che nei prossimi mesi saranno restituiti nella disponibilità da parte di Itea successivamente alla loro rigenerazione) per progetti dedicati a pene alternative o reinserimento nella società”. Una proposta destinata a suscitare accese polemiche è stata presentata in Consiglio comunale di Trento dal Partito Democratico del Trentino. La mozione 5.595/24, depositata con il primo firmatario il consigliere Federico Zappini, chiede infatti che le case Itea possano essere assegnate ai detenuti del carcere di Spini di Gardolo al termine della loro pena. L’iniziativa, che punta a favorire il reinserimento sociale degli ex carcerati, ha già sollevato reazioni contrastanti all’interno della comunità trentina. Il tema dell’assegnazione degli alloggi pubblici è da sempre un argomento sensibile, soprattutto in un periodo caratterizzato da un forte fabbisogno abitativo e da liste d’attesa per l’accesso alle abitazioni popolari.
- Messina. Detenuti malati a Gazzi, l’impegno dell’amministrazione penitenziaria e l’Asp
- Ivrea (To). Nuove nubi sul carcere
- Bergamo. Giustizia riparativa: con “InConTra” non solo nel penale
- Roma. A 50 anni dalla riforma penitenziaria facciamo il punto sui diritti dei detenuti
- Fossano (Cn). “Perla, una via di fuga”: così si abbatte il muro del pregiudizio










