di Lorenzo Cremonesi
Corriere della Sera, 12 febbraio 2025
Il Wsj: “Alle guardie russe è arrivato il comando di essere crudeli, con la promessa di piena impunità”. Spente le telecamere, nessuna punizione in caso di violenza eccessiva. Tra le torture più frequenti, oltre ai pestaggi, ci sarebbero privazione di sonno e cibo; concessa la sperimentazione di tecniche nuove, mentre le ferite potevano essere lasciate andare in cancrena. Le torture più frequenti sono contro i militari trovati con i tatuaggi della destra nazionalista ucraina sul corpo e specialmente i volontari reclutati nelle unità della milizia Azov.
Il Dubbio, 12 febbraio 2025
Hamedi e Mohamadi tornano in libertà: nel 2022 fecero luce sulla morte della giovane curda arrestata per aver indossato male il velo. La magistratura iraniana ha annullato le condanne a Nilufar Hamedi ed Elahe Mohamadi, le due giornaliste iraniane condannate dopo aver rivelato il caso di Mahsa Amini, la giovane curda arrestata nel 2022 a Teheran per aver indossato “male” il velo e morta mentre era sotto la custodia della polizia morale. Una vicenda che scatenò le proteste esplose in tutto il Paese con il movimento “Donna, vita, libertà”. Le due giornaliste sono state liberate nell’ambito del provvedimento della Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, che lo scorso 5 febbraio - a pochi giorni dal 46mo anniversario della rivoluzione islamica del 1979 - ha concesso la grazia o commutato la pena ad oltre 3.100 detenuti.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 11 febbraio 2025
Cos’è cambiato a due anni dalla diffusione della lista dei detenuti sottoposti allo speciale regime carcerario? C’è qualcuno degli 83 mafiosi del capoluogo che è riuscito a passare a quello ordinario? Dossier analizza i dati e gli ultimi provvedimenti emessi dalla Cassazione, da cui emerge anche come la politica non abbia alcun ruolo nelle decisioni. Due anni fa, per l’esattezza il 16 febbraio del 2023, è stata diffusa la lista di tutti i detenuti al 41-bis in Italia, ovvero 728 persone, di cui 238 siciliani e 83 palermitani, contando tra questi anche Matteo Messina Denaro, che in quel momento era stato arrestato, dopo quasi trent’anni da latitanza, da un mese.
di Enrico Bellavia
L’Espresso, 11 febbraio 2025
Mentre le carceri scoppiano, boss e ras tornano liberi. È l’effetto di norme, stratagemmi e scappatoie. Entrano a frotte, spinti dalla girandola dei venti nuovi reati che la maggioranza si è inventata a colpi di decreti. Intasano prigioni già ben oltre i limiti di un sovraffollamento tollerabile. Con carceri, come Regina Coeli, che segnano più 400 detenuti rispetto alla capienza. Altri, invece, molto più pericolosi, escono alla chetichella. Tornano sul territorio e lo presidiano. Perché “la presenza è potenza”.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 11 febbraio 2025
Il protagonista della lunga battaglia è in prigione a Parma. Pur essendo in regime di Alta sicurezza, usufruirà del diritto sancito dalla Consulta. L’Istituto di pena si era opposto. Ora dovrà garantire la riservatezza dell’incontro. Se c’è qualcosa che non si può reprimere, e vola alto al di fuori delle sbarre, sono i sentimenti e ora anche il sesso, pure per chi ha commesso dei reati e sta scontando la pena. Anzi, poterlo vivere fa parte del cammino del detenuto verso una nuova vita. Facendo valere questo principio, affrontato dalla Corte Costituzionale con la sentenza del 26 gennaio 2024, che riguarda coniugi, conviventi e unioni civili, un 44enne di origine campana chiuso nel carcere di Parma ha ottenuto dal magistrato di sorveglianza competente di Reggio Emilia, Elena Bianchi, di avere un “colloquio visivo intimo” con la moglie.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 11 febbraio 2025
Il neopresidente dell’Anm Parodi ha impugnato il ramoscello d’ulivo ma è stato subito “corretto” dai falchi. Lo spiraglio c’è ed è una novità rispetto alle chiusure blindate delle settimane e dei mesi scorsi. Però è strettissimo e per imboccarlo ci vorrebbe da entrambe le parti, la maggioranza parlamentare da un lato, i magistrati dall’altro, un coraggio del quale si qui non si è vista traccia. Il nuovo presidente dell’Anm Cesare Parodi, Magistratura indipendente, dunque vicino alla destra, ha adoperato subito toni opposti a quelli abituali: la richiesta immediata di incontro col governo, la denuncia del muro contro muro, l’insistenza sul concetto che “le leggi le fa il Parlamento e le decide il governo” sono tutti ramoscelli d’ulivo offerti alla premier che si è affrettata a coglierli.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 11 febbraio 2025
Il neopresidente del sindacato delle toghe, Cesare Parodi, chiede al governo un incontro sulla riforma della giustizia. Ma il vero obiettivo è solo aumentare l’adesione allo sciopero: “Vorrei un incontro con il governo per dire che è stato assolutamente inutile. Per fare in modo poi che a quel punto molti più colleghi potranno scioperare”. Altro che “apertura al dialogo”. Quella avanzata al governo dal neoeletto presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi, in realtà è un grande bluff. Un tranello per scopi elettorali.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 febbraio 2025
Intervista a Cesare Parodi, nuovo presidente dell’Anm: “L’incontro con la premier? Vorrei spiegare le ragioni del dissenso sulla riforma, come magistrato e cittadino”. Cesare Parodi, nuovo presidente dell’Anm, in una intervista al Giornale in merito alla riforma costituzionale ha detto: “Non penso ci sia il rischio dell’asservimento del pm all’Esecutivo”.
di Leonardo Fiorentini
L’Unità, 11 febbraio 2025
A Bruxelles l’assemblea sul contestato progetto di legge, promossa dalla rete “A pieno regime”. L’attacco ai diritti civili e politici oltrepassa i confini nazionali. La rete “A pieno regime - No Ddl Sicurezza” è riuscita a portare sino a Bruxelles il dibattito sul contestato progetto di legge in discussione al Senato. Nelle stesse ore in cui Maurizio Gasparri ha invocato la necessità di “prendere una decisione politica” evocando la possibilità di adozione di uno stralcio per decreto-legge, una delegazione delle associazioni, realtà sociali, civiche e politiche che hanno organizzato la manifestazione dei 100.000 del 14 dicembre a Roma, ha partecipato ad una affollata assemblea che ha discusso le criticità del Ddl Sicurezza. Ospitata da Ilaria Salis negli spazi del gruppo della Sinistra al Parlamento Europeo, l’assemblea ha permesso di condividere con europarlamentari di tutta Europa i pericoli di “un provvedimento autoritario che mina diritti fondamentali e garanzie costituzionali”.
di Giovanni Valentini
Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2025
I reati commessi da minorenni sono aumentati nel dopo-Covid (con il picco nel 2022). Ma uno studio del professor De Vita smonta l’utilità della repressione prevista dal decreto Caivano. Ottomila euro al mese per fare lo spacciatore: la confessione del baby killer di 16 anni che qualche mese fa - su mandato del boss del clan a cui apparteneva - aveva ucciso con un colpo di pistola l’amico d’infanzia, il ventenne Giuliano Ramondino, ha aperto uno squarcio di orrore sul fenomeno terrificante della delinquenza minorile. Ma la cronaca continua purtroppo a registrare, con una quotidiana e terribile puntualità, i casi che si susseguono uno dietro l’altro in una spirale di violenza e di odio: dal bambino di dieci anni che a Giugliano, in Campania, ha colpito con un coltello un tredicenne durante una lite per un pallone, fino alla dodicenne che ha accoltellato un coetaneo di scuola media nel cortile di un istituto romano.
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