di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 febbraio 2025
La discussione sulla sacrosanta separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri si trascina da decenni, mentre paradossalmente la Cassazione si trova continuamente costretta a ribadire il principio di separazione delle competenze già esistenti, come quella sulla determinazione della pena. L’ultima sentenza della Corte Suprema, la numero 4793 proprio a firma del giudice Giuseppe Santalucia, ex presidente dell’Anm critico contro il disegno di legge sulla separazione, è dovuta intervenire per demarcare tali competenze.
di Paola Pagnanelli
Il Resto del Carlino, 11 febbraio 2025
Ragazzo trovato senza vita nel penitenziario di Reggio Emilia, ora la famiglia chiede chiarezza. L’avvocato Giulianelli: “Dispiace che non possa più difendere le sue ragioni in appello”. “Dispiace che un ragazzo di 20 anni sia morto, prima di poter dimostrare che le accuse su di lui non erano tutte fondate, e che ora al suo nome resti legata una storia così brutta”. L’avvocato Giancarlo Giulianelli parla con profondo rammarico del ventenne di Cingoli trovato morto sabato pomeriggio nel carcere di Reggio Emilia. Le cause della morte non sono ancora chiare, per questo la procura ha disposto un’autopsia, che sarà eseguita questa mattina.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 11 febbraio 2025
Aperta un’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti per far luce sul decesso di Massimo Calò, detenuto a Borgo San Nicola a Lecce. La cognata: “Stava male ma non sono stati disposti accertamenti finché due giorni dopo non è svenuto. Ma era troppo tardi”. Detenuto cade dal letto e riporta un ematoma in testa ma il medico del carcere non dispone alcun accertamento. Giorni dopo sviene e, solo a quel punto, viene ricoverato in ospedale dove, però, muore mercoledì 4 febbraio. C’è un fascicolo di indagine avviato dalla magistratura salentina per fare luce sulle cause e accertare eventuali responsabilità sul decesso di Massimo Calò, leccese di 53 anni non ancora compiuti, detenuto nel carcere di borgo “San Nicola”.
napolitan.it, 11 febbraio 2025
Saranno le cartelle cliniche e le relazioni mediche a stabilire perchè il 36enne Ciro Pettirosso, detenuto nella Sezione comuni del carcere Antimo Graziano di Bellizzi Irpino in provincia di Avellino, è deceduto dopo aver perso i sensi all’interno della sua cella. Autopsia e cartelle cliniche che dovranno far luce sul decesso e chiarire se ci sono responsabilità mediche: a distanza di 48 ore dal decesso del giovane napoletano, stroncato da un arresto cardiocircolatorio, l’ipotesi più probabile resta quella collegata alla patologia di cui il trentaseienne era affetto, una grave forma di diabete mellito. La Procura di Avellino avrebbe già acquisito tutte le cartelle cliniche e le relazioni redatte dal personale in servizio nel pomeriggio di venerdì 7 febbraio, quando il 36enne è stato colto dal malore che ne ha provocato la morte. Sul corpo del trentaseienne non c’erano segni di violenza. Nelle prossime ore il pm che coordina la prima fase di accertamenti, il sostituto procuratore Cecilia Annecchini, conferirà l’incarico per l’esame medico legale sulla salma del giovane.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 11 febbraio 2025
Tra le celle dell’istituto Sant’Anna ci sono stati quattro decessi in poche settimane. Si presume che in tutti i casi i detenuti si siano tolti la vita. L’ultimo suicidio risale allo scorso 4 febbraio. L’uomo aveva problemi psichici e aveva ricevuto una segnalazione per rischio suicidario lieve. Il 2025 delle carceri italiane si è aperto come era finito il 2024, cioè all’insegna dei decessi. Se lo scorso anno si è chiuso con il record di suicidi, ben 90, nell’anno nuovo ne sono stati registrati già dieci, un ritmo in linea con quello del 2024. Di carcere si muore, ma c’è un istituto dove nelle ultime settimane si sta morendo più che negli altri. Tra le celle del carcere Sant’Anna di Modena nel giro di un mese ci sono stati quattro decessi, presumibilmente tutti suicidi. Cinque anni dopo le rivolte che portarono alla morte di nove detenuti in circostanze mai del tutto chiarite, l’istituto emiliano torna dunque a far parlare tragicamente di sé. E le Camere penali di Modena e Bologna hanno annunciato uno sciopero contro le condizioni critiche di detenzione nell’istituto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 febbraio 2025
Il deputato Roberto Giachetti, di Italia Viva, ha portato in Parlamento la questione delle draconiane restrizioni imposte nel carcere di Palermo- Pagliarelli, sollevando dubbi e preoccupazioni riguardo al trattamento riservato ai detenuti. Nell’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro della Giustizia, chiede chiarimenti e spiegazioni su una serie di misure che, secondo quanto riportato, stanno peggiorando le condizioni di vita all’interno della Casa circondariale. La vicenda è emersa dopo una notizia dell’AGI, che ha descritto una mobilitazione dei detenuti in reazione a una circolare emanata dal provveditore regionale. Tale documento, infatti, inasprisce il regime di detenzione, introducendo restrizioni che colpiscono vari aspetti della quotidianità dei detenuti.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 11 febbraio 2025
Malati gravi abbandonati nei propri escrementi, detenuti senza indumenti invernali. Lo spaccato più tragico del penitenziario messinese. Essere ammalati gravemente in carcere è una condanna nella condanna alle peggiori condizioni di umanità. Lo spiega la Garante dei detenuti del Comune di Messina Lucia Risicato, oggi ascoltata dal Consiglio comunale sui suoi 7 mesi di mandato. La Garante incontra i detenuti almeno una volta a settimana, raccogliendo le loro richieste. Poter incontrare i familiari, essere trasferiti in penitenziari più vicini ai propri cari o potersi curare sono le principali richieste raccolte dalla Garante.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 11 febbraio 2025
Il capo dipartimento della giustizia minorile Sangermano ha risposto ai sindacati sul trasferimento “Soluzione temporanea della durata di tre mesi rinnovabili”. Assicurata la separazione dai detenuti adulti. La creazione, alla Dozza, di una sezione per giovani adulti provenienti dal minorile attende solo la firma del Guardasigilli Carlo Nordio. Lo ha comunicato alle organizzazioni sindacali della penitenziaria, che erano insorte negli scorsi giorni appena appreso della possibilità, il capo dipartimento per la giustizia minorile Antonio Sangermano, che ha specificato l’”assoluta separatezza logistica, funzionale e personale” dei detenuti in arrivo dal minorile con il resto della popolazione ristretta. “Separatezza che si estrinsecherà - dice Sangermano - sia nel contesto propriamente detentivo che nelle attività educativo-trattamentali e ricreative”.
La Voce di Rovigo, 11 febbraio 2025
Dal Ministero evidenziano necessità di intervenire con una variante nel cantiere. L’apertura del nuovo carcere minorile, in fase di allestimento in via Verdi, slitta di qualche mese. Il via libera alla struttura, che sorge dove c’era il vecchio carcere rodigino, tra via Verdi e via Mazzini, arriverà, quindi, poco prima della prossima estate e non entro il mese di marzo come era stato annunciato nei mesi scorsi. Uno slittamento dovuto ad una variante legata all’esecuzione dei lavori. Sono fonti del ministero della giustizia a far sapere che i lavori per la realizzazione del nuovo istituto per minorenni di Rovigo procedono. Secondo quanto riferito dal Provveditore alle opere pubbliche del Triveneto, Tommaso Colabufo, “i cantieri saranno consegnati prima dell’estate, a causa della necessità di intervenire con una variante. Il ritardo è stato contenuto grazie all’impegno del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti”.
di Antonella Cortese
Ristretti Orizzonti, 11 febbraio 2025
Il 28 gennaio alla Casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna si è tenuto un incontro-evento che ha dato spazio a tutte le forme di espressività possibili all’interno di un carcere: “Parole in libertà e…” con una congiunzione che si è aggiunta al titolo delle precedenti edizioni che intende creare legami e spazi nuovi per accogliere tutte le forme d’arte. La rassegna, non competitiva e aperta a tutti, è stata realizzata grazie al lavoro di persone detenute dei diversi bracci, sia del Maschile che del Femminile, che, in gran parte, hanno partecipato ai laboratori attivati dai volontari. L’iniziativa è promossa e organizzata dal Consiglio di Zona soci di Coop Alleanza 3.0 che ha provveduto a consegnare a tutti i partecipanti un sacchetto con alimenti e beni per la cura della persona, e da AVoC (Associazione volontari carcere) presenza stabile da anni in Dozza. Presente all’appuntamento Alessandro Bergonzoni, l’artista rivoltoso sempre in prima fila nelle battaglie sociali-umane-civili, con la giacca rovesciata, anche in carcere. Ha letto alcuni testi di persone detenute non presenti in sala cinema a causa del regime ostativo e ha coinvolto i detenuti e le detenute presenti, invitando a leggere e a raccontare. Liberi dentro Eduradio & Tv ha ripreso i lettori e le lettrici e gli estratti vengono mandati in onda sulle 3 TV grazie alle quali, quotidianamente, propone una “mezz’ora d’aria” dedicata al carcere e alla città (IcaroTv 18, Teletricolore 97, Giovanni Paolo 79) e su Radio Città Fujiko.










