di Gaetano Pecorella
Il Dubbio, 11 febbraio 2025
Perché non ha trasmesso il mandato di arresto? Il potere di sindacare se il provvedimento sia o meno nullo spetta alla Corte di Appello di Roma. Il ministro della Giustizia Nordio ha sostanzialmente accusato la Corte penale internazionale di essere una “pasticciona”, di contraddirsi e di emettere mandati di cattura nulli: una valutazione molto severa che toglie a uno dei Tribunali su cui si regge l’ordine internazionale ogni credibilità, Ma il Ministro non è solo. Il presidente Trump con un ordine esecutivo ha imposto sanzioni contro il Tribunale penale internazionale, il principale Tribunale per i crimini di guerra e contro l’umanità. Il ministro degli Esteri, Antonio Taiani, ha espresso molte riserve sul comportamento della Corte, così dicendo: “Forse bisognerebbe aprire una inchiesta sulla Corte penale”. Si ha l’impressione che ai potenti della terra dia molto fastidio l’esistenza di un Tribunale che sta sopra di loro e potrebbe un giorno giudicarli e persino arrestarli per violazione dei diritti dell’umanità. Ma proprio per la delicatezza della situazione demandata al giudizio della Corte si deve valutare serenamente da che parte sta la ragione e da che parte il torto.
di Luigi Ferrajoli
Il Manifesto, 11 febbraio 2025
Nella esibizione della disumanità il nostro Governo sta copiando fedelmente il modello trumpiano: dalle deportazioni in Albania agli attacchi alla Cpi. La sola possibilità di salvare le nostre democrazie e con esse la pace è portare il paradigma costituzionale all’altezza degli attuali poteri globali. Un fatto è certo, al di là delle sconclusionate dichiarazioni in parlamento dei ministri Nordio e Piantedosi sul caso Elmasry e degli insensati attacchi al procuratore di Roma Lo Voi. Il nostro governo, con un aereo di stato, ha fatto fuggire questo criminale anziché eseguire l’ordine di arrestarlo emesso dalla Corte penale internazionale per 34 omicidi e 22 stupri, di cui uno su un bambino di cinque anni.
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 11 febbraio 2025
Se le democrazie si salveranno, saranno i poteri di controllo a farlo. E costituzioni che sapranno resistere all’assalto quotidiano da parte dei poteri esecutivi. Costituzioni forti che celebrano la sovranità popolare attraverso la legge che la regola e l’articola. Potranno le democrazie essere salvate? E chi le salverà? Sono domande pertinenti e non sentimentali visto il flagello che sconvolge il paese-guida della democrazia, prontamente preso a modello dagli alleati più fedeli. Tra gli anarco-capitalisti raccolti attorno a Elon Musk molti pensano che la democrazia non sia compatibile con la libertà economica e che lo stato collettore di tasse vada abbattuto insieme al sistema di giustizia (Bruce Benson propone di “rebooting medievalism as a model of criminal justice”).
di Barbara Carnevali
La Stampa, 11 febbraio 2025
Uno dei punti forti della nuova destra globale è il suo uso del mito. La capacità di creare miti e interpretare la realtà in chiave mitica accomuna tutti i suoi leader, bravissimi nel mobilitare le masse attraverso una manipolazione tanto spregiudicata quanto efficace dell’immaginario: dal “destino manifesto” evocato da Trump per giustificare l’espansionismo americano, e quindi il diritto a prendersi Panama e la Groenlandia, al supereroismo prediletto dalla retorica di Milei, passando per la conquista dello spazio capitanata da Musk, che non solo prolunga quella del West in dimensione verticale, ma aggiorna la mitologia romantica del cowboy con due ingredienti irresistibili: la magia tecnologica e la promessa di futuro.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 11 febbraio 2025
Il premier britannico (laburista) adotta il modello Trump. Ma il fenomeno va governato, senza farne uno scontro di civiltà. Se uno dei (pochi) governi di sinistra d’Europa imita Trump, e organizza uno show di deportazione di immigrati, mostrati in tv mentre vengono fermati nei blitz, radunati nei centri, messi su un bus e portati in fila indiana alla scaletta dell’aereo sotto scorta della polizia, vuol dire che destra e sinistra non esistono più o che il problema è uguale per tutti? Il premier britannico Starmer, preso alla gola da sondaggi impietosi che segnalano la scalata della destra xenofoba di Farage, sta obbedendo a un vecchio detto inglese: If you can’t beat them, join them, se non puoi batterli unisciti a loro. Non è detto che ci riesca, anzi. Magari gli elettori invece di un’imitazione preferiranno l’originale.
di Irene Famà
La Stampa, 10 febbraio 2025
La maggioranza incalza dopo l’apertura dell’Anm: “Ora revochino lo sciopero”. Dopo mesi di incomunicabilità (e anche scontri), toghe e governo sembravano voler scendere dal ring. E puntare al dialogo. O almeno provarci. Il nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi propone un incontro alla premier. E Giorgia Meloni non solo accetta e si dice pronta al confronto ma, raccontano i bene informati, chiede anche ai suoi di smorzare i torni. Ieri però il percorso si complica di nuovo. Pronti al dialogo, sì. Ma la riforma della giustizia non si tocca: ecco la linea dell’esecutivo. Pronti al dialogo, sì. Ma la riforma non va bene e lo sciopero annunciato per il 27 febbraio resta: ecco la posizione dei magistrati. Un empasse. Per raccontare l’ennesimo atto della battaglia governo-magistrati bisogna seguire l’ordine cronologico.
di Fulvio Fiano
Corriere della Sera, 10 febbraio 2025
La dichiarata “disponibilità al dialogo” del sottosegretario Mantovano e l’auspicio della ripresa di un “sano confronto” della premier Meloni dopo l’elezione del nuovo presidente dell’Anm Parodi non fermano la protesta dei magistrati, che in tutte le udienze civili e penali, fino a fine mese, indosseranno un coccarda tricolore sulle loro toghe, come già fatto all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Troppo avvelenato il clima dalle polemiche stratificatesi in questi giorni, troppo diretti i ripetuti attacchi ai magistrati nei casi Almasri e Caputi per metterseli alle spalle. Il Comitato direttivo centrale dell’Anm ha inoltre deliberato lo sciopero generale il 27 febbraio.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 10 febbraio 2025
Il neo presidente dell’Anm: “L’incontro con la premier è un segnale positivo. Il muro contro muro non giova a nessuno. Spiegheremo le nostre preoccupazioni”. “Un momento così complicato nei rapporti tra esecutivo e magistratura, tra poteri dello Stato, non me lo ricordo e non credo vi siano precedenti. Siamo arrivati allo scontro sistemico, cercherò di pacificare - per quanto possibile - ma spiegando anche le ragioni delle nostre posizioni sulle quali non si arretra”. Eccolo qui il neo-presidente dell’Anm Cesare Parodi, 62 anni, procuratore Aggiunto a Torino, da 48 ore al vertice dell’associazione delle toghe. Un moderato, Magistratura Indipendente, che cercherà di ricostruire un dialogo. Pontiere dove i ponti sono saltati, pompiere dove le fiamme si sono prese già il tetto.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 febbraio 2025
La separazione delle carriere dei magistrati nasconde diverse contraddizioni su garanzie, diritti e carcere. Rischia di essere anche la scorciatoia per rimandare di una legislatura l’insidiosa resa dei conti tra Forza Italia, FdI e Lega. E se la separazione delle carriere fosse una scorciatoia? Un compromesso astuto, ingegnoso ma anche un po’ infingardo, per citare un aggettivo adoperato da Giovanni Maria Flick nell’intervista attorno a cui ruota questo numero del Dubbio? È una domanda inevitabile. Non solo alla luce delle considerazioni svolte dal presidente emerito della Consulta, ma anche vista la genesi della riforma, il contesto politico da cui proviene.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 febbraio 2025
“Il mondo forense e la magistratura non devono cedere all’idea secondo cui la separazione delle carriere sarebbe la madre di tutte le battaglie: finirebbero così per non discutere più di giustizia e dei suoi mali, dalla legge al sistema penitenziario”. “Sono sorpreso. Deluso, anche. Avvilito, verrebbe quasi da dire. Davanti abbiamo un sistema giustizia, e un sistema penale in particolare, che è gravato da problemi, da una sedimentazione ormai pluridecennale di problemi. A fronte dell’amara realtà con cui toccherebbe confrontarsi, assisto invece a un conflitto che in alcune fasi degenera in rissa confusa, insensata.
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