di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 2 febbraio 2025
Sono 31 le nuove onorificenze che il capo dello Stato consegnerà il 26 febbraio a persone che si sono distinte per il loro impegno civile. La volontaria di Lampedusa Livia Cecconetto e l’influencer dell’accessibilità Marta Russo. Cristiana Poggio e Dario Odifreddi per la Piazza dei Mestieri. Armando Punzo con il suo progetto Per Aspera ad Astra e la Compagnia della Fortezza nel carcere di Volterra. Giorgio Zancan e Luisa Mondella, capaci di far nascere dal dolore per la perdita del loro piccolo Alessandro un progetto come Grande Ale, dedicato agli altri. Ci sono anche loro fra le 31 persone a cui Sergio Mattarella ha deciso di conferire altrettante onorificenze al merito della Repubblica.
di Grazia Longo
La Stampa, 2 febbraio 2025
I 43 richiedenti asilo al Cara di Bari. Il Governo non arretra: “Combattiamo i trafficanti”. Schlein: “I giudici in linea con la Corte europea”. Calenda: “Soldi pubblici al vento”. I volti aperti in un sorriso dei migranti che arrivano in Italia e quello chiuso a pugno del Governo. Nessun dietrofront sul Protocollo Albania. Nonostante lo schiaffo della Corte d’Appello di Roma che non ha convalidato il trattenimento dei 43 migranti al Cpr di Gjader, il Viminale insiste: “Andiamo avanti”. Mentre la nave De Grazia della Guardia Costiera entra nel porto di Bari e i 43 passeggeri vengono trasferiti nel centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari Palese, l’esecutivo fa quadrato. Il ministero dell’Interno, in una nota, ribadisce che “andrà avanti nella convinzione che il contrasto all’immigrazione irregolare che si avvantaggia dell’utilizzo strumentale delle richieste di asilo sia la strada da perseguire per combattere gli affari dei trafficanti senza scrupoli”. E ancora: “Le corti di appello scelgono di rinviare alla corte di giustizia europea sostanzialmente per prendere tempo, quando si tratta di un sistema già previsto dal nuovo Patto europeo immigrazione e asilo che entrerà al più tardi in vigore nel 2026, inoltre il “modello Albania” dell’Italia è largamente condiviso in Ue”.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 2 febbraio 2025
La Corte di Appello non ha convalidato il trattenimento dei migranti, sospendendo la decisione in attesa che si pronunci la Corte di Giustizia Ue: una non-decisione annunciata. La premier Giorgia Meloni sa che accusare i magistrati di ostacolare l’operazione è un comodo alibi. È la cronaca di una non-decisione annunciata, quella della Corte di Appello di Roma, che ha sospeso il giudizio di convalida del trattenimento in Albania di 43 migranti, bengalesi ed egiziani, e operato un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. I giudici di Roma hanno chiesto a quelli dell’Ue di valutare “se il diritto Unitario consenta o meno di designare un paese sicuro quando le condizioni sostanziali per la sua designazione non sono soddisfatte per alcune categorie di persone”.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 2 febbraio 2025
Bongiorno valuta la strategia giudiziaria. Laici di centrodestra al Csm: pratica disciplinare per il procuratore. Fdi: via l’obbligo di azione penale. Quando, a sera, arriva la decisione della Corte d’appello di Roma che boccia per l’ennesima volta i trattenimenti di migranti in Albania, da Palazzo Chigi filtra “grande stupore, perché a nostro avviso non c’è la necessità di aspettare il pronunciamento della Corte di giustizia europea”. Un’irritazione ribadita apertamente dal ministro per gli Affari europei Tommaso Foti: “Una decisione che sconcerta, la magistratura si sostituisce al governo”. In sintonia perfetta il partito della premier, FdI, che col capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami depreca “l’atteggiamento di resistenza di un pezzo della magistratura italiana” che “assume una connotazione politica e ostacola l’azione del governo”, ma “il centrodestra non si lascerà intimidire”.
di Fabio Marcelli*
Il Fatto Quotidiano, 2 febbraio 2025
L’indebito rilascio del presunto torturatore e stupratore di bambini libico Al Masri tiene banco nella politica italiana: mentre la nostra Giorgia si esibisce penosamente nella caricatura di Mussolini (molti nemici, molto onore), annunciando di essere “invisa a molti” e denunciando, in compagnia dei suoi accoliti, l’ennesimo “complotto giudiziario” contro il suo governo, sarà opportuno tentare di situare in un contesto più ampio le relative vicende. Il rifiuto dello Stato di diritto che emerge con sempre maggior nettezza dai comportamenti del governo delle destre, che non a caso trova significative corrispondenze con quello di Trump e di altri, è l’altra faccia, insieme alla crescente propensione alla guerra, dell’evidente declino dell’Occidente di cui le destre, ma anche molti esponenti del Pd, sono fedeli e tristi gregari. In tale ottica prendono piede ovunque soluzioni razziste e discriminatorie del problema migratorio, più che mai cruciale e complesso, ma del quale le destre danno una lettura puramente propagandistica.
di Nello Scavo
Avvenire, 2 febbraio 2025
Nelle 42 pagine con cui L’Aja ha chiesto l’arresto del generale una lista di atti disumani. Chi veniva torturato, dopo strisciava. Ai detenuti ordinava di picchiare i propri compagni. Nient’altro che merce. Da vendere, alcune volte acquistare, oppure concedere in prestito e perfino barattare. Il tragico mondo del generale Almasri è riassunto nelle 42 pagine con cui la Corte internazionale il 18 gennaio ha convalidato la richiesta di arresto. Una sintesi, con 214 allegati. Nella vita da grossista delle vite scartate, prima di uccidere qualcuno bisogna far di conto, e considerare se anziché essere buttato via può essere buono almeno per prendergli il sangue, che servirà per le trasfusioni ai miliziani feriti in battaglia. I magistrati dell’Aja scrivono al passato, avendo esaminato migliaia di pagine di testimonianze, referti, riscontri raccolti sul terreno, per il periodo 2014-2024. Si comincia dagli schiavi: “Sulla base del materiale fornito, sembra che alcuni detenuti, in particolare quelli dell’Africa sub-sahariana, siano stati costretti a svolgere lavori forzati. Altri sono stati costretti a combattere”.
Corriere di Malta, 2 febbraio 2025
Prigionieri sottoposti a trattamenti degradanti sotto la guida di Dalli. Cattiva amministrazione sistemica, ignoranza, abusi, intimidazioni e razzismo. Per garantire ordine e disciplina sarebbe stato impiegato “qualsiasi mezzo”. Una realtà inquietante, disumana, aberrante è quella dipinta nel rapporto redatto dal difensore civico (ombudsman, a Malta) circa ciò che si verificava all’interno del Corradino Correctional Facility (CCF), il principale istituto penitenziario dell’arcipelago. L’indagine, avviata nel 2021 a seguito di ripetute denunce da parte dei media e di un esposto dell’Ong Moviment Graffitti, ha messo in luce gravi violazioni dei diritti umani, trattamenti degradanti e una gestione carceraria caratterizzata da intimidazioni e disfunzioni sistemiche. L’inchiesta ha esaminato il periodo compreso tra luglio 2018, quando il colonnello Alexander Dalli fu nominato direttore delle prigioni, e dicembre 2021, quando lasciò l’incarico. Tuttavia, è emerso che molte delle problematiche affondano le loro radici in un passato ancora più remoto e non è detto che si siano del tutto estinte.
di Marinella Correggia
Il Manifesto, 2 febbraio 2025
Ong e abitanti denunciano arresti ed esecuzioni. Andranno avanti 2-3 anni, dice il neo presidente. Protesta dei partiti comunisti dopo l’ordine di scioglimento deciso da Damasco. L’ultimo episodio di violenza settaria nella “nuova Siria” si è verificato venerdì nella località alauita di Arza, nord-ovest di Hama. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, uomini armati hanno ucciso dieci abitanti. Gruppi per i diritti umani e abitanti denunciano esecuzioni, arresti arbitrari, torture, saccheggi, umiliazioni soprattutto nella provincia di Homs e lungo la costa. Pochi giorni fa, nel villaggio alauita di Fahel nei pressi di Homs, le vittime sarebbero state sedici, altre sette persone sono scomparse, le case sono state saccheggiate. Nella stessa giornata è stato attaccato Maryamin, abitato da alauiti e dalla comunità religiosa dei Murshidi: gli uomini sono stati costretti a umiliazioni pubbliche e pestaggi e inermi, quattro i morti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 febbraio 2025
L’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane lancia un appello drammatico e urgente: serve un intervento parlamentare straordinario per “ridare piena costituzionalità al carcere”, restituendo dignità a un sistema che, numeri alla mano, si è trasformato in un “cimitero dei viventi”. I dati del 2024, definiti “da fare accapponare la pelle”, raccontano una crisi umanitaria senza precedenti, mentre il governo risponde con soluzioni inefficaci e la politica sembra voltare lo sguardo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 febbraio 2025
Come ha accuratamente analizzato il Garante regionale Stefano Anastasìa, secondo gli ultimi dati del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, al 31 dicembre 2024 in Italia erano 14.968 i minorenni o giovani adulti in carico agli uffici territoriali, con un incremento del 5% rispetto al 2023. Ma è la situazione delle carceri minorili a destare allarme: negli istituti penali minorili si è passati da 1.444 ristretti a fine 2023 a 1.707 a fine 2024, con un +18% in un solo anno. Un aumento ancora più marcato se si considera il periodo successivo al decreto Caivano (settembre 2023): nei 18 mesi dalla sua approvazione, il numero di giovani detenuti è salito del 48%, invertendo una tendenza alla stabilità registrata tra il 2019 e il 2023.










