di Andrea Zanello
La Stampa, 27 gennaio 2025
Sei nuovi agenti sono stati assegnati alla Casa circondariale di Vercelli. I nuovi agenti che entreranno in servizio presso gli istituti penitenziari italiani, dopo aver concluso il 184° Corso Allievi della Polizia Penitenziaria, sono 1.327 in totale. “Queste nuove assegnazioni sono una preziosa boccata d’ossigeno per gli uomini e le donne in divisa che lavorano negli istituti penitenziari e dimostrano l’attenzione del governo Meloni per le esigenze del nostro territorio - ha detto Davide Gilardino, presidente della Provincia di Vercelli e commissario di fratelli d’Italia -. Ringraziamo il sottosegretario Delmastro per il suo impegno verso la polizia penitenziaria, continueremo a lavorare al suo fianco per il bene del territorio”.
di Erika Pontini
La Nazione, 27 gennaio 2025
La scopertura dei giudici è pari al 50% dei posti a fronte di numeri di reati commessi dai ragazzini - molti minori non accompagnati o italiani figli di immigrati - che galoppano. Nelle stesse condizioni l’Ufficio di Sorveglianza (scopertura al 38%) che si occupa degli ultimi degli ultimi: i detenuti di Sollicciano senza libertà né umanità. E giù tutti - dal presidente della Corte d’appello al procuratore generale - a picchiare forte su un tasto dolente che sembra però restare tale, se non peggio, esplodendo pubblicamente ad ogni appuntamento istituzionale che si rispetti.
di Ambra Prati
Gazzetta di Reggio, 27 gennaio 2025
È competente per le tre province di Reggio, Parma e Piacenza e si deve occupare delle richieste di 1.415 detenuti in aumento nelle carceri. Tempi troppo lunghi per arrivare al verdetto, eccessivo ricorso alla prescrizione (con il 12% delle sentenze siamo primi in Regione) e soprattutto un Tribunale di Sorveglianza a rischio collasso. È il quadro che emerge dal report dell’anno giudiziario sulla salute della giustizia a Reggio Emilia. Nell’area emiliana e in particolare Reggio, si sa, “è marcata la presenza di una criminalità collegata alla ‘ndrangheta di provenienza cutrese, ma anche di stampo camorristico (in particolare il clan dei Casalesi)”. Ed è significativo che la nostra provincia venga citata per processi passati in giudicato istruiti dalla Dda di Bologna che vede in prima fila il pm di Aemilia Beatrice Ronchi: Grimilde, Perseverance, i delitti del 1992. Fra i processi di rilievo, anche quello per l’omicidio di Saman Abbas, che il prossimo 27 febbraio inizierà a carico della madre estradata dal Pakistan.
di Marta Giusti
Il Messaggero, 27 gennaio 2025
Maxi indagine dei carabinieri, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sul carcere romano di Rebibbia. Sono 32 le persone colpite da misura cautelare. Scoperto un sistema illecito, all’interno del Servizio per le Dipendenze (Ser.D.) dell’ASL Roma 2 che opera nel carcere di Rebibbia, per far ottenere ai detenuti, attraverso certificazioni false, misure alternative ai detenuti. A promuoverlo uno psicologo. Per questo filone dell’indagine i carabinieri assieme alla polizia penitenziaria stanno eseguendo quattro misure cautelari. Altre 28 persone sono state colpite da misure cautelari per detenzione e associazione finalizzata al traffico di droga.
di Enrico Bellavia
L’Espresso, 27 gennaio 2025
Dalle proteste di piazza alla Caporetto ferroviaria, la maggioranza rilancia l’ipotesi del complotto. Agita ombre, evoca fantasmi, danza intorno al loro passato irrisolto. E ai nostri incubi: le bombe, i lutti, il terrore che confidiamo di esserci lasciati alle spalle. Più che sulla Costituzione i leader di governo sembra che abbiano scommesso sulla cospirazione. Evocata a giorni alterni, sempre a sproposito. Scherzano con il fuoco, nel Paese degli attentati neofascisti ai treni, delle Brigate Rosse, degli anni di piombo, della macelleria messicana del G8 e di Stefano Cucchi.
di Giovanni De Luna
La Stampa, 27 gennaio 2025
Il senso del 27 gennaio si usura a causa delle guerre in atto e della scomparsa progressiva dei testimoni della Shoah. L’evento che si ricorda (l’arrivo ad Auschwitz, nel 1945, dei soldati dell’Armata rossa e la libertà per i detenuti nel lager) è infatti inscritto a lettere cubitali nel patto fondato su quel “mai più” che ispirò allora tutte le istituzioni sovranazionali (l’Onu e, successivamente, la stessa Unione Europea) nate dopo la tragedia della seconda guerra mondiale e unì tutti gli Stati (vincitori e vinti) che si erano resi protagonisti dei suoi massacri.
di Anna Foa
L’Espresso, 27 gennaio 2025
La guerra a Gaza suscita crescenti contestazioni verso Israele, talora dai toni antisemiti. Per questo bisogna rispondere a critiche e dubbi dei giovani. Anche quest’anno celebreremo il Giorno della Memoria, ricordando la Shoah attraverso la data simbolica della liberazione di Auschwitz, avvenuta ottant’anni fa, il 27 gennaio 1945. La celebrazione si presenta particolarmente difficile in una situazione come questa, caratterizzata dall’aumento di episodi e slogan antisemiti, in gran parte causato dalla reazione al massacro dei palestinesi nella Striscia di Gaza, una reazione divenuta in molti casi negazione dell’esistenza stessa di Israele, se non addirittura rifiuto degli ebrei. Si percepiscono ansie nelle scuole, timori che gli studenti stessi la contestino e si facciano portatori di posizioni non solo critiche nei confronti del governo israeliano, ma anche specificamente antisemite. Nessuno ha finora detto che si tratta di una data divisiva, da mettere in sordina, ma il clima è pesante.
di Alessia Rastelli
Corriere della Sera, 27 gennaio 2025
È pessimista sul futuro della Memoria, amareggiata dal riesplodere dell’antisemitismo, che “oggi è manifesto, ma c’è sempre stato”. Liliana Segre però non si ferma, con la forza di chi sa che deve parlare anche a nome “di quelli che non sono tornati”, ancora protetta dallo “scudo di amore” che ricevette da bambina dal padre e dai nonni uccisi ad Auschwitz. “Non ho paura”, dice, nonostante la nuova ondata di odio che l’ha colpita per la proiezione del documentario di Ruggero Gabbai, Liliana, in occasione del Giorno della Memoria. Una data preceduta quest’anno da molte tensioni non ancora sciolte.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 27 gennaio 2025
Nel Giorno della memoria, oggi più che mai, la grande sfida è continuare a educare sugli orrori della Shoah ricordando che la sua rimozione porta a chiudere gli occhi sul presente, a scambiare le vittime per i carnefici. Ricordate quella bandiera appesa su una finestra milanese esattamente un anno fa? La Giornata della memoria, lo sapete, è una ricorrenza internazionale che ogni anno si celebra il 27 gennaio per commemorare, ricordare e non dimenticare le vittime dell’Olocausto. In tempi ordinari, utilizzare la Giornata della memoria per parlare d’altro, per parlare del presente, costituisce un errore, perché non c’è nulla di più pericoloso, per custodire la memoria, che concentrarsi su ciò che abbiamo di fronte a noi, mettendo da parte il focus importante, ovvero l’orrore di ciò che è stato.
di Claudio Del Frate
Corriere della Sera, 27 gennaio 2025
Le accuse contro il generale libico: “Anche 22 violentati, tra cui un bambino”. Le vittime incarcerate perché cristiani, atei o omosessuali. L’Anm: “Libero a causa dell’inerzia del ministro Nordio”. Nel carcere di Mittiga (Tripoli), diretto da Osama Njeem Almasri, dal febbraio 2015 sono stati uccisi almeno 34 detenuti e 22 persone, compreso un bimbo di 5 anni, hanno subito violenze sessuali dalle guardie. È quanto si legge nel dispositivo della pre-trial Chamber della Corte penale internazionale che lo scorso 18 gennaio ha notificato - a maggioranza - il mandato di arresto per il generale libico bloccato in Italia il 19 e poi scarcerato. Njeem, secondo i giudici dell’Aja, “ha picchiato, torturato, sparato, aggredito sessualmente e ucciso personalmente detenuti, nonché ha ordinato alle guardie di picchiarli e torturarli”.
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