di Guido Olimpio
Corriere della Sera, 12 gennaio 2025
Un cittadino svizzero, arrestato con l’accusa di spionaggio, si sarebbe tolto la vita in una prigione iraniana. Era in Iran con un visto turistico. Il primo atto avviene a fine ottobre, in concomitanza con l’incursione israeliana su alcuni centri militari dell’Iran. I servizi di sicurezza - secondo i media locali - fermano uno straniero nei pressi di Semnan, località a est della capitale. L’uomo sta raccogliendo dei campioni di terra e lo fa in una zona interessante sotto il profilo bellico. Qui c’è un importante sito per lo sviluppo di missili a lungo raggio, uno dei tanti impianti che partecipano al programma strategico dei pasdaran. E il terriccio se analizzato potrebbe rivelare l’esistenza di tracce d’uranio o altre componenti degne di interesse.
di Domenico Turano
La Discussione, 11 gennaio 2025
“Adeguare e ampliare la capienza delle nostre carceri alla necessità attuale con l’incremento di 7mila nuovi posti entro il 2025”. È questa la risposta del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, proprio nella sua conferenza stampa di giovedì scorso, perseguendo la duplice finalità, cioè di far espiare a ciascuna persona detenuta la pena stabilita e di offrire la possibilità del reinserimento sociale. L’amnistia estingue il reato e ne fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie relative, mentre l’indulto estingue la pena. Entrambi i provvedimenti consentirebbero a numerosi detenuti di ottenere la libertà prima di completare la fase riabilitativa e di reinserimento sociale, con gli inevitabili risentimenti di una rilevante percentuale della società che già vive con preoccupazione la propria sicurezza, specie nelle grandi città e nelle grosse periferie.
di Cesare Burdese
L’Unità, 11 gennaio 2025
Architettura che mortifica i sensi, zero verde, zero privacy, locali squallidi, celle fatiscenti. Prossimo il 2025, insieme a Nessuno tocchi Caino, ho visitato il carcere di Bergamo, limitatamente alla zona colloqui, alla sezione isolamento e alla sezione ex articolo 32 maschili. La condizione detentiva turba, al punto che qualcuno in visita ha pianto. Ne illustrerò un aspetto che è anche quello del carcere in generale: nella grande umanità degli operatori, la strutturale disumanità dei luoghi quotidianamente vissuta come normalità. Quel carcere, in funzione e immutato dal 1978, causa terrorismo e nuova criminalità organizzata, fu progettato per garantire la massima sicurezza; monolitico, monotono, fortemente frazionato e compartimentato, privo di verde, presenta soluzioni architettoniche che mortificano i bisogni e invalidano i sensi. Le presenze, doppie rispetto i 319 posti disponibili, annullano la dignità e pregiudicano le attività trattamentali.
di Angela Stella
L’Unità, 11 gennaio 2025
“I suicidi in carcere? Se vanno avanti con questo ritmo bisognerà chiudere il sistema penitenziario per bancarotta. Lo stato dei diritti in Italia era gracile e arretrato già prima. Gli oltre due anni di questo Governo hanno peggiorato il quadro e indebolito la struttura dell’intero sistema di tutele e garanzie”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 11 gennaio 2025
Depositata in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Zuncheddu” per sostenere chi ha subito ingiuste detenzioni in attesa dei risarcimenti. Per Beniamino Zuncheddu, uscito a 60 anni metà dei quali trascorsi in carcere da innocente, con quella faccia smunta, lo sguardo smarrito e il fisico provato, non ci sono cifre sufficienti a restituirgli la vita e gli affetti. Lui, in attesa che gli venga riconosciuto il risarcimento, non ha di che vivere e non avendo potuto lavorare in tutti questi anni non ha neanche contributi previdenziali. Ma Zuncheddu non è il solo.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 11 gennaio 2025
La consegna del simbolo del Giubileo 2025 ai delegati regionali dei cappellani, in una cerimonia a San Pietro. L’appello dell’Ispettore generale alle istituzioni: “Aiutateci a far arrivare la speranza dell’Anno Santo in tutti gli istituti di pena”. Sono grandi e colorate, riportano sulla pancia quella e croce e quell’ancora simbolo di speranza che tante volte Papa Francesco ha citato nelle parole che rivolge ai reclusi in ogni occasione che ha di incontrarli, l’ultima in ordine cronologico proprio l’apertura della seconda Porta Santa - dopo quella di San Pietro - nella chiesa del Padre Nostro all’interno del carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso, appena ristrutturata per l’occasione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 gennaio 2025
Giorgia Meloni ha blindato la separazione delle carriere, ora all’esame della Camera. Al punto da rendere ormai certa una cosa: quello a Montecitorio sarà l’unico vero voto sulla riforma. Nelle tre successive letture non si farà altro che apporre un timbro a un testo destinato a non cambiare più. La tabella di marcia dell’iter della riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario procede a passo lento. Ma inesorabile, stando a quanto dichiarato dalla presidente Giorgia Meloni, che ha blindato la riforma, ora all’esame della Camera. Talmente blindata da rendere ormai certa una cosa: quello a Montecitorio sarà l’unico e ultimo voto sulla separazione delle carriere. E i successivi passaggi rappresenteranno dei semplici “timbri” rispetto ai quali le opposizioni nulla potranno fare, se non sperare nel referendum che dovrebbe avere luogo l’anno prossimo.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 11 gennaio 2025
Martedì è convocato il Parlamento in seduta comune per l’elezione dei giudici mancanti. E la Corte questa volta esorta l’Aula alla fumata bianca. Potrebbe essere la volta buona, la prossima settimana, per l’elezione dei giudici della Corte costituzionale di competenza parlamentare. Martedì alle 13 è infatti convocato il Parlamento in seduta comune per la ricomposizione del plenum della Consulta. Si tratta del 13/esimo scrutinio per un giudice e del quarto per tre giudici, ma il quorum è in ogni caso dei 3/5 e quindi le possibilità di una fumata bianca crescono, anche per l’accordo in via di definizione tra maggioranza e opposizione, dopo mesi di stallo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 11 gennaio 2025
Pressing della Lega per l’approvazione del testo fermo al Senato. Cerca una leva nei recenti fatti di cronaca - e confonde i decreti con i disegni di legge - il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, per tentare un nuovo pressing sul ddl Sicurezza attualmente fermo al Senato per le evidenti criticità e incostituzionalità che lo potrebbero far tornare alla Camera per una terza lettura. La speranza del leader della Lega è di recuperare, grazie alla norma-bandiera, qualche punto di gradimento in una destra dove attualmente regna sovrana incontrastata Giorgia Meloni.
di Andrea Gagliardi
Il Sole 24 Ore, 11 gennaio 2025
Si introduce anche l’arresto in flagranza differita. La Lega promuove una “norma blocca ladri”, con “inasprimento delle pene per garantire la galera senza sconti ai malviventi che rubano nelle case degli italiani”. Lo comunica il Carroccio, sottolineando, che “oggi, per una serie di attenuanti o sconti, i criminali possono evitare il carcere e questa condizione attira in Italia anche malviventi dall’estero che possono contare su norme più tolleranti. La Lega ha già depositato un ddl ed è pronta anche a inserirlo in un primo provvedimento ad hoc”.
- Piemonte. Situazione delle carceri, l’allarme dei Garanti: “Nulla si muove, anno dopo anno”
- Sicilia. Cibi e vestiti vietati ai detenuti: repressione in atto
- Cagliari. Nuova tragedia in carcere: detenuto di 49 anni suicida in cella
- Modena. Morti in carcere, situazione esplosiva: “Struttura stipata e fatiscente”
- Bologna. Cgil: “Alla Dozza si segnalano ancora gravi criticità”










