di Mauro Gentile
La Voce e il Tempo, 11 gennaio 2025
Un quadro in chiaroscuro (con più ombre che luci), emerge dal IX “Dossier delle criticità strutturali e logistiche delle carceri piemontesi”, presentato dal Garante regionale dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, Bruno Mellano, il 30 dicembre a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte. Ombre, evidenziate sinteticamente dal documento che fotografa la situazione dei 13 penitenziari regionali e dell’istituto penale minorile di Torino “Ferrante Aporti”, che vanno dal sovraffollamento (allo scorso 30 novembre, nelle carceri della regione, erano complessivamente 4500 le persone ristrette, a fronte di una capienza di 3979 posti dei quali, peraltro, 261 temporaneamente non disponibili).
di Andrea Aversa
L’Unità, 11 gennaio 2025
Il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria della Regione Sicilia ha introdotto una norma che vieta specifici marchi di abbigliamento e l’introduzione, l’acquisto e l’uso di particolari alimenti. La protesta a Siracusa, l’iniziativa dei Garanti e le segnalazioni giunte da altre città dell’isola. Per il Provveditore Maurizio Veneziano le disposizioni “sono improntate ai principi di parità di condizioni fra i reclusi, di garanzia dell’ordine e della sicurezza penitenziaria e di tutela della salute della popolazione detenuta”.
di Guido Garau
cagliaritoday.it, 11 gennaio 2025
“Inizio d’anno tragico nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta dove un detenuto di 49 anni si è tolto la vita impiccandosi. Nonostante l’immediato tentativo dei medici del 118, allertati dagli Agenti, non c’è stato nulla da fare. A,R.O., originario di Uras, aveva più volte manifestato grave disagio con atti di autolesionismo per cui era costantemente monitorato. L’estremo atto, che ha suscitato vivo sgomento nell’Istituto, si è verificato nelle prime ore del mattino, intorno alle 5”. Lo rende noto Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme ODV facendo osservare con amarezza che “il primo suicidio del 2025 nella Casa Circondariale riporta l’attenzione sulle gravi condizioni di sovraffollamento”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 11 gennaio 2025
Il caso del penitenziario di Modena è il più allarmante; al Sant’Anna si è registrato uno sciame di suicidi, che purtroppo non è un fenomeno infrequente, ma è rivelatore di una situazione di grave sofferenza. Inoltre il vecchio padiglione versa in condizioni critiche, come appurato durante l’ultima visita dell’Osservatorio nel carcere modenese, avvenuta il 5 dicembre. A lanciare l’allarme sulla situazione carceri in Emilia Romagna e, soprattutto, sulla situazione di Modena è l’associazione Antigone che fa presente come, lo scorso sette gennaio, si sia verificato al Sant’Anna il terzo decesso in sette giorni.
bolognatoday.it, 11 gennaio 2025
La Cgil accusa: mancano mobili, a volte perfino lenzuola e cuscini, e non c’è abbastanza personale. Continua a risultare più che problematica la situazione del carcere della Dozza, che come molti altri penitenziari in giro per l’Italia vive una situazione di criticità strutturale sia per i detenuti che per il personale. Da diverso tempo, sindacati di polizia penitenziaria, politici e anche il garante dei detenuti chiedono un intervento risolutivo al governo, che risponde però - l’ultima volta ieri, durante la conferenza stampa della premier Meloni - come l’unico rimedio sia quello di allargare ancor di più la capienza delle carceri.
ilpiacenza.it, 11 gennaio 2025
“In cima alla lista dei problemi c’è il sovraffollamento”. “Alle Novate oltre 500 detenuti invece di 416, studio e lavoro altre note critiche dolenti”. A parlare Bruno Carrà, responsabile dell’Ufficio Antidiscriminazioni della Camera del Lavoro di Piacenza, che interviene sulla condizione delle persone detenute nella casa circondariale. “Dopo la tragedia avvenuta il 30 dicembre 2024 nel carcere piacentino delle Novate, dove è morto un detenuto a causa di un tentativo dimostrativo finito male” scrive il sindacalista, aggiungendo che sono stati 88 i suicidi nelle carceri italiane nell’ultimo anno concluso, 243 le morti totali, “all’inizio di quest’anno c’è stata una ampia riflessione con la quale la garante dei detenuti per il carcere di Piacenza, Mariarosa Ponginebbi, ha sciorinato cosa va e cosa non va rispetto alla situazione presente alla casa circondariale del territorio piacentino”.
La Nazione, 11 gennaio 2025
In Commissione 4 la relazione dell’associazione Barnaba che si occupa dei detenuti. “Molte iniziative sono state sospese per mancanza di fondi”. Al bilancio nero del 2024 del carcere della Dogaia si aggiungono i problemi relativi alla mancanza di finanziamenti per le associazioni che si occupano di progetti sociali all’interno della casa circondariale. Casse magre e progetti che via via sono stati interrotti per mancanza di soldi. I contributi sono minimi, appena 800 euro dall’amministrazione, altrettanti dalla Caritas, con la gran parte delle spese sulle spalle dell’associazione Barnaba, da sempre presente nella Casa circondariale e dei volontari che molto spesso mettono risorse di tasca propria.
La Nazione, 11 gennaio 2025
È prevista anche la manutenzione dell’Anello della Rupe. “Iniziativa di alto valore sociale”. I detenuti del carcere di Orvieto contribuiranno alla manutenzione dell’Anello della Rupe e di altre aree verdi della città. La Giunta comunale ha approvato lo schema di convenzione con la casa di reclusione, l’associazione di promozione sociale Parte Civile e il liceo artistico finalizzata all’impiego di detenuti in attività di volontariato per progetti di pubblica utilità e giustizia riparativa. In base all’accordo i detenuti potranno collaborare a progetti esterni di manutenzione, decoro e valorizzazione di zone urbane di particolare pregio.
di Nicola Lavacca
Corriere del Mezzogiorno, 11 gennaio 2025
“Qui produciamo taralli e accogliamo i detenuti”. Domani la celebrazione con il vescovo Mansi. La masseria struttura di accoglienza simbolo del riscatto sociale dei detenuti, diventa un luogo giubilare e sacro per l’Anno Santo. Anche la masseria San Vittore di Andria, struttura di accoglienza simbolo del riscatto sociale dei detenuti, diventa un luogo giubilare e sacro per l’Anno Santo. Lo ha stabilito, con un decreto, il vescovo Luigi Mansi che presiederà domani la celebrazione eucaristica, in occasione della Festa del Battesimo di Gesù, per aprire ufficialmente le porte della tenuta dove si lavora e si fa opera di riconciliazione.
di Giovanni M. Jacobazzi
L’Unità, 11 gennaio 2025
Antonello Nicosia, detenuto a Vicenza, aveva avuto l’ok a discutere la tesi in presenza alla Sapienza. Il dietrofront del magistrato su richiesta del Ministero. Il Dap, il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, non sarebbe in grado di garantire la scorta di un detenuto da Vicenza a Roma. La vicenda riguarda Antonello Nicosia, ex esponente dei Radicali Italiani, condannato a 15 anni di prigione con l’accusa di aver “favorito” Cosa nostra. Secondo i magistrati, in qualità di assistente dell’allora deputata di Italia viva Giusy Occhionero, durante le visite ispettive di quest’ultima nelle carceri, avrebbe incontrato i boss mafiosi al 41bis dando loro consigli e accertandosi che non collaborassero con la magistratura. Peccato però che tutte le visite ai detenuti al 41bis fossero avvenute sempre alla presenza degli agenti della polizia penitenziaria che non avevano mai segnalato alcuna anomalia.










