di Gianluca Perricone
L’Opinione, 3 gennaio 2025
Veronese, 71 anni, padre Lucio Boldrin è attualmente il cappellano del carcere romano di Rebibbia. È qui che, il giorno di Natale, Papa Francesco ha aperto la seconda Porta santa dopo quella di San Pietro.
di Martina Toppi
La Provincia di Como, 3 gennaio 2025
L’uomo, 45 anni, ha partecipato a un progetto di inserimento lavorativo per detenuti ma una volta uscito dal carcere si è trovato di fronte un’amara verità: “Vorrei lavorare, ma non so a chi chiedere sostegno per iniziare”. Dopo sei mesi di formazione professionale in carcere, è pronto a mettersi in gioco anche fuori dal Bassone, ma varcata la soglia della casa circondariale, a dicembre, si è trovato senza prospettive future.
di Federica Pennelli
Il Domani, 3 gennaio 2025
Intervista a Giusi Palomba. Un modo nuovo di affrontare la violenza di genere. Per la scrittrice, traduttrice e facilitatrice, “la prevenzione è sempre il punto da cui partire”. Occorre “lavorare sull’educazione, a partire dalla pedagogia del consenso alla gestione dei conflitti” e attivare un percorso che affermi che la violenza maschile sulle donne riguarda tutti e non soltanto chi l’ha inferta o chi l’ha subita. Affrontare la violenza maschile contro le donne e di genere attraverso la denuncia e le aule di tribunale non è l’unica opzione per intraprendere un percorso riparativo per chi ha subito violenza.
di Franco Corleone
L’Espresso, 3 gennaio 2025
Se la Corte bocciasse il referendum sulla cittadinanza, darebbe il colpo fatale alla partecipazione popolare. La Cassazione ha dato il via libera al referendum sulla cittadinanza e ha definito, consultando il comitato promotore, il quesito che sarà sottoposto al giudizio popolare: “Cittadinanza italiana. Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta della cittadinanza italiana”. Ora la parola passa alla Corte costituzionale per il giudizio di ammissibilità. Il presidente facente funzione Giovanni Amoroso ha fissato la camera di consiglio per il 13 gennaio e l’udienza pubblica è prevista per il 20: in quell’occasione il comitato promotore sarà rappresentato dal professor Enrico Grosso dell’Università di Torino.
di Serena Sileoni
La Stampa, 3 gennaio 2025
In un bell’articolo di fine anno su questo giornale, Elsa Fornero ha proposto come obiettivo irrinunciabile per il 2025 quello di ricostruire un po’ più di “senso dello Stato” inteso come consapevolezza di un interesse collettivo superiore e convergente con gli interessi personali. Quel senso dello Stato diffuso negli anni del boom economico che sono oggetto di un recente libro di Nicola Rossi, “Un miracolo non fa il santo”, da cui muove l’articolo di Fornero. In effetti, il “miracolo” fu dovuto a una serie di condizioni finanziarie e giuridiche ma anche a una forza morale propria di chi aveva visto e vissuto l’abisso e da esso voleva riemergere. Secondo la professoressa, è il fatto che esso venne meno ad aver impedito il protrarsi di quella felice stagione di crescita e sviluppo.
di Luigi Ciotti
lavialibera.it, 3 gennaio 2025
Il tema è grave e valica i confini nazionali. L’equilibrio tra governo e magistratura saprà impedire alle democrazie populiste di trasformarsi in oligarchie autoritarie? Correva l’anno 1966. A Torino, insieme a un gruppo di amici, muovevo i primi passi nel mondo dell’impegno sociale e, sebbene non fossi particolarmente appassionato di musica, ricordo questo grande successo che passava su tutte le radio: Nessuno mi può giudicare. Lo cantava una giovane donna bionda dall’aria ribelle, e si può intuire quanto piacesse alle ragazze e ai ragazzi cosiddetti “sbandati” che incontravamo nelle periferie difficili della città. Oggi un’altra immagine si sovrappone a quei ricordi giovanili. C’è un’altra donna bionda che intona lo stesso ritornello, con ritmo incalzante ma senza l’ausilio della musica. E intorno a lei, al posto dei ragazzini, vedo adulti in giacca e cravatta che le fanno eco proprio su quella frase “nessuno mi può giudicare”.
di Vittoria Melchioni
Corriere di Bologna, 3 gennaio 2025
La storia esemplare di Avvocato di strada, l’associazione che dà consulenza legale ai clochard, i figli, il ruolo della moglie, le prime esperienze, i progetti per il futuro. Così l’avvocato Antonio Mumolo ha provato a cambiare il mondo. “Non esistono cause perse”, questo è il motto di Antonio Mumolo, avvocato brindisino, ma bolognese di adozione, classe 1962, fondatore di “Avvocati di strada”, l’organizzazione di volontariato che mette a disposizione dei senzatetto assistenza legale gratuita. Inserito nella lista dei personaggi emiliano-romagnoli più influenti del 2024, ha da poco ottenuto una grande vittoria: l’approvazione da parte del Parlamento di una legge sull’assistenza sanitaria alle persone senza fissa dimora.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 3 gennaio 2025
La tomba liquida dei bambini. Questa è diventata da anni la rotta migratoria del Mediterraneo centrale, tornata drammaticamente d’attualità a cavallo tra la fine del 2024 e primi giorni del nuovo anno. Negli almeno due naufragi accertati tra Lampedusa e la Tunisia si contano almeno quattro bambini dispersi in mare, i sommersi. Mentre i numeri e i volti dei 33 salvati dalla nave della società civile Resq-People Saving People confermano che una persona su quattro circa è un minore non accompagnato. Secondo l’Unicef, tra i 1.700 morti e dispersi nel 2024 solo sulla rotta del Mediterraneo centrale spiccano centinaia di bambine, bambini e adolescenti perché una persona ogni cinque di tutte quelle che migrano attraverso il Mare nostrum sono minorenni in fuga, da soli o con la famiglia, da conflitti violenti e povertà.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 3 gennaio 2025
Secondo la maggioranza di governo, i giudici avrebbero dato ragione al governo sui paesi sicuri. Le decisioni della Corte dicono altro, riconoscendo ciò che l’esecutivo ha sempre negato, cioè che i giudici possano sindacare la legittimità dell’inserimento di un paese nella lista di quelli sicuri. Dopo che la Cassazione, il 19 dicembre scorso, pronunciandosi sulla questione pregiudiziale sollevata dal tribunale di Roma, aveva affermato che spetta al governo redigere la lista dei paesi sicuri, esponenti della maggioranza avevano esultato, sostenendo che la Corte avesse dato ragione al governo. E hanno proseguito il 30 dicembre scorso, dopo che l’ordinanza interlocutoria con cui la stessa Corte ha ribadito il medesimo principio, sospendendo il giudizio sui ricorsi presentati dal Viminale contro le prime mancate convalide del trattenimento di migranti in Albania, in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione europea su questioni pregiudiziali pendenti. Ma gli Ermellini hanno davvero dato ragione al governo?
di Luigi Manconi
La Repubblica, 3 gennaio 2025
Sul caso di Cecilia Sala entra in gioco la sovranità italiana e la tutela dei cittadini. Per avere un’idea, la più autentica e concreta possibile, di cosa siano i diritti umani, la loro mancata applicazione e la loro sistematica violazione, si provi a pensare di trascorrere un giorno e una notte nella cella di quel carcere di Evin, in Iran, dove Cecilia Sala è reclusa dal 19 dicembre scorso. E si immagini di dormire, sempre che dormire sia possibile, sulla nuda terra; e di essere privati dei beni di prima necessità, come gli occhiali da vista. E ancora si immagini di precipitare in un incubo inquisitorio dominato dall’insensatezza.
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