di Silvia Avallone
Corriere della Sera, 24 dicembre 2024
Ho letto il saggio di Jonathan Haidt dal sottotitolo “Come i social hanno rovinato i nostri figli” e vorrei che in Italia e nel mondo producesse lo stesso casino che ha provocato negli Usa. Erano meno ansiogeni gli anni prima dello smartphone, con il cellulare e Internet sul pc a casa. “Fossero almeno felici! Ma non lo sono: al contrario, sono tristi” mi racconta un’insegnante delle superiori, “non li abbiamo mai visti così tristi prima dell’avvento degli smartphone”. “Tutti gli anni, e sottolineo tutti, si verifica almeno un caso di una ragazza che cambia scuola dopo la diffusione di foto intime sui social” si sfoga una docente delle medie, “e non ti dico i pianti e le angosce per queste chat piene di insulti e derisioni”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 24 dicembre 2024
Il vertice di Palazzo Chigi conferma il piano immigrazione: nuovi trasferimenti a gennaio. Tajani: “Le soluzioni innovative vengono apprezzate”. L’opposizione: “È un fallimento”. Nessun tentennamento sul modello Albania. La premier e l’intero governo ci si giocano la faccia e quindi ieri s’è tenuta una riunione ristretta, prima del Consiglio dei ministri del pomeriggio, per fare il punto e ribadire che quella è la strada. La “soluzione innovativa”, per dirla con le parole di Giorgia Meloni, che non s’è trattenuta dalla soddisfazione nel corso del vertice. “La Cassazione ci dà ragione. Da gennaio ripartiamo con i trasferimenti in Albania. E ora che la competenza sui trasferimenti passa alle corti d’Appello, siamo fiduciosi che le cose miglioreranno”.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 24 dicembre 2024
Ci sono molti motivi per cui il governo in carica avrebbe fatto bene a convocare un vertice straordinario l’antivigilia di Natale. Dal crollo della produzione industriale alla dinamica negativa dei salari, dall’aumento della povertà assoluta al disastro della sanità pubblica al record di analfabetismo funzionale tra i paesi industrializzati, non c’è ricerca né dato di esperienza che in questa fine d’anno non stia fotografando i problemi drammatici e urgenti del nostro paese. Ma non è di questi problemi che si sono occupati Meloni e i suoi ministri. Anteponendo ancora la propaganda al governo, sono tornati sui centri di deportazione e detenzione dei migranti in Albania. Un crudele pasticcio che dura da mesi e che non ha prodotto nulla se non sofferenza per qualche decina di migranti, traghettati avanti e indietro dalle celle d’oltremare, e lo spreco di denaro pubblico. Il vertice di ieri dice che il governo intende perseverare nel fallimento.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 24 dicembre 2024
La premier ribadisce che i Centri per migranti sono “innovativi”. In assenza di decisioni dei giudici, a gennaio riprendono i trasferimenti. Il governo italiano ci riprova, e fa l’ennesimo tentativo per salvare i centri in Albania, presentati come “soluzione innovativa” per la gestione dei flussi migratori. Forte dell’assoluzione in primo grado di Matteo Salvini nel caso Open Arms e in vista del passaggio di competenza sui trattenimenti dalle sezioni specializzate dei tribunali alle Corti d’appello, la maggioranza ripete a gran voce che il protocollo Italia-Albania funzionerà, che è un modello ed è guardato con interesse da molti stati dell’Unione, e che l’ultima decisione della Cassazione ha dato ragione all’esecutivo.
di Stefano Marinelli
ilpost.it, 24 dicembre 2024
“L’inefficacia nel far eseguire i mandati di arresto contro Putin e Netanyahu non dipende dai difetti di un singolo procuratore o di un singolo stato, ma da un difetto strutturale della giustizia internazionale che è priva del potere di far eseguire le proprie decisioni. Ma in anni in cui gravi crimini internazionali vengono perpetrati in maniera manifesta, con i responsabili che ostentano sicurezza per la propria impunità, la giustizia internazionale sta vivendo un’evoluzione silenziosa. La denuncia di violazioni delle regole internazionali, anche quando perpetrate dagli stati più potenti, e il proliferare di strumenti locali per far fronte alle atrocità di regimi e guerre, costituiscono la funzione più realistica e realizzabile della giustizia internazionale nelle condizioni attuali”.
di Elena Molinari
Avvenire, 24 dicembre 2024
“Sono più convinto che mai che dobbiamo abolire l’uso della pena di morte a livello federale”, ha detto il presidente uscente. Tre detenuti rimarranno nel braccio della morte. Un atto finale, e storico, di pietà, e coraggio prima di uscire di scena. Raccogliendo l’appello di papa Francesco e di decine di associazioni religiose, per i diritti umani, di procuratori e di familiari di vittime di omicidio, Joe Biden ieri ha commutato le condanne a morte di 37 dei 40 detenuti nelle carceri federali. La conversione della pena in ergastolo arriva a un mese dal ritorno di Donald Trump, che nel suo primo mandato volle un numero elevato di iniezioni letali, promettendo di fare lo stesso a partire da gennaio.
di Serena Uccello
Il Sole 24 Ore, 23 dicembre 2024
Il nodo irrisolto. Gli interventi governativi non bloccano la crescita dei reclusi che arrivano a 62.427. Da gennaio in 89 si sono tolti la vita, mai così tanti. Boom di minori in cella dopo il Dl Caivano. Mai così tanti negli ultimi dieci anni. Il 2024 si chiude segnando il peggior risultato dal 2013 a oggi per quanto riguarda il numero di detenuti: allora erano 66.028, attualmente sono 62.427 (di cui quasi 10mila in attesa di primo giudizio), a fronte di circa 52mila posti disponibili. Una situazione emergenziale testimoniata dal numero di suicidi in carcere che, nel 2024, è arrivato a 89, il più alto da sempre.
di Bianca Lucia Mazzei
Il Sole 24 Ore, 23 dicembre 2024
Il decreto legge carceri (è il Dl 92/2024) che ha modificato le regole sulla liberazione anticipata è stato varato il 4 luglio quando i detenuti erano 61.480. In quattro mesi, anziché diminuire, sono diventati 62.427, mille in più. “Che il decreto non avrebbe avuto effetto sul sovraffollamento era evidente fin dall’inizio”, dice Monica Amirante, coordinatrice nazionale dei magistrati di sorveglianza (Conams). La liberazione anticipata prevede lo scomputo di 45 giorni ogni semestre di pena scontata per il detenuto che partecipa alla rieducazione. La novità introdotta dal Dl carceri è legarla alla richiesta di benefici, misure alternative e al fine pena.
di Valentina Maglione
Il Sole 24 Ore, 23 dicembre 2024
Di fronte alla crescita della popolazione carceraria, “dobbiamo sfatare il mito che da più carcere venga più sicurezza: il tasso di recidiva di chi fruisce di misure alternative precipita rispetto a quello di chi sconta la pena in carcere. Eppure si continua a pensare di investire in progetti carcerocentrici, con l’idea di costruire nuove prigioni”. Una scelta “irragionevole” secondo Francesco Petrelli, presidente dell’Unione delle Camere penali.
antigone.it
Un report sul 2024. “Il 2024 delle carceri ci sta lasciando drammatici record, quello dei suicidi, quello delle morti in carcere, e una crescita della popolazione detenuta così sostenuta da provocare, già oggi, una situazione di reali trattamenti inumani e degradanti generalizzati. Condizione che abbiamo raccolto in un report che presentiamo oggi, pochi giorni prima dell’appuntamento Giubilare che vedrà Papa Francesco varcare le soglie del carcere di Rebibbia per l’apertura di una delle Porte Sante”. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, in occasione della pubblicazione di un report con i dati principali che l’associazione ha raccolto durante l’anno.
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