di Ezio Menzione*
Il Dubbio, 21 dicembre 2024
Al di là di una minima sperimentazione, lo Stato ha impunemente disatteso il giudice delle leggi. Non si tratta solo di sessualità, e spetta a tutti i carcerati. In questi giorni in cui, almeno stando alle pubblicità, tutti sembrano dover essere più buoni ed esprimere affetto in ogni manifestazione, molti sono i “rimossi” che nessuno o quasi sembra prendere in considerazione per esprimere un po’ di affettuosa vicinanza. Viene allora in mente che proprio l’anno scorso, in queste giornate, la Corte costituzionale stava lavorando alla motivazione, che poi sarebbe stata pubblicata a fine gennaio, della sentenza n. 10 del 2024, presidente Barbera e redattore Petitti. Si tratta della decisione conosciuta come la sentenza sulla affettività in carcere.
di Flavia Scicchitano
ore12web.it, 21 dicembre 2024
La vita delle madri in carcere tra resilienza e fragilità: un’analisi delle principali criticità sanitarie e psicologiche con Luciano Lucania, direttore della Società italiana di medicina e sanità penitenziaria-SIMSPe. Nelle carceri italiane sono detenute circa 2.700 donne. Molte sono madri, tra queste ci sono coloro che hanno scelto di tenere con sé i propri bambini nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa e coloro che per età o per decisioni esterne vivono ristrette lontane dai figli. Condizioni diverse ma psicologicamente faticose benché supportate dal Servizio sanitario nazionale, che negli istituti penitenziari mostra punti di forza e criticità.
di Nello Trocchia
Il Domani, 21 dicembre 2024
Mancano circa 18mila agenti di Polizia penitenziaria, considerando anche il numero in aumento dei detenuti, ma è nato un nuovo gruppo per sedare le rivolte. Si chiama Gio, ecco il loro logo. La lettera G stilizzata, la scritta del gruppo per intero e al centro un gladio romano di colore blu, la spada dell’impero. Non sono guerriglieri, non vanno in missione bellica, è solo il simbolo del nuovo gruppo della polizia penitenziaria, pensato per sedare le rivolte sul modello dei “rambo” francesi. Il decreto è firmato dal capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo, ma anche il logo, così come l’anima e il pensiero che ha fatto nascere il Gio, ha certamente avuto il vaglio e la cura del plenipotenziario del ministero della Giustizia, il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove.
di Mario Bertolissi
Corriere del Veneto, 21 dicembre 2024
L’intervento Buon senso e sensibilità istituzionale vorrebbero che ciascun potere non travalicasse le proprie competenze. Analisi di un conflitto. Proviamo a pensare a una società senza giudici: è inconcepibile. Lo è, perché essere più d’uno comporta problemi di coesistenza: rapporti, conflitti, risoluzione delle controversie. Possono riguardare le persone, in quanto tali, oppure queste e chi le governa. Quando una società si evolve, tutti i poteri si strutturano: il legislativo, l’esecutivo e il giudiziario, che consente ai primi due di operare coordinati, esclusa ogni usurpazione. Perché ciò avvenga, deve essere rispettato un principio, che taluno tende a svalutare, ma che la quotidianità consente di ritenere essenziale. È il principio della separazione dei poteri, di cui ha scritto Montesquieu. Corrisponde al principio dei controlli e dei bilanciamenti, che la Serenissima ha elaborato e reso grande, preso ad esempio dai Costituenti di Philadelphia.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 21 dicembre 2024
Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa scrive al presidente del Senato. O’Flaherty punta il dito contro le norme anti protesta e la “rivolta” in carcere. La Russa: “Inaccettabile interferenza”. “Chiedo rispettosamente ai membri del Senato di astenersi dall’adottare il disegno di legge n. 1236, a meno che non venga sostanzialmente modificato per garantire che sia conforme agli standard pertinenti del Consiglio d’Europa sui diritti umani”. A scriverlo è il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, che elenca uno per uno gli articoli del ddl Sicurezza fortemente indiziati di violare le convenzioni europee e internazionali in una lettera indirizzata al presidente del Senato Ignazio La Russa e, tramite lui, a tutti i senatori italiani impegnati nella seconda lettura del testo di legge. Non è certo la prima iniziativa di questo genere verso alcuni dei 46 Paesi membri da parte dell’organizzazione internazionale con sede a Strasburgo, e non è la prima volta per l’Italia, ma per la seconda carica dello Stato è lesa maestà e la lettera è “un’inaccettabile interferenza nelle decisioni autonome e sovrane di un’assemblea parlamentare”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 21 dicembre 2024
Lo afferma Michael O’Flaherty, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, in una lettera inviata al Presidente del Senato, Ignazio La Russa. Diversi articoli del Ddl sicurezza, attualmente in discussione al Senato, “restringono il diritto a manifestare e esprimersi pacificamente, e i senatori dovrebbero astenersi dall’adottarlo, a meno che non venga modificato in modo sostanziale per garantire che sia conforme agli standard del Consiglio d’Europa in materia di diritti umani”. Lo afferma Michael O’Flaherty, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, in una lettera inviata al Presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Ritengo che gli articoli 11, 13, 14, 24, 26 e 27, che introducono reati definiti in termini vaghi e includono altre severe restrizioni, creino spazio per un’applicazione arbitraria e sproporzionata, colpendo attività che rappresentano un legittimo esercizio della libertà di riunione o espressione pacifica”, scrive il commissario nella lettera inviata il 16 dicembre ma resa pubblica oggi.
di Erika Giuriato, Marco Vincenzi e Samuele Vianello
L’Unità, 21 dicembre 2024
Nel 2024 sono state 12 le visite agli istituti penali del Veneto svolte dalle Associazioni Radicali venete e da Nessuno tocchi Caino, con la partecipazione del Movimento Forense, delle cellule dell’associazione Luca Coscioni e diversi amministratori locali, consiglieri comunali e regionali. In un anno di incessante attività, sempre con la convinzione di dover insistere per svelare la verità, abbiamo constatato le mancanze strutturali della sanità penitenziaria veneta, insieme ad altre criticità ben radicate nella “istituzione” carceraria.
di Sara Sonnessa
bolognacronaca.it, 21 dicembre 2024
Il presidente della Camera Penale, Nicola Mazzacuva, ha sottolineato la gravità della situazione. L’emergenza suicidi in carcere raggiunge numeri allarmanti, con 89 detenuti morti nel 2024, un record assoluto che preoccupa profondamente le istituzioni e la società civile. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione, i rappresentanti della Camera Penale di Bologna hanno lanciato una campagna informativa distribuendo volantini all’ingresso del tribunale della città. L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente attenzione sulla gestione del sistema penitenziario e sulla condizione di detenzione, da sempre un tema caldo per gli operatori del diritto.
genovatoday.it, 21 dicembre 2024
A Marassi da gennaio si contano 4 suicidi, innumerevoli risse e aggressioni, in un carcere che conta 696 reclusi su 535 posti, con 330 agenti di polizia penitenziaria a gestire il carcere. Il 2024 è stato un vero e proprio “annus horribilis” per il carcere di Marassi secondo il report di Uilpa, sindacato della polizia penitenziaria: i numeri parlano di quattro suicidi, innumerevoli aggressioni nei confronti della polizia, risse tra detenuti, distruzione di camere detentive e due poliziotti indagati per omicidio colposo in seguito all’ultimo suicidio nel centro clinico lo scorso 4 dicembre.
milanopost.info, 21 dicembre 2024
È stato siglato in Prefettura un protocollo d’Intesa per la progettazione di percorsi formativi e professionali in favore dei giovani detenuti dell’Istituto di Pena Minorile “Cesare Beccaria” di Milano. L’accordo - riferisce una nota - vede la sinergica partecipazione del Centro di Giustizia Minorile, del Tribunale dei Minori di Milano, di Afol Metropolitana e dei centri per l’impiego, delle associazioni di categoria del settore dell’Artigianato e del volontariato operante nella struttura carceraria minorile, supportati dal partenariato e dal concreto sostegno delle Fondazioni Pirelli, Baggi Sisini e Corriere della Sera per un corale impegno nella costruzione di un futuro migliore per i ragazzi del Beccaria. Obiettivo del Protocollo è quello di favorire la costruzione di concreti percorsi di formazione e crescita professionale già durante il periodo di restrizione nella struttura carceraria, attraverso la realizzazione di momenti laboratoriali curati da professionisti del settore e finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro, fornendo strumenti concreti per una reintegrazione nel contesto sociale e comunitario.
- Treviso. “Cittadinanzattiva” per i diritti delle persone detenute
- Trento. La pizzeria del carcere diventa realtà
- Lecce. Il mio primo Natale in famiglia, dopo tanti anni di carcere
- Catania. Il cuore che cura: successo progetto “Si sostiene in Carcere”
- Bergamo. Nel carcere “Don Fausto Resmini”, il concerto del Festival Pianistico










