di Marco Perduca
Il Manifesto, 18 dicembre 2024
Tre le prime decisioni del Ministro della Salute Orazio Schillaci c’è stata la tabellazione, cioè proibizione, dell’ayahuasca. L’ayahuasca è un decotto psicoattivo originario dell’Amazzonia impiegato da secoli dalle popolazioni indigene in cerimonie spirituali e di guarigione. Solitamente viene preparata con la banisteriopsis caapi e la psychotria viridis e contiene dimetiltriptamina (DMT) - un principio attivo che induce visioni e alterazioni dello stato di coscienza - tabellato internazionalmente. Come malamente raccontato la scorsa primavera a proposito della morte di Alex Marangon, l’ayahuasca viene assunta sotto la guida di uno sciamano o conduttore esperto e viene associata a processi di introspezione, guarigione spirituale e connessione con la natura.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 18 dicembre 2024
“L’attenzione degli avvocati italiani per il rispetto dei diritti umani e dei principi dello Stato di diritto è stata sempre molto alta, tuttavia negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza che occorre una vera propria mobilitazione, in un’epoca in cui la repressione del dissenso ad opera dei regimi autoritari e le guerre in corso, che stanno producendo inauditi massacri di civili, hanno drammaticamente dimostrato che nessun diritto e nessuna libertà possono essere dati per acquisiti per sempre”.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 18 dicembre 2024
Al-Hol, il “non luogo” in cui le Sdf temono un attacco imminente delle milizie filoturche. Ne restano 42mila, membri dell’Isis e le loro famiglie. “I paesi di origine se ne disinteressano”. Nel campo di al Hol si aspetta. L’allerta è massima, ed è duplice: c’è l’attesa preoccupata delle Forze democratiche siriane, le Sdf, e l’impazienza ottimista di decine di migliaia di detenuti. È ormai sempre più concreta la possibilità che le milizie jihadiste filo-turche arrivino fino al campo alle porte di al-Hasakah, nella piana desertica che conduce in Iraq, taglino le reti di protezione, calpestino la difesa umana di combattenti siriani, curdi e arabi, e liberino quello Stato islamico in miniatura.
di Andrea Cegna
Il Manifesto, 18 dicembre 2024
Le mobilitazioni popolari nella provincia di Napo, in Ecuador, hanno obbligato il governo a sospendere il progetto di costruzione di un carcere di massima sicurezza a Archidona. “Di fronte al malcontento di più dell’80% del popolo amazzonico, alla resistenza e alla lotta nelle strade per 15 giorni il governo ha deciso di non costruire più il carcere di massima sicurezza ad Archidona e nella regione amazzonica”, afferma Luis Canelos, presidente della nazionalità Kichwa di Pastaza.
di Emanuele Nuccitelli
dire.it, 17 dicembre 2024
A novembre i detenuti nelle strutture del Lazio sono cresciuti a 6.802, il 5,2% in più rispetto ai 6.465 dell’anno precedente. Il tasso di affollamento, quindi, ha raggiunto il 149%. In questo contesto, il 26 dicembre Papa Francesco aprirà la Porta Santa del Giubileo a Rebibbia. Per il Garante per i diritti dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasìa, questo gesto “infonde fiducia e speranza tra le persone detenute: la fiducia che una parte larga della popolazione italiana, assai più ampia della comunità cattolica, non smette di sentirli come fratelli e sorelle con eguali diritti e dignità, nonostante i casi della vita li abbiano portati in carcere; la speranza che questo segno di attenzione della Chiesa e del Papa, corredato da un’esplicita esortazione ai Governi ad assumere ‘forme di amnistia e condono della pena’, abbia seguito anche qui in Italia, dove - come è del tutto evidente - ce ne è un assoluto e urgente bisogno, per restituire dignità alle condizioni di vita e di lavoro dei detenuti e degli operatori penitenziari”.
di Ludovica Cherubini Scarafoni
L’Unità, 17 dicembre 2024
“Dialoghi Abolizionisti” è ideato dal Master in Criminologia critica e sicurezza sociale dell’Università di Padova e di Bologna, ed è disponibile sulla piattaforma Spreaker. La necessità di divulgazione pubblica di un tema relegato ai margini può palesarsi in molti modi. Uno di questi si sostanzia in Dialoghi Abolizionisti, un podcast uscito sulla piattaforma Spreaker e ideato dal Master in Criminologia critica e sicurezza sociale dell’Università di Padova e di Bologna, in particolare dagli studiosi Giuseppe Mosconi, Alvise Sbraccia, Francesca Vianello ed Elton Kalica. Già dal titolo, emerge la volontà di dar vita ad una rete di riflessione aperta che, a partire dal coinvolgimento di molte voci - come Patrizio Gonnella, Stefano Anastasia, Dario Melossi e altri esperti - conduca il tema del superamento del carcere e tutto ciò che concerne la cosiddetta questione criminale fuori dai confini di una nicchia ristretta, a favore dell’urgente realismo che questi temi portano con sé.
di Cesare Buquicchio
trendsanita.it, 17 dicembre 2024
Giovanni Russo (Dap): “Il Dipartimento avverte come una propria manchevolezza la difficoltà a garantire ai cittadini detenuti un’assistenza sanitaria corrispondente a quella dei cittadini liberi”. La riflessione del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: “Spesso saltano visite perché non c’è personale per i trasferimenti. Ma oltre 45 istituti sono già dotati di strumenti che attuano la telemedicina”. “Le nostre radici affondano nell’umanesimo. Vogliamo essere educatori di soggetti che hanno sbagliato, non custodi di corpi. Riconosciamo che alcuni detenuti necessitano di trattamenti di sicurezza, ma crediamo fermamente che abbiano diritto a una nuova chance. L’obiettivo è un trattamento individualizzato, che riconosca la dignità e le specificità di ogni singola persona”.
agenziagiornalisticaopinione.it, 17 dicembre 2024
Abbiamo chiesto formalmente di vedere le relazioni delle visite delle Asl. Nel frattempo invitiamo chi conosce la situazione penitenziaria a denunciarla in modo sicuro e anonimo al sito FreedomLeaks.org. Secondo il sito l’analista indipendente Marco Della Stella, al 9 dicembre 2024 in Italia sono 62.283 le persone detenute a fronte di una capienza ufficiale di 51.165 posti. Di questi, però, 4.478 posti non sono disponibili. Il tasso di affollamento è quindi del 133,4%. Durante l’estate era poco sotto il 130%.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 17 dicembre 2024
La protesta dei magistrati contro la riforma imposta dal governo Meloni è decisa. Le forme, ancora no. Di mezzo ci sono le elezioni interne alle toghe, che a fine gennaio saranno chiamate a decidere i nuovi organi dirigenti dell’associazione nazionale magistrati. Lo sciopero si terrà quindi a febbraio. I due passaggi sono strettamente interconnessi. Nella magistratura c’è già clima pre-elettorale, infatti. Le correnti stanno preparando le candidature per il parlamentino dell’Anm, da cui poi scaturirà la prossima Giunta. E in questo frangente è perfino ovvio che saranno i prossimi a decidere modi e tempi della protesta.
Perché istituire una Giornata in memoria delle vittime degli errori giudiziari proprio il 17 giugno?
di Guido Vitiello
Il Foglio, 17 dicembre 2024
Perché è il giorno in cui, nel 1983, fu arrestato Enzo Tortora, dicono i promotori. Sembra una risposta cristallina e autoevidente: non lo è. Cela infatti un grande enigma: quando comincia l’errore giudiziario? Con l’avvio dell’indagine, con l’arresto, con il rinvio a giudizio, con la condanna? I profani, tra i quali volentieri mi annovero, peccano senz’altro d’ingenuità nel valutare certe questioni di diritto con i criteri della moralità comune; ma è un peccato veniale se lo si raffronta al peccato simmetrico, in cui cadono ahinoi moltissimi magistrati, che consiste invece nel misurare gli abissi della coscienza e della condizione umana con il metro della tecnica giuridica - un peccato che porta a dire per esempio che il caso Tortora, a rigor di termini, non fu neppure un errore: l’imputato fu assolto in appello.
- Come fa Caselli a considerare fatalità gli errori giudiziari?
- Cybercrime, l’unica difesa è la formazione
- Il caso di Moussa, ucciso da un colpo al cuore esploso da un agente della polizia ferroviaria
- Non è irragionevole l’obbligo di testimoniare del prossimo congiunto dell’imputato che sia persona offesa dal reato
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