di Sandy Fiabane
agenda17.it, 11 dicembre 2024
Cresce l’uso dell’isolamento (e le violenze al suo interno), usato come strumento di controllo dei detenuti. Un girone di violenza che cresce per il diminuire di spazio vitale, delle alternative alla detenzione e delle possibilità di reinserimento. “Dove non arriva il volontariato c’è il vuoto”. Al 2 dicembre sono ottantasette i suicidi nel 2024 nelle carceri italiane, su un totale di 233 morti: in tutto il 2023 erano 191, con sessantuno suicidi. Sono i dati di Ristretti Orizzonti, che certifica il numero più alto di decessi e di suicidi dal 1992, con i detenuti che si tolgono la vita con una frequenza diciannove volte maggiore rispetto alle persone libere. E a ciò si aggiungono i suicidi di sette agenti di polizia penitenziaria, ulteriore segnale del disagio e della disperazione che si respirano all’interno delle strutture.
di Simone Marchetti
Vanity Fair, 11 dicembre 2024
Il 2024 è l’anno che ha contato più morti nella storia recente delle carceri italiane. Per l’esattezza: negli istituti di detenzione si sono contati, a oggi, 86 suicidi e 231 morti. A questi dati ne va aggiunto un altro: secondo l’onlus Antigone, in Italia si registrano 62 mila carcerati, mentre l’effettiva disponibilità di posti per loro si ferma a 47 mila. Morti, sovraffollamento, disumanità: è il quadro desolante che appare da dietro le sbarre, una questione che abbiamo voluto affrontare con un’inchiesta e con un progetto speciale in questo numero di Vanity Fair. È Natale, penserete. Perché, quindi, raccontare queste storie invece di dedicarsi ad altro? Ho due risposte a riguardo. La prima: le condizioni delle carceri di un Paese raccontano che Paese è quello che le ospita. Seconda: le soluzioni al problema degli istituti penitenziari italiani esistono, sono difficili, ma non solo possono funzionare, sono anche di grande ispirazione.
di Valeria Vantaggi
Vanity Fair, 11 dicembre 2024
Storie di riscatto, progetti formativi per ripartire una volta scontata la condanna: dal teatro alla pasticceria, le cooperative cercano di creare un ponte tra gli istituti penitenziari e il mondo fuori. Ma c’è ancora tanto da fare. “Non si mettono lì le persone da buttare, il carcere non è una discarica. Il diritto di un percorso rieducativo assicurato dall’articolo 27 della Costituzione (“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, ndr) è un dovere. La detenzione non può essere concepita esclusivamente come una punizione: in qualche modo, all’individuo recluso deve essere data un’altra occasione di vita”, racconta Pino, finito nella prigione di Alessandria, con una condanna a cinque anni per reati finanziari: “E pur mettendo in campo tutte le migliori intenzioni, non è comunque semplice: qualsiasi cosa tu faccia vieni sempre giudicato, rimani marchiato. Per fortuna oggi, che ho la semilibertà, lavoro nel ristorante-bistrot Fuga di sapori in centro città, e questo mi dà speranza”.
di Silvia Bombino
Vanity Fair, 11 dicembre 2024
Sovraffollamento, edifici fatiscenti, psicofarmaci, suicidi. La senatrice Ilaria Cucchi ci accompagna in uno spaventoso viaggio nelle carceri italiane. Delle soluzioni ci sarebbero. Ma chi le vuole? Il primo agosto Ilaria Cucchi ha letto in Senato i nomi di tutti i 67 carcerati e agenti carcerari che si erano tolti la vita dall’inizio dell’anno. Un elenco durato tre minuti, con la voce rotta, che ha fatto il giro dei social. È servito a smuovere qualcosa? Chiedo. “Nulla”, risponde sicura. Cucchi conduce da 15 anni una battaglia fuori e dentro i tribunali per la verità sul fratello Stefano, morto mentre era detenuto nell’ottobre del 2009, ed è entrata in Parlamento nell’ottobre 2022 dopo essere stata candidata come indipendente nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra: da subito ha iniziato a ispezionare le prigioni dello Stato. Quel giorno, in Senato, si votava per il decreto Nordio sulle carceri, i 67 nomi erano “i 67 motivi” per cui Cucchi votava “no”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 dicembre 2024
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) si è insinuata con sempre maggiore forza nelle pieghe del sistema penitenziario europeo. Una realtà che l’Associazione Antigone, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti umani, osserva con attenzione, evidenziandone le luci e le ombre. Le tecnologie digitali promettono di rivoluzionare la gestione delle carceri, ma dietro l’apparente efficienza si celano interrogativi profondi: quale prezzo pagheranno i detenuti? E soprattutto, si può affidare il futuro della giustizia a un algoritmo?
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 11 dicembre 2024
I 1.500 emendamenti e i tentativi della destra di accelerare. La piazza di sabato a Roma potrebbe sparigliare le carte. Intanto Maurizio Gasparri se la prende con Elio Germano: “È un cattivo maestro”. In attesa della grande manifestazione nazionale di sabato 14 dicembre a Roma contro il Ddl sicurezza, il testo continua a essere all’esame delle commissioni congiunte Giustizia e Affari costituzionali del Senato.
di Angela Stella
L’Unità, 11 dicembre 2024
Si allarga di fronte della protesta contro la legge di Piantedosi in discussione al Senato. E Antigone presenta l’ebook: “Il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana italiana”. Mentre nelle Commissioni giustizia e Affari costituzionali del Senato prosegue la discussione e il voto sugli emendamenti al ddl sicurezza, già approvato alla Camera, aumentano le adesioni alla manifestazione nazionale di sabato 14 dicembre che si terrà a Roma contro la norma presentata dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi insieme ai colleghi della Giustizia, Carlo Nordio, e della Difesa, Guido Crosetto. Centinaia le sigle presenti: da Arci a Cgil, da Libera all’Anpi, Antigone, Amnesty International, Social forum per l’abitare, tutti aderenti alla Rete “No-Ddl sicurezza - A pieno Regime”.
di Vittorio Manes*
Il Foglio, 11 dicembre 2024
Il futuro è segnato, ma la disumanizzazione è un rischio da combattere. Le promesse mirabolanti dell’intelligenza artificiale si stanno prepotentemente affacciando sullo scenario della giustizia e nelle aule dei tribunali. Anzi, vi hanno già preso posto, lasciando profilare all’orizzonte un’autentica rivoluzione, se non persino una imminente “apocalissi giuridica”. Nel febbraio 2023 un giudice colombiano - il giudice Padilla di Cartagena - ha confessato di aver pronunciato la prima decisione elaborata, di fatto, da un noto programma di AI, il chatbot GPT: lo ha interrogato su una questione in materia di detrazioni fiscali per le cure mediche sostenute da un portatore di handicap, ricevendo una risposta giudicata convincente, poi tradotta in sentenza.
di Davide Vari
Il Dubbio, 11 dicembre 2024
Il decreto anti-gogna è stato accolto dai travaglisti come l’ennesima censura alla stampa libera. Ma la verità è che si tratta solo un pannicello caldo. Ma quale bavaglio, al massimo è un bavaglino. Un ditino alzato pronto a sgridare il solito discolo di turno per la modica cifra di 51 euro, che poi è la multa per chi viola il divieto di pubblicare gli atti del gip. Insomma, il decreto del governo, quello che prova a mettere un argine alla “Repubblica di Sputtanopoli”, è stato accolto dai travaglisti come l’ennesima censura alla stampa libera (sic!). Ma la verità è che si tratta solo un pannicello caldo sul corpo moribondo di un Paese dove, al primo titolo di giornale, un indagato diventa automaticamente colpevole e una misura cautelare si trasforma magicamente in una sentenza definitiva.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 dicembre 2024
Parla Oliviero Mazza, avvocato e ordinario di Diritto processuale penale alla Bicocca: “Senza sanzioni il decreto che vieta la pubblicazione testuale degli atti del gip è inutile”. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo allo “Schema di decreto legislativo riguardante la presunzione di innocenza e il diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali”. Detto altrimenti dai detrattori, la famosa “legge bavaglio”. Ne parliamo con l’avvocato Oliviero Mazza, ordinario di diritto processuale penale all’Università degli studi Milano-Bicocca.
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