di Gian Carlo Caselli
Il Fatto Quotidiano, 6 dicembre 2024
Vari magistrati hanno preso decisioni in tema di immigrati irregolari motivandole con riferimento a norme del diritto europeo, considerate - come sempre accade - gerarchicamente sovraordinate a quelle italiane. Contro di loro si è scatenata una volgare canea di insulti e minacce, compresa l’ormai classica insinuazione di essere nemici della patria e del governo impegnato a difendere le frontiere contro l’invasione di orde di pericolosi migranti. Vi è poi chi, sfoggiando reminiscenze di liceo, riesuma vecchie formule tipo: il giudice è solo bocca della legge, i magistrati non devono interpretare la legge ma soltanto applicarla, impreziosendo la declamazione di queste formule con vivide pennellate di un acceso colore rosso, richiamandosi alla “vulgata” di un bel tempo antico, una specie di eden in cui i magistrati erano apolitici e la giurisdizione equilibrata. Ma la realtà era ben diversa: era l’epoca in cui - ad esempio - i Pg della Cassazione definivano gli infortuni sul lavoro “una fatalità”, gran parte della magistratura era attestata sulla tesi che “la mafia non esiste” , la Procura di Roma veniva abitualmente definita “porto delle nebbie” e la Cassazione, nel tentativo di frenare l’evoluzione democratica, si era inventata la categoria delle norme costituzionali “programmatiche”“, cioè semplici programmi per il legislatore non direttamente applicabili.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 6 dicembre 2024
Diritto di difesa sotto attacco. Dopo la condanna all’ergastolo di Filippo Turetta, il suo difensore, Giovanni Caruso, è stato minacciato ricevendo una busta contenente alcuni proiettili. Un gesto che dimostra ancora una volta un’idea ben precisa che qualcuno vorrebbe imporre: l’autore di reati molto gravi è indifendibile e il ruolo del difensore deve essere relegato all’insignificanza. A seguito delle minacce ricevute da Caruso, il Cnf ha espresso, attraverso il presidente Francesco Greco, “la più ferma condanna per gli atti intimidatori indirizzati al collega, oltre alla piena solidarietà e vicinanza personale di tutto il Consiglio nazionale forense.
di Vittorio Feltri
Il Giornale, 6 dicembre 2024
L’ergastolo contraddice la finalità rieducativa, fissata dalla nostra Costituzione, della pena detentiva. Rieducare, del resto, è a sua volta funzionale ad un reinserimento sociale, ossia al ritorno in società della persona che, non senza causa, ha subito la privazione della libertà personale. Reinserimento che non si attua nel caso in cui la condanna preveda appunto che dalla casa circondariale mai si venga fuori, se non da morti. Quindi, a mio avviso, l’ergastolo andrebbe eliminato e la sua attenuazione non dovrebbe dipendere dall’applicazione di quelle misure cui tu ti riferisci, alle quali il condannato può accedere scontato un tot di anni.
di Michela Nicolussi Moro*
Corriere del Veneto, 6 dicembre 2024
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari: “Di fronte al ripetersi di crimini di una violenza efferata è inappropriato proporre un abbassamento delle pene”.
di Marco Mintillo
gaeta.it, 6 dicembre 2024
La Procura di Genova ha avviato un’inchiesta sulla morte di Amir Dhouiou, un giovane detenuto di 21 anni di origine tunisina. Il ragazzo si è suicidato nel carcere di Marassi, sollevando interrogativi sulla sorveglianza che gli era stata riservata. Gli inquirenti stanno analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza per fare chiarezza sull’accaduto e la Procura ha disposto una perizia autoptica sulla salma.
di Andrea Sini
La Nuova Sardegna, 6 dicembre 2024
L’avvocata Decina: “È stato portato via dalla colonia penale di Isili con la testa fracassata”. Un detenuto che viene portato via d’urgenza dalla colonia penale nella quale si trova, con la testa fracassata; ipotesi della prima ora sulle cause che non trovano riscontri, un lungo ricovero in ospedale e il successivo trasferimento in carcere; danni e conseguenze gravissime riportate che non vengono prese in considerazione per trasferire l’uomo in una struttura idonea. È ancora tutto da chiarire l’episodio avvenuto ai primi del mese di luglio nella casa di reclusione di Isili, per il quale la sorella dell’interessato ha sporto a suo tempo denuncia e sul quale l’avvocata Armida Decina prova ora ad accendere i riflettori.
di Francesco Dondi
La Nuova Ferrara, 6 dicembre 2024
Delegazione in visita alla Casa circondariale di via Arginone per scoprire attività e volontariato. La notizia più bella la dà Domenico Bedin quando racconta che pochi giorni fa un ergastolano è stato assunto con contratto a tempo indeterminato nell’ambito della ristorazione. Storie di vita, storie di risocializzazione, storie belle che spingono alla redenzione. Il carcere Costantino Satta ha aperto le porte ad una visita speciale con al centro le tante associazioni ferraresi che lì dentro portano messaggi di speranza e sopravvivenza fisica e psicologica. L’ha voluta organizzare l’ufficio regionale del Garante dei detenuti, guidato da Roberto Cavalieri, con la collaborazione della garante locale, Manuela Macario e la massima disponibilità della direzione dell’Arginone con il dirigente penitenziario ad interim Stefano Di Lena, la comandante di reparto Annalisa Gadaleta e la dottoressa Annamaria Romano, funzionario giuridico-pedagogico che si occupa delle attività per i detenuti.
adnkronos.com, 6 dicembre 2024
È partito ufficialmente, presso il Carcere di Velletri, il progetto Ripartenze: Riprendiamoci il Futuro. Promosso da Fondazione Lottomatica e realizzato dal centro di formazione dell’ente non profit Elis, il progetto riguarda detenuti e persone sottoposte ad altre misure di giustizia in percorsi di inserimento professionale. Al termine di una selezione che ha visto coinvolte 600 persone, è iniziata ora per i primi 20 partecipanti la formazione che li porterà a lavorare come manutentori di aree verdi a Roma e addetti alla selezione dei rifiuti nella piattaforma di Guidonia M. del Gruppo AVR e come operatori elettrici per la società Siram Veolia a Milano.
di Manuela Sicuro
mitomorrow.it, 6 dicembre 2024
Rellini (Regusto): “La raccolta delle donazioni proseguirà nel 2025”. Se il recupero è, o dovrebbe essere, la parola chiave per il lavoro delle strutture detentive in Italia, il progetto di Regusto, va in questa direzione. L’iniziativa permette infatti di ridistribuire arredi a rischio spreco donati da aziende del territorio, a favore di alcune carceri milanesi. Tramite Regusto - prima piattaforma ESG blockchain per la lotta allo spreco, anche alimentare - le aziende possono donare prodotti che altrimenti andrebbero smaltiti. Non solo un esempio di antispreco ma anche un beneficio in termini di emissioni di CO2 evitate. Con il progetto sono stati recuperati più di 27mila chili di prodotti destinati allo smaltimento. Quattro le carceri coinvolte: San Vittore, Beccaria, Bollate e Opera. “Il progetto proseguirà anche nel corso del 2025 e si potrà replicare anche in altre strutture del territorio milanese” afferma Paolo Rellini, Coo e co-founder di Regusto.
di Federica Veroni
lasettimanalivorno.it, 6 dicembre 2024
Carcere e lavoro, un’opportunità per tutti: detenuti, imprese e società civile, questi gli argomenti trattati durante l’incontro organizzato da Fondazione Caritas Livorno con gli altri partner del progetto Next nella struttura “Sorgenti di Carità” di via Donnini e alla quale hanno partecipato Serena Spinelli (Assessora Regionale per il Sociale), Andrea Raspanti (Assessore Comunale per il Sociale), Marcella Gori (Coordinatrice area trattamentale Casa Circondariale Livorno - Gorgona), Stefano Fabbri (Vicepresidente nazionale e referente per la Toscana dell’Associazione Seconda Chance), Enrico Vincenzini (Avvocato penalista e membro di Antigone Toscana), Guido De Nicolais (Direttore generale Fondazione Caritas Livorno) e Don Luciano Cantini (Presidente Fondazione Caritas Livorno).
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