di Angela Stella
L’Unità, 28 novembre 2024
Polemiche per la compressione del dibattito. Mauri (Pd): “È una matrioska, si criminalizza il fenomeno migratorio”. Nel testo anche il dl paesi sicuri e misure riconducibili ai centri in Albania tra cui una clausola di segretezza. Magi (+E): “Che ha da nascondere il governo? Si rischia un nuovo caso motovedette libiche”. Via libera alla Camera al cosiddetto decreto flussi che contiene misure urgenti “in materia di ingresso in Italia di lavoratori stranieri, di tutela e assistenza alle vittime di caporalato, di gestione dei flussi migratori e di protezione internazionale, nonché dei relativi procedimenti giurisdizionali”. L’esito finale era apparso scontato, così come lo sarà al Senato dove il provvedimento è atteso al più presto, dovendo essere convertito entro il 10 dicembre.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 novembre 2024
La Corte di giustizia Ue deciderà sui rinvii a tema “paesi sicuri” con l’iter accelerato. La sentenza non arriverà prima di sei/otto mesi. Si spiega così il rimpatrio degli operatori italiani dai centri di Shengjin e Gjader deciso la scorsa settimana. La Corte di giustizia Ue ha disposto la procedura accelerata per due rinvii pregiudiziali a tema “paesi sicuri” partiti dal tribunale di Roma e ha sospeso quelli di Bologna e Palermo sulla stessa materia. Le cause che andranno avanti sono state accorpate, per entrambe l’udienza sarà il 25 febbraio. I giudici del Lussemburgo hanno dunque rifiutato l’applicazione dell’iter d’urgenza che era stato richiesto dalle toghe capitoline, optando comunque per quello rapido. Nel primo caso la sentenza sarebbe arrivata in due mesi, in questo ce ne dovrebbero volere tra sei e otto.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 28 novembre 2024
“Abbiamo detto chiaramente che siamo disposti a portare avanti il progetto solo con l’Italia. Per il resto non so cosa faranno gli altri stati dell’Ue”, ha detto il ministro Igli Hasani. Per ora, secondo lui, non c’è dubbio che il progetto dei centri italiani proseguirà. Ma dall’Albania è iniziato il rientro di agenti e di dipendenti che gestiscono le strutture costruite dal governo. Igli Hasani, classe 1976, è il ministro scelto dal premier Edi Rama nel settembre del 2023 per occuparsi della candidatura del paese a diventare un futuro stato membro dell’Unione europea. Hasani, ministro per l’Europa e degli Esteri è stato il relatore di alcuni panel ai Mediterranean dialogues 2024 organizzati da Ispi a Roma. A margine dell’evento ha risposto a Domani ad alcune domande sui centri per migranti inaugurati in Albania e sul processo di integrazione europeo.
di Cecilia D’Elia
Il Manifesto, 27 novembre 2024
La sera del 19 novembre, a poche ore dalla Giornata mondiale dell’Infanzia, le commissioni riunite affari costituzionali e giustizia del senato discutevano gli emendamenti presentati all’articolo 15 del disegno di legge 1236, “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”. In verità il testo si occupa molto poco di sicurezza delle cittadine e dei cittadini. Quello che disegna, inasprendo pene e prevedendo nuovi reati - ho perso il conto dei reati made by Meloni & co. - è la sicurezza dell’autorità pubblica, incontestabile, visto che anche le forme di protesta o di resistenza non violenta, vengono criminalizzate. Tutte le pratiche che i senza potere hanno per far arrivare al dibattito pubblico le loro istanze diventano reati e loro stessi dei nemici della collettività.
di Alice Oliverio
Il Manifesto, 27 novembre 2024
Il sottosegretario a Napoli rivendica ancora la frase sui soffocamenti. “Non voglio dare tregua alla mafia”. Poi rilancia: “Contrario a ogni svuota carceri”. “Ribadisco che non voglio dare tregua alla mafia”. Così il sottosegretario Andrea Delmastro torna a commentare la sua uscita sull’intima gioia che gli provoca sapere che i detenuti soffocano sul sedile posteriore dei nuovi mezzi della polizia penitenziaria. Di più, da Napoli, a margine dell’incontro organizzato dall’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria su “Carcere e criminalità 4.0. Sfide e opportunità per la polizia penitenziaria”, Delmastro insiste, aprendo anche squarci sulla sua vita domestica: “Mia moglie, quando mio figlio Giovanni continua a dire che non vuole finire i compiti, che vuole andare a guardare la tv o stare sul tablet, sapete che gli dice? Non ti lascio respirare finché non finisci i compiti. E non ho mai pensato che mia moglie volesse asfissiare mio figlio. Se avesse un senso letterale quella frase, dovremmo desumerne che uno in Italia compra le macchine asfissianti? Allora, dietro quei vetri ci sono i mafiosi al 41bis”.
9colonne.it, 27 novembre 2024
“Ormai il carcere è una vera e propria emergenza nazionale, e noi riteniamo che ci siano delle persone che non debbano neanche entrare in carcere: sono quei detenuti che hanno un disagio psichiatrico, hanno una dipendenza o addirittura una doppia diagnosi sia psichiatrica che di dipendenza, che in carcere non solo non possono essere curati ma che non riescono neppure a migliorare quelle che sono le loro condizioni”. Così Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico, a margine di una conferenza stampa alla Camera sui percorsi per detenuti con dipendenze.
di Carlotta De Leo
Corriere della Sera, 27 novembre 2024
Il ministro della giustizia: il magistrato ha il diritto e alle volte anche il dovere di dare un parere tecnico sulle leggi. Ma non di entrare nel merito politico. “Un pubblico ministero ha una libertà di espressione secondo me superiore a quella del giudice perché è parte e questo lo sarà ancora di più dopo la separazione delle carriere che faremo. Un giudice, che deve apparire imparziale, meno parla meglio è perché rischia di esprimersi su argomenti sui quali magari dopo dovrà provvedere in modo giurisdizionale”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, torna a parlare della separazione delle carriere, uno delle riforme istituzionali portate avanti dal governo Meloni.
di Errico Novi
Il Dubbio, 27 novembre 2024
I rapporti già tesi fra magistrati e maggioranza rischiano di essere definitivamente compromessi dalle nuove sanzioni disciplinari per i giudici in arrivo venerdì. Ma il presidente dell’Anm ne ha suggerito una riformulazione corretta. E oggi il ministro ha detto: “Il magistrato ha il diritto di dare un parere tecnico sulle leggi, ma non deve entrare nel merito politico”. Di giorni così tesi, fra governo e magistrati, non se ne ricordano molti, e non solo nella legislatura in corso: è dalla fine dell’era Berlusconi che non si raggiungeva una soglia simile. Non c’è da stupirsi. Il nodo è semplice: per la prima volta dai tempi di Giuliano Vassalli, dall’introduzione del codice accusatorio voluto dal guardasigilli ed eroe della Resistenza, la separazione delle carriere sembra davvero possibile.
di Daniela Preziosi
Il Domani, 27 novembre 2024
Dopo i pali presi dalla maggioranza - che l’ultima volta ha vagheggiato di eleggersi Marini da sola con qualche aiutino, salvo in extremis scoprire di non avere i numeri - stavolta gli sherpa di palazzo Chigi hanno accettato l’invito di Elly Schlein a sedersi a un tavolo a “dialogare” con le opposizioni. L’accordo “di metodo” c’è, ma per eleggere i prossimi quattro giudici costituzionali serve ancora tempo, e pazienza se il Colle ha espresso severi moniti contro il “vulnus istituzionale”. Il Parlamento è convocato giovedì a Montecitorio in seduta comune per il nono voto.
di Antonio Rossitto
Panorama, 27 novembre 2024
Grandi inchieste che finiscono nel nulla, ma nel frattempo danneggiano interessi economici e reputazioni delle imprese. Il peso di processi e sentenze sulle decisioni della politica. E ancora un’intollerabile numero di errori giudiziari che ogni anno costano centinaia di milioni di euro alla collettività. Il bilancio di una “Giustizia ingiusta” è questo. Da un legno così storto come quello di cui è fatto l’uomo, non si può costruire nulla di perfettamente dritto”. Volente o nolente, una parte della magistratura italiana sembra eternamente incagliata nel severo aforisma kantiano. Bisogna raddrizzare gli alberi, soprattutto i fusti dell’economia e della politica. Anche a costo di epocali cantonate e incalcolabili danni.
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