di Mario Di Vito
Il Manifesto, 20 novembre 2024
“Perché lo fanno? Il motivo mi sfugge, ma è molto probabile che qualsiasi giudice arriverà alle stesse conclusioni alle quali si è arrivati nelle ultime settimane”. Andrea Natale, giudice a Torino e membro dell’esecutivo di Magistratura democratica, sembra quasi che con questo trasferimento di competenze alle Corti d’appello la destra voglia fare un favore a voi giudici delle sezioni immigrazione, lasciandovi senza lavoro.
di Roberto Spagnoli
Il Riformista, 20 novembre 2024
C’erano una volta gli Stati Uniti d’America, fortezza del proibizionismo globale, inventori ed esportatori della “War on drugs”. Oggi sono diventati probabilmente il più interessante laboratorio di nuove politiche delle droghe. Un cambiamento di prospettiva insolitamente rapido e talmente diffuso nelle opinioni dei cittadini che entrambi i candidati alla presidenza - Kamala Harris e Donald Trump - si sono detti, per esempio, a favore della legalizzazione della cannabis, con il vincitore Trump che sostiene anche l’allentamento delle restrizioni federali.
di Nathalie Tocci
La Stampa, 20 novembre 2024
L’invasione russa dell’Ucraina, che dura da oltre mille giorni, attraversa un nuovo ciclo di escalation da parte della Russia. L’attacco di droni e missili sulle città di Odessa e Sumy, così come il dispiegamento di circa 11mila soldati, missili e artiglieria pesante nordcoreani nella regione russa di Kursk - è la prima volta in cui soldati dall’Asia-Pacifico combattono su suolo europeo dalla seconda guerra mondiale - ne sono manifestazioni lampanti. Così come lo è la revisione della dottrina nucleare della Russia, proposta a settembre e approvata ieri dal presidente Putin.
di Francesco Semprini
La Stampa, 20 novembre 2024
Cinque Stati ufficialmente nucleari, altri quattro di fatto, compresi Israele e la Nord Corea. Nei silos di tutto il mondo ci sono 12mila ordigni, tre quarti in possesso di Stati Uniti e Russia. È di almeno 12.100 unità il totale combinato delle testate atomiche conservate negli arsenali nucleari di nove Paesi, mentre sono 22 sono gli Stati in possesso di materiali utilizzabili per armi nucleari, secondo i dati di Arms Control Association. Gli Stati dotati di armi nucleari sono Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti, ufficialmente riconosciuti come in possesso di armi nucleari dal “Trattato di non proliferazione nucleare” (Tnp), che riconosce gli arsenali nucleari di questi Stati, ma ai sensi dell’articolo VI non ne prevede un mantenimento a livello numerico perpetuo.
di Alberto Sofia
Il Fatto Quotidiano, 20 novembre 2024
“Ho visto Giulio Regeni che usciva dall’interrogatorio, sfinito dalla tortura. Era tra due carcerieri che lo portavano a spalla, lo riportavano alle celle”. Questo il racconto di un ex detenuto palestinese in un video di Al Jazeera mostrato in Aula nel corso del processo sul sequestro, le torture e l’omicidio del giovane ricercatore universitario. Imputati nel processo sono 4 quattro 007 egiziani: ovvero, Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, accusati del reato di sequestro di persona pluriaggravato (mentre al solo Sharif sono contestati anche i reati di concorso in lesioni personali aggravate e di concorso in omicidio aggravato, ndr).
di Sergio D’Elia*
L’Unità, 19 novembre 2024
Siamo andati in pellegrinaggio alla Mecca dei detenuti, ma non abbiamo trovato la sacra moschea, non c’era un dio da pregare né una pietra nera da adorare. Il luogo che abbiamo visto è da tempo sconsacrato, lì dio è morto, le tavole della legge di ogni fede sono state frantumate. Non mette conto dire qual è il carcere che abbiamo visitato, perché è ormai un luogo comune a molti altri. In tutti il diritto si è volto al torto e, di torto in torto, la condizione è divenuta ormai, strutturalmente, di tortura. Ne abbiamo visitati 120 l’anno scorso e 90 quest’anno di luoghi di tortura, di torturati senza torturatori. Dove gli esseri viventi che li abitano e ci lavorano - i fuori legge e i tutori della legge, i nemici dello stato e i servitori dello stato - sono, tutti, condannati allo stesso degrado di umanità, a uno stato bestiale di abbandono e di infamia.
di Amedeo Laboccetta
Il Riformista, 19 novembre 2024
Le dichiarazioni rilasciate del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro in occasione della presentazione di una nuova auto per il trasporto dei detenuti (“è una gioia sapere che chi sta dietro quel vetro non lo lasciamo respirare”) sono raggelanti. Addirittura indegne, se solo si pensa che a pronunciare quelle parole è un uomo dello Stato e, per di più, avvocato. Gongolare per la realizzazione di un nuovo blindato in uso alla polizia penitenziaria, dalle caratteristiche - stando almeno al pubblico giubilo manifestato da Delmastro - non conformi a quel trattamento di umanità che deve comunque essere riservato ai detenuti, molti dei quali in attesa di giudizio e, come tali, presunti innocenti, significa non solo calpestare i più elementari principi di civiltà ma anche ignorare la lettera e lo spirito della nostra Costituzione.
di Davide Mattiello
Il Fatto Quotidiano, 19 novembre 2024
“L’intima gioia” che il Sottosegretario alla “Giustizia” Andrea Delmastro ha voluto condividere col pubblico qualche giorno fa, oltre ad essere un’offesa ai valori repubblicani, potrebbe anche integrare il reato di istigazione alla tortura e per questo credo che sia stata una uscita tutt’altro che estemporanea. Temo che sia stata piuttosto una tappa ben studiata nel percorso tanto caro a Fratelli d’Italia che punta all’abrogazione del reato di tortura. Il fatto è noto e lo richiamo per sommi capi: il Sottosegretario Delmastro, commentando pubblicamente i nuovi mezzi a disposizione della Polizia Penitenziaria per il trasporto dei detenuti, in un climax retorico per nulla improvvisato, ha evocato l’intima gioia provata nell’immaginare quanto fossero rassicurati i cittadini italiani dal sapere come si possano incalzare, come si possano non far respirare i detenuti dietro quei vetri oscurati.
di Pierfilippo Pozzi*
Corriere della Sera, 19 novembre 2024
Se l’obiettivo della giustizia minorile è l’inclusione sociale degli adolescenti che hanno commesso un reato, possiamo dire che la loro detenzione è un fallimento. La buona notizia è che esiste la soluzione. Prima, però, un breve affresco di chi è detenuto e di cosa lo aspetta dentro le mura, senza considerare i casi estremi che trovate sulle prime pagine. Qui parliamo degli invisibili, la quasi totalità. Metà sono minorenni, metà sono stranieri. La maggioranza è in custodia cautelare, generalmente per reati contro il patrimonio. Una discreta percentuale arriva dalla condizione di libertà, maggiorenne, per reati commessi anni prima. Altri arrivano dalle comunità perché si sono agitati troppo. Esprimono alcuni tratti ribelli dell’adolescenza, ma portati all’estremo: sono ostili alle istituzioni perché ne subiscono l’ostilità.
askanews.it, 19 novembre 2024
Con “Fuoriclasse” 5 mln per il loro reinserimento sociale. Sostenere progetti per il reinserimento sociale delle persone detenute attraverso la formazione digitale, per contrastare il fenomeno della recidiva. Questo l’obiettivo di “Fuoriclasse”, il nuovo bando promosso e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il bando prevede un totale di 5 milioni di euro.
- Toghe e politica, scontro finale per l’egemonia. E non sarà un pranzo di gala
- “Sta finendo l’era dell’egemonia della magistratura. La politica ora prova a sistemare le cose”
- Piemonte. Penalisti contro il sottosegretario Delmastro per la frase choc sui detenuti
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