di Gianluca Nicoletti
La Stampa, 4 novembre 2024
Ho visto frotte di bambini giocare entusiasti nel “Villaggio Difesa” al Circo Massimo, molto più divertiti di quelli che vidi un anno fa al villaggio di Babbo Natale a Villa Borghese. Quando mai capita a una bimbetta bionda alta mezzo metro di poter giocare alla “piccola sminatrice”, sotto la guida attenta di un vero artificiere in mimetica e anfibi. Prima cerca con il metal detector, piano piano con un pennello libera l’area dal terriccio, poi finalmente appare la mina con la spoletta bene in vista. “Adesso possiamo farla scoppiare?”, dice la piccina, fiera della sua caccia al tesoro. “Beh no, adesso non si può c’è troppa gente!”. Infatti tutt’intorno una folla di mamme, papà e bimbi di tutte le età con gli smartphone in mano, in fila per far provare al loro tesoruccio la delizia del piccolo incursore. È la prima volta che nella Capitale, tra le vestigia dell’Antica Roma, è stata organizzata questa immensa fiera di paese per celebrare le Forze Armate, con una strategia di marketing davvero mai vista. C’era di tutto e di più per mostrare le specialità, i campi d’azione, il livello tecnologico dei militari Italiani.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 4 novembre 2024
In caso di non convalida dei fermi, anche questa volta torneranno in Italia. La nave della Marina, la Libra, sta raggiungendo in queste ore il Mediterraneo Centrale, dove sarà operativa nei prossimi giorni in attesa di indicazioni dal governo. L’obiettivo è monitorare il flusso di arrivi di migranti di per poi accoglierli a bordo ed organizzare un nuovo trasferimento nell’hotspot in Albania, per quelli che rientrano nelle categorie previste dal protocollo con il governo di Tirana.
Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2024
Bonelli: “Sperpero per finanziare propaganda”. Tra una polemica politica e una “giudiziaria” il caso dei migranti “portati” in Albania, per poi essere ritrasferiti in Italia, potrebbe avere anche un risvolto giudiziario contabile per un potenziale danno all’Erario per gli stanziamenti del governo per l’operazione. Prima della bufera sulla spesa di quasi 9 milioni di euro per il vitto e alloggio degli agenti, sul tavolo dei magistrati della Corte dei Conti sono arrivati due esposti presentanti da parlamentari di Italia Viva e M5s e riguardano proprio i costi sostenuti per il trasferimento di 16 migranti nelle strutture del paese balcanico, alla metà dello scorso mese. I giudici non aveva convalidato il trattenimento dei migranti, provocando quindi il rientro in Italia.
di Chiara Sgreccia
Il Domani, 4 novembre 2024
I due naufraghi erano a bordo della piccola imbarcazione salvata dalla Life Support nelle acque Sar maltesi, insieme ad altre 37 persone. Sulla nave di Emergency si sentono al sicuro e spiegano cosa li ha spinti a partire. “Mia mamma è palestinese, mio padre siriano. Io sono nato e cresciuto a Damasco. Ma vivevo in Libano prima di partire per l’Europa. Mi sono spostato vicino Beirut perché in Siria non c’è vita, non si può fare niente. Solo cercare di guadagnare abbastanza per comprare il cibo”. Così racconta Amman, 23 anni, studente di medicina che sogna di proseguire gli studi in Germania: “Perché ci sono le università migliori - spiega - e poi ci abita mio zio, potrei andare da lui”.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2024
Nel nord dell’Iraq c’è una struttura ufficialmente chiamata Centro comunitario per la riabilitazione di al-Jed’ah. È diretta dal ministero per le migrazioni e le persone sfollate. Di fatto, come ha recentemente accertato un’indagine di Amnesty International, è un luogo di tortura. Ad al-Jed’ah sono passati migliaia di iracheni trasferiti dai centri di detenzione del nordest della Siria, dove erano trattenuti per sospetti legami con lo Stato islamico. Dal 2021 ne sono stati rimpatriati 9500. Di questi, 2223 si trovano ancora nel centro: 278 uomini, 627 donne e 1318 persone minorenni. Le autorità irachene hanno intenzione di velocizzare il ritorno dei propri detenuti dalla Siria - si stima siano tuttora oltre 18.000 - in modo che la maggior parte di loro sia trasferita entro la fine del 2027.
di Elena Molinari
Avvenire, 4 novembre 2024
Reportage. L’incubo del 6 gennaio incombe, come il pericolo di incidenti dopo lo spoglio. Mentre Trump è accusato di blandire i gruppi che difendono un’ideologia contro i migranti, e a favore delle armi. “Lanciare operazioni coordinate con i gruppi di negazione delle elezioni come parte di un piano per condurre una sorveglianza paramilitare delle urne elettorali”. Questo invito di un membro della milizia American Patriots Three Percent, nota come AP3, è circolata su Telegram, la piattaforma basata in Russia divenuta il punto d’incontro degli estremisti di destra. Ne sono emerse molte negli ultimi giorni, grazie a un infiltrato e agli sforzi del gruppo statunitense per la trasparenza “Distributed denial of secrets” e puntano tutte nella stessa direzione. I gruppi armati convinti che Joe Biden nel 2020 abbia “rubato” la presidenza sono pronti a presidiare i seggi e a intervenire durante e dopo il conteggio se i risultati delle presidenziali di martedì non andranno come vogliono. Vale a dire, se Donald Trump non vincerà.
di Giampiero Catone
La Discussione, 3 novembre 2024
Le parole del Pontefice: si assumano iniziative che restituiscano speranza, forme di amnistia o di condono della pena. In Italia il 62% dei processi penali non arriva in aula, perché prescritti. Con l’occasione del Giubileo si riapra il dialogo politico sulla riforma del sistema detentivo. Il 26 dicembre 2024, giorno di Santo Stefano, Papa Francesco aprirà la Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia, segnando un momento storico nella storia dei Giubilei. Un gesto straordinario il cui senso è affidato alle stesse parole del Pontefice che chiede iniziative che: “restituiscano speranza, forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società”.
di Alessandra Servidori
ilsussidiario.net, 3 novembre 2024
Il numero di minori detenuti all’interno dei 17 Istituti penali per minorenni (Ipm) italiani ha fatto registrare un aumento. Le tragedie che coinvolgono ragazze e ragazzi minori ci coinvolgono sempre maggiormente poiché a noi genitori e nonni ci arriva addosso il dubbio atroce di non aver fatto abbastanza per la loro educazione affettiva e valoriale. La società odierna è fortemente disorientata e le famiglie hanno bisogno più che mai di sostegni per crescere le nuove generazioni e il sistema istituzionale si deve rapportare sempre di più alla rete della sussidiarietà del volontariato e dell’associazionismo in una situazione italiana difficile.
La Presse, 3 novembre 2024
“Lavorare in carcere è andare in guerra tutti i giorni. In tanti non arrivano alla pensione perché non reggono lo stress e scaricano sulla famiglia le tensioni. Famiglie che poi si distruggono insieme alle vite di tanti di noi”. A parlare è un agente della Polizia penitenziaria. La Presse raccoglie lo sfogo di chi dentro al carcere vive, lavora e, qualche volta, muore. La media dei suicidi tra gli agenti della Polizia Penitenziaria è di uno al mese, oltre 70 i suicidi tra i detenuti dall’inizio dell’anno. “Il problema principale - continua il racconto - è che manca lo Stato, qualcuno che ti sostenga. Si lavora con la paura, si vive con la paura ma non si può mostrare la paura e quindi teniamo tutto dentro”.
di Federico Capurso
La Stampa, 3 novembre 2024
L’Unione delle camere penali ha indetto uno sciopero di tre giorni a partire da domani. L’opposizione: “Con il ddl sicurezza si apre la strada a chi vuole spiare gli atti delle procure”. Il governo sembra stia riuscendo, a sue spese, nel miracolo di ricompattare il mondo della giustizia. Domani, a Bologna, l’Associazione nazionale magistrati si riunirà in assemblea per difendere i colleghi del tribunale bolognese che, dopo aver chiesto un parere sul decreto Paesi sicuri alla Corte di giustizia europea, hanno subito la scorsa settimana durissimi attacchi, anche personali, da parte del centrodestra e dei giornali che gli sono vicini. Sempre lunedì inizierà poi uno sciopero di tre giorni da parte degli avvocati penalisti, rappresentati dall’Unione delle Camere penali, che hanno indetto anche una manifestazione nazionale a Roma, martedì, per chiedere al governo di modificare il ddl Sicurezza. E così, il mondo della magistratura e quello dell’avvocatura, che mai si sono amati, finiscono per trovarsi sullo stesso fronte, spalla a spalla.
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