di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 15 luglio 2024
Ma il protocollo slitta ancora: partenza il 10 agosto. Già montati 10 maxischermi nelle aule. La richiesta del ministero: ogni giorno udienze in videoconferenza in contemporanea. Organici aumentati del 50 % e altri 40.000 euro per l’affitto di una palazzina. Nelle aule del tribunale di Roma sono già stati montati ben dieci maxischermi. L’indicazione pressante del ministero di Grazia e giustizia è: udienze di convalida dei fermi dei migranti portati in Albania a tutto spiano, dieci in contemporanea. In videoconferenza naturalmente. E pazienza se la bistrattata giustizia italiana non ha gli occhi neanche per piangere. Per far partire alla grande il protocollo Albania, vera e propria ossessione di Giorgia Meloni, il governo è pronto a fare di tutto.
di Alberto Simoni
La Stampa, 15 luglio 2024
Scampato all’attentato, Donald Trump sceglie la via della moderazione: “Non possiamo cedere all’odio”. Oggi sarà alla Convention repubblicana. Donald Trump sembra non voler lasciare un centimetro e perdere nemmeno un secondo di quel contatto con il suo popolo che sul palco di Butler, mentre si rialzava e lanciava il pugno al cielo è apparso viscerale, fisico. Un tutt’uno fra l’urlo combattiamo e la folla che scandisce “Usa-Usa”. Oggi inizia la Convention repubblicana di Milwaukee e il tycoon vuole esserci dal primo minuto. Ieri ha annunciato sul suo social Truth che sarebbe partito per il Wisconsin: “Stavo per posticipare il viaggio di due giorni, ma ho appena deciso che non posso consentire a uno sparatore e a un potenziale assassino di obbligarmi a cambiare la mia agenda. E quindi sarò oggi (domenica, ndr) a Milwaukee”.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 15 luglio 2024
Negli ultimi nove mesi i prezzi degli alimenti che si trovano a Gaza hanno raggiunto cifre folli. Gli aiuti umanitari non bastano più. Ed è nato un mercato nero parallelo per tirare avanti. A Gaza ci sono due guerre in corso. Una è quella delle bombe, dei missili e dei colpi di artiglieria pesante: ha causato 38 mila morti, ma potrebbero essere 186mila secondo un nuovo studio scientifico di The Lancet. L’altra è quella della sopravvivenza, della ricerca costante di cibo, un posto in ospedale, un tetto sopra la testa. Quest’ultima, da tempo, preoccupa la comunità internazionale che ha lanciato nei mesi scorsi costanti allarmi sul rischio di malnutrizione per circa due milioni di persone che vivono ancora a Gaza.
di Maria Antonietta Farina Coscioni*
La Stampa, 14 luglio 2024
La conversazione sarebbe durata una ventina di minuti. Era il 2014. Al termine Marco Pannella annuncia lo stop dello sciopero della sete, intrapreso per denunciare la terribilità delle condizioni dei detenuti e delle carceri italiane. “Ma sia coraggioso, Eh! Anche io l’aiuterò, contro questa ingiustizia”. Così Papa Francesco chiuse la telefonata al leader radicale, fatta per accertarsi delle sue condizioni di salute. “Ne parlerò di questo problema, ne parlerò dei carcerati”, aggiunse. Una promessa è una promessa e se si esclude il Giubileo dei carcerati, celebrato nel 2016 a Roma, nella tanto sospirata attesa, si continuano a contare numerosi suicidi.
di Don Vincenzo Russo*
thedotcultura.it, 14 luglio 2024
Il carattere afflittivo non è tra gli aspetti della pena in Costituzione. Leggo su un articolo comparso sulla stampa, che il carcere di Sollicciano, così come si presenta oggi, è praticamente inutile, impresentabile, e che non può restare tale. Leggo anche che l’ennesimo recente suicidio qui avvenuto, quello del ventenne tunisino, è una sconfitta, un lutto per lo Stato. Le affermazioni sopra riportate sono assolutamente condivisibili, ma appaiono oltremodo tardive. Da tempo e soprattutto negli ultimi anni, le condizioni detentive all’interno di Sollicciano presentano caratteristiche di inaccettabilità, dal punto di vista del rispetto dei principi umani e dei diritti costituzionali.
huffingtonpost.it, 14 luglio 2024
Nei penitenziari italiani 4 rivolte e 8 detenuti morti in una settimana. Nell’inferno delle carceri italiane, dopo i suicidi e le rivolte, sotto i riflettori finiscono adesso anche le ordinanze della magistratura di sorveglianza, che respinge i ricorsi dei reclusi contro la situazione di degrado degli istituti. Partiranno nelle prossime ore gli accertamenti del Garante dei detenuti su una serie di ricorsi rigettati in cui si chiedevano liberazione anticipata, sconto di pena o risarcimento dei danni presentati da vari detenuti nel carcere di Sollicciano a Firenze.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 14 luglio 2024
Rieducare il detenuto, reinserirlo nella società e abbattere anche il tasso di recidiva. È l’esperienza delle Comunità educanti con i carcerati (Cec), progetto promosso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23) che ha portato nel tempo alla realizzazione di 10 strutture per l’accoglienza di carcerati che scontano la pena, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli nelle cooperative dell’associazione. Per questo la Comunità, attraverso il presidente Matteo Fadda, ha salutato molto positivamente il decreto carcere, recentemente approvato dal Governo. Dell’esperienza Comunità educanti con i carcerati parliamo con Giorgio Pieri, biologo, erborista ed educatore professionale, responsabile del progetto per la Comunità Papa Giovanni XXIII.
di Salvatore Curreri*
Il Sole 24 Ore, 14 luglio 2024
Il Ddl Sicurezza confida più nella propaganda che nel garantire i principi della Carta, a partire dal ricorso alla sanzione penale solo come extrema ratio per assenza di altre tutele. Non potendo ricorrere, almeno stavolta, al decreto legge per evidente eterogeneità dei suoi contenuti, lo scorso 22 gennaio il Governo ha presentato un disegno di legge in materia di sicurezza, oggi all’esame della Camera. Si tratta di un provvedimento complesso (29 articoli), ispirato però ancora una volta a quella logica securitaria secondo cui i problemi sociali si risolvono introducendo nuovi reati e pene più severe.
di Giuseppe Anzani
Avvenire, 14 luglio 2024
Che i figli paghino per la colpa della madre, dalla quale non possono neppure esser separati quando essa vien messa in prigione, perché stanno ancora nel grembo, è una crudeltà dalla quale il nostro codice penale ci ha finora scampati, rinviando obbligatoriamente l’esecuzione della pena. Finora, ho detto, perché adesso si vuol cambiare. Si vuole che il rinvio della galera a più tardi non sia più obbligatorio per le donne incinte o col bimbo fino a un anno, ma solo facoltativo, secondo che al giudice parrà. Cosa che già funziona se i bimbi hanno passato l’anno anno e stanno sotto i tre, e devono andare in prigione insieme con la mamma condannata.
di Liana Milella
La Repubblica, 14 luglio 2024
Sia al Senato che alla Camera il Guardasigilli non è intervenuto sull’abuso d’ufficio a fronte di un florilegio di interviste. Certo, i cartelli e i “buhhhhhh…” devono far paura. Ma vestire i panni del ministro della Giustizia vuol dire anche questo. Assumersi la responsabilità in Parlamento, con la propria faccia, di quanto si scrive nei disegni di legge e nei decreti e di quanto, in abbondanza, si dichiara nelle interviste. È singolare dunque vedere un ministro che dedica tempo a discettare su Churchill ma poi, quando nelle aule parlamentari, al Senato prima e alla Camera poi, si vota il suo primo e finora (per fortuna) unico disegno di legge, non pronuncia una sola parola.
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