di Marco Belli
gnewsonline.it, 11 marzo 2026
Il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele e il Presidente della Federazione Italiana Rugby Andrea Duodo. È stato sottoscritto il 7 marzo scorso, nella Sala Stampa dello Stadio Olimpico di Roma - poco prima dello storico successo della nostra Nazionale sull’Inghilterra nel torneo Sei Nazioni - il Protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e la Federazione Italiana Rugby (Fir), volto a rafforzare e ampliare il progetto “Rugby Oltre le Sbarre” negli istituti penitenziari italiani. A firmare l’accordo sono stati il Capo del Dap Stefano Carmine De Michele e il Presidente della Fir Andrea Duodo.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 11 marzo 2026
Per governo e magistrati la campagna per il voto si è trasformata in un festival degli scivoloni. Da Licio Gelli a Minneapolis, dall’impunità della politica a mafiosi e massoni: l’elenco è lungo. In principio fu Carlo Nordio, voce dal sen fuggita un anno fa: “Questa riforma non influisce sull’efficienza della giustizia e sui tempi dei processi”, sfavillante esempio di spot al contrario. E davvero, sfogliando il taccuino delle gaffes di questa campagna elettorale, qui si rischia che il guardasigilli occupi d’imperio la metà di questo articolo. Prima di proseguire, però, il cronista è assalito da un dubbio, proprio sul concetto di gaffe, sinonimo di scivolone rispetto a un codice. È gaffe la frase di Giorgia Meloni sui giudici che “bloccano i rimpatri degli stupratori” o è trumpismo applicato che si nutre di deformazione della realtà?
di Errico Novi
Il Dubbio, 11 marzo 2026
Si fa difficile, molto. Anche se Giorgia Meloni ci aveva provato. Aveva vinto la ritrosia a giocarsi tutto sul referendum. Dopo una lunga attesa, lunedì mattina aveva finalmente pubblicato sui social il video con il messaggio fatidico: “È importante che si vada a votare, e che si voti Sì”. Ma è chiaro che le parole di Giusi Bartolozzi, la clip video in cui la capo Gabinetto di Carlo Nordio - il ministro che ha scritto la riforma sottoposta a voto popolare - dichiara “votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che è un plotone di esecuzione”, continuano a suonare sinistre per le prospettive di vittoria del governo. Mai la partita sulla separazione delle carriere, per l’Esecutivo e la sua maggioranza, era stata così in salita. Ed è in salita anche per un episodio che ha del paradossale. L’espressione di Bartolozzi, ha detto ieri Nordio a Torino, “può essere stata interpretata in modo improprio, ma sono certo che lei se ne scuserà e che non rappresenta il suo pensiero”.
di Davide Paris
Il Giorno, 11 marzo 2026
Il voto sulla riforma della giustizia spiegato dal costituzionalista. La riforma incide essenzialmente in tre direzioni: i due Csm, l’estrazione a sorte dei componenti e l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare. Se il referendum dovesse passare molti aspetti dovranno comunque essere sviluppati dalla legge ordinaria. Nel referendum del 22 e 23 marzo i cittadini italiani sono chiamati a confermare o respingere la cosiddetta “riforma costituzionale della giustizia” (tecnicamente: la legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”). La riforma modifica in maniera significativa la composizione e le funzioni dell’organo di governo autonomo della magistratura, il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm).
di Roberto Voza
Il Dubbio, 11 marzo 2026
A proposito del metodo di questa riforma, basterebbe evidenziare che la blindatura del testo governativo non ha consentito di emendare neppure quelle criticità riconosciute dai suoi stessi sostenitori. Nel merito, la legge appare in parte inutile, in (buona) parte dannosa. È inutile nella misura in cui intende realizzare la separazione delle carriere, per la quale sarebbe bastata una legge ordinaria, come riconosciuto dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 37/2000 (Presidente Vassalli). È dannosa nella misura in cui introduce una scissione ordinamentale della magistratura, come se fosse una necessità indotta dalla costituzionalizzazione del principio del giusto processo (con cui - secondo questa tesi - l’attuale assetto del nostro ordinamento giudiziario sarebbe in contrasto).
di Marina Crisafi
Il Sole 24 Ore, 11 marzo 2026
Pubblicato il report del Ministero della giustizia sulle prassi organizzative di 140 procure italiane nel contrasto alla violenza di genere e domestica. Il Ministero della giustizia ha pubblicato sul portale Gnewsonline.it il report di analisi “Contrasto alla violenza di genere e domestica nelle prassi organizzative delle procure ordinarie. Analisi e prospettive di sviluppo”, realizzato dall’Osservatorio sulla violenza di genere e domestica in collaborazione con il gruppo di lavoro dedicato. L’indagine rappresenta una prima analisi esplorativa sulle modalità operative adottate da 140 procure della Repubblica, con l’obiettivo di monitorare il grado di efficacia dell’attuale impianto normativo nel contrasto alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 marzo 2026
A volte la giustizia sembra muoversi seguendo una sceneggiatura già scritta, dove i ruoli sono assegnati prima ancora che inizino le riprese. In questa storia, il copione prevedeva un nuovo capitolo del “depistaggio infinito” sulla strage di via D’Amelio, con protagonisti inaspettati: un avvocato storico, un giornalista di fama e un ex killer che ha deciso di parlare dopo trent’anni. Ma le carte depositate dalla Procura di Caltanissetta, che ora chiede l’archiviazione per l’avvocato Ugo Colonna e per Michele Santoro, raccontano una realtà molto diversa, fatta di sospetti pesanti che si sono sciolti come neve al sole davanti alla mancanza di prove concrete.
di Andrea Guida
firenzetoday.it, 11 marzo 2026
Negli istituti penitenziari della Toscana vivono oltre 3.400 detenuti. La ricerca dell’Osservatorio regionale della cultura, con il supporto di Irpet, mostra come i laboratori culturali possano rafforzare autostima, relazioni e prospettive di reinserimento. La cultura entra in carcere e diventa uno strumento di reinserimento sociale. In Toscana i laboratori culturali, dalla scrittura alla musica fino al teatro, stanno dimostrando di avere effetti concreti sul benessere psicologico dei detenuti e sulla loro capacità di relazionarsi con gli altri. È quanto emerge da una prima indagine valutativa dell’Osservatorio regionale della cultura, realizzata con il supporto scientifico di Irpet e promossa dalla Direzione Cultura e Sport della Regione Toscana.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 11 marzo 2026
L’ex primo cittadino è tuttora detenuto nel carcere in via Tiburtina. Le vittime sono un agente della Penitenziaria e due reclusi. Uno dei quali si è suicidato. Le notizie rivelate nel corso della stesura del “Diario di cella”. Basilischi, di 41 anni, per non meglio precisati problemi di salute, un infarto o una bronchite non curata, molto probabilmente connessi allo stress di un carico di lavoro portato fino all’estremo degli straordinari necessari, per compensare una carenza di organico che arriva fino al 42% del personale”. Così l’ex sindaco Gianni Alemanno, tuttora detenuto nel complesso in via Tiburtina.
napolitoday.it, 11 marzo 2026
Associazioni manifestano davanti al penitenziario napoletano: “Condizioni disumane”. “Costituzione e religione parlano entrambe della dignità dell’uomo e queste carceri non garantiscono nessuna dignità”. Parole di don Tonino Palmese, responsabile di Libera Campania e garante napoletano dei diritti dei detenuti. L’occasione è la manifestazione indetta oggi, 10 marzo, dalle associazioni contro le condizioni di chi è in carcere, in particolare nei penitenziari di Napoli. Decine di persone si sono riunite davanti al carcere di Poggioreale.
- Napoli. In piazza con i caschetti gialli, “Così si nega la dignità dei detenuti”
- Ancona. Montacuto esplode: brande finite, in carcere si dorme sul pavimento
- Asti. “Il treno non fischia” per i detenuti: vietato ai ragazzi il teatro del carcere
- Oristano. Formazione in carcere: a Massama 50 detenuti coinvolti nel progetto del CPIA
- Brescia. Il progetto Libere Ristrette. Quando relazioni tossiche portano dritto in carcere










