di Luigi Mollo
vanityfair.it, 20 maggio 2024
L’Università di Padova offre la possibilità ai detenuti di potersi laureare, facilitando così il reinserimento nella società “libera”. Ne parla qui Francesca Vianello, coordinatrice delle attività didattiche del Polo universitario nella Casa di reclusione di Padova. La carcerazione lascia delle tracce indelebili sulla pelle dell’anima, non esiste chirurgo che le possa operare. Quando il pesante portone si chiude dietro alle tue spalle, entri in un nuovo mondo, dove il tempo si ferma. Il pensiero non ti abbandona mai, rallenta il respiro, si ha fame di quell’aria che si respirava all’esterno e si cerca di colmare questa fame impegnando ogni battito della giornata in qualsiasi attività che possa farti sentire vivo.
di Filippo Lezoli
cattolicanews.it, 20 maggio 2024
“Non è presente nell’agenda politica. Il carcere non porta voti”. Fulvio Fulvi, giornalista di Avvenire ospite al Collegio Sant’Isidoro della sede piacentina dell’Università Cattolica, introduce così l’incontro “Cosa c’è dietro le sbarre? Il carcere tra sovraffollamento, salute e riscatto sociale”, organizzato nell’ambito di “Avvenire in Campus”, progetto che coinvolge firme illustri del quotidiano di ispirazione cattolica e personalità del mondo dell’informazione.
di Jacopo Gozzi
Il Resto del Carlino, 20 maggio 2024
Con 2.500 presenze e oltre 15.000 visualizzazioni online che andranno a crescere nei prossimi mesi grazie alle registrazioni degli incontri disponibili sui canali digitali della manifestazione, la quinta edizione del Festival della Giustizia Penale, che si è conclusa ieri mattina al Teatro San Carlo, è stata un successo. La manifestazione articolata tra Modena, Carpi, Sassuolo e Pavullo ha coinvolto una serie di relatori del calibro di Giuliano Amato, Roberto Formigoni, Beniamino Zuncheddu e Francesca Scopelliti, con interventi tecnici e divulgativi che hanno trattato il tema della vita e della morte nella Giustizia penale.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 20 maggio 2024
Test ai magistrati, gogna mediatica, casi giudiziari. Ma anche carceri al collasso, diritti umani, fine vita. Di tutto questo e di tanto altro si è parlato durante i quattro giorni di stand del Dubbio alla trentaquattresima Libro di Torino, con la partecipazione di esperti del settore, politici e giornalisti. E di tanti curiosi e visitatori del Salone, che si sono fermati per assistere agli incontri, ai dibattiti, alle interviste. E che hanno apprezzato l’installazione di una finta gogna mediatica alla quale tutti potevano sottoporsi, per provare sulla loro pelle cosa significa essere sbattuti in prima pagine per inchieste che poi spesso finiscono, magari dopo anni, nel nulla.
di Lorenzo Castellani
Il Domani, 20 maggio 2024
Il Cise, Centro studi elettorali della Luiss, ha appena pubblicato uno studio demoscopico di grande interesse per la campagna elettorale delle europee. In un clima in cui il dibattito stenta a decollare, lo studio offre spunti per cercare di cogliere dinamiche potenzialmente decisive per l’esito elettorale che restano sotto traccia. Il Cise, Centro studi elettorali della Luiss diretto dallo scienziato politico Lorenzo De Sio, ha appena pubblicato uno studio demoscopico di grande interesse per la campagna elettorale delle europee. In un clima in cui il dibattito stenta a decollare, lo studio offre spunti per cercare di cogliere dinamiche potenzialmente decisive per l’esito elettorale che restano sotto traccia.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 20 maggio 2024
“Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi” - Shakespeare, Re Lear. I ciechi siamo noi. Parto da una cosa che ha detto ieri Papa Francesco. A Verona. Davanti a trentamila persone. C’era anche molto Piemonte con lui, molta Torino. Da don Ciotti a Carlin Petrini. Si parlava di pace, parola diventata bestemmia, come se evocarla fosse già un tradimento, come se volesse dire abbandonare gli ucraini al proprio destino o negare il diritto all’autodifesa dello stato di Israele, se non addirittura la sua natura, il suo sacrosanto - non negoziabile - diritto di esistere. Come se fosse una rinuncia a valori che ci scivolano tra le dita, che non capiamo più, mentre mancano tre settimane alle elezioni europee e il sangue e la violenza ci inseguono dalla Slovacchia a Berlino, dalla Svezia a Parigi.
di Andrea Riccardi
Avvenire, 20 maggio 2024
In pochi anni, è avvenuto un cambiamento profondo: la pace è scivolata via dai dibattiti internazionali. In primo piano c’è la guerra. Si considera spesso la pace come un’aspirazione da “anime belle”, a volte apprezzate per l’ingenuità, a volte disprezzate o accusate di complicità con chi invade, fa la guerra e via dicendo. In qualche anno, si è formato questo pensiero prevalente dal sapore amaro, ma che si vuole realista. L’aggressione russa all’Ucraina è stato il punto di svolta. Da allora la prospettiva è combattere o aiutare a combattere. Del resto, la resistenza ucraina ai russi s’è imposta per forza e sacrificio.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 20 maggio 2024
Il caso della bimba malata di tumore derisa da pochi hater. Ma è il momento di porsi delle domande. Asia, una bambina di 14 anni malata di tumore al rene, ha ricevuto un messaggio dal capo dello Stato che, in un tempo civile, non avrebbe mai dovuto raggiungerla. Sergio Mattarella ha voluto, con la sensibilità che gli è propria, scriverle allo scopo di consolarla per gli attacchi ricevuti sui social. “‘Sta pelata”, “Non ti odio ma lo sai che le persone sono tue amiche solo per il cancro di Wilms o cosa hai?”, “Spero che ci rimani, in ospedale” e via dicendo. Abbiamo visto recentemente video di persone che, di fronte al ferito di un incidente stradale, facevano selfie. O abbiamo letto degli insulti in rete a Liliana Segre.
di Simone Alliva
L’Espresso, 20 maggio 2024
Cresce la consapevolezza per le istanze della comunità arcobaleno. Ma se su alcune tematiche la maggioranza dimostra di essere assai più avanti rispetto alla politica, si conferma una spaccatura sulle persone transgender e sulla gestazione per altri (da permettere o vietare in base all’orientamento sessuale). In anteprima i risultati dello studio delle Università di Verona e Pavia. Da cui si può costruire anche un “identikit dell’omofobo”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 20 maggio 2024
C’è stato un tempo in cui la politica raccontava soprattutto a sé stessa che il benessere di un Paese è inversamente proporzionale al numero di migranti accolti. Il ragionamento era grosso modo questo: più sono i migranti, meno sono i posti di lavoro, meno sono i posti di lavoro più i nativi sono disoccupati, più i nativi sono disoccupati e più gli elettori sono arrabbiati, più gli elettori sono arrabbiati e più la vita di chi governa diventa un incubo. Negli ultimi mesi, però, la favola raccontata dagli amici del giaguaro sovranista si è completamente ribaltata e il dato interessante è che oggi vi sono diversi casi di studio, alcuni anche molto vicini all’Italia, che dimostrano che la teoria esposta un tempo dal partito della xenofobia si è semplicemente capovolta.
- Migranti. Parte oggi l’appalto per la gestione dei Centri in Albania, ma ancora non ci sono
- Medio Oriente. Il Sud Africa e le accuse contro Israele, all’Aia lo scontro su Rafah
- Medio Oriente. Sull’aereo degli aiuti che sfamano la Striscia
- Cosa succede quando l’aborto è criminalizzato: il caso del Marocco
- Stanza dell’affettività per detenuti e familiari. “Iniziamo da Padova”










