di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 20 maggio 2024
La scadenza del 20 maggio cade nel vuoto. Tempi ancora lunghi per la realizzazione delle strutture in cui verranno rinchiusi i migranti che l’Italia intende rimpatriare. Bonelli: “Che fine hanno fatto le ragioni di estrema urgenza per l’appalto?”. Avrebbero dovuto aprire oggi ma a Schengjin e a Gjiader al momento ci sono solo le ruspe. L’inaugurazione in pompa magna dei centri per migranti in Albania che - dice Giorgia Meloni - mezza Europa ci invidia, come ampiamente previsto, è rimandata a data da destinarsi, probabilmente non prima dell’autunno. E rinviata è anche la visita in Albania che la premier aveva annunciato per il 27 maggio per verificare l’avanzamento dei lavori di quell’idea (l’esternalizzazione delle richieste di asilo in Paesi terzi) che adesso quindici Paesi vorrebbero copiare per provare a non fare entrare sui loro territori migranti che si ritiene debbano essere rispediti indietro.Niente da fare.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 20 maggio 2024
“Se cade Rafah, cade Gaza”. Che sembra, secondo che lo si guardi da una parte o dall’altra, l’allarme di un generale attestato a difesa di una ridotta o l’augurio del nemico che la assedia. E invece quelle parole sono scappate di bocca a uno dei quattro avvocati che l’altro ieri, davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, chiedevano l’emissione di nuove misure a carico di Israele. In buona sostanza, la richiesta che la Corte ordini il ritiro da Gaza, l’immediata cessazione delle operazioni belliche e il ripristino del flusso degli aiuti.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 20 maggio 2024
Prima della guerra. entravano 500 camion al giorno, che erano a malapena necessari per sfamare la popolazione. Sul C-130 dell’Aeronautica giordana che paracaduta il cibo. Il paesaggio è oltre l’immaginabile, palazzi di quindici piani rasi al suolo. Un militare: “Aiuto i fratelli palestinesi”. Venerdì scorso i primi rifornimenti dal molo galleggiante americano. La distanza tra ciò che serve e ciò che manca a Gaza dall’alto si vede nitidamente. Ciò che serve è a bordo del C-130 dell’Aeronautica Giordana che ci porta sui cieli della Striscia, ciò che manca è l’accesso da terra. Perché i 16 pallet da 150 chili l’uno, il 94esimo volo umanitario della sola Giordania, sono una goccia nel mare del bisogno dei gazawi, anche se sommati ai quasi 300 voli complessivi che dalla base militare a un’ora da Amman, sono partiti negli ultimi mesi.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 20 maggio 2024
Il codice penale del Marocco vieta l’aborto a meno che non sia praticato da un medico o da un chirurgo che hanno l’abilitazione e sia ritenuto necessario per salvaguardare la salute o la vita della donna. Chi abortisce o prova ad abortire per altre ragioni rischia da sei mesi a due anni di carcere, cui potrebbero aggiungersi ulteriori condanne per il “reato” di relazione sessuale extramatrimoniale. La legge proibisce la diffusione di informazioni sull’aborto, impedendo così alle donne di prendere decisioni consapevoli sulle loro gravidanze. “Incitare all’aborto” in qualsiasi modo, anche parlandone in pubblico o distribuendo materiale, può comportare fino a due anni di carcere. I professionisti sanitari che praticano aborti al di fuori della legge rischiano di perdere l’abilitazione. Possono anche essere obbligati, nei processi giudiziari, a fornire notizie su aborti illegali di cui siano venuti a conoscenza.
di Elvira Scigliano
Il Mattino di Padova, 19 maggio 2024
Figli traumatizzati, relazioni calpestate, famiglie distrutte, diritti negati. La sentenza della Corte Costituzionale numero 10 dello scorso gennaio si oppone a questa desertificazione affettiva che subiscono i detenuti e le loro famiglie, rendendo possibili i colloqui intimi per i detenuti, senza controllo visivo. La scelta della Corte Costituzionale è destinata a rivoluzionare la vita detentiva e il carcere padovano, il Due Palazzi, si candida a essere un istituto di pena pilota in una eventuale sperimentazione di questa apertura ai sentimenti.
di Davide Varì
Il Dubbio, 19 maggio 2024
Il viceministro della Giustizia è intervenuto al Festival Giustizia penale di Modena “La Vita e la Morte nella Giustizia Penale” che si concluderà domani. “Quando si parla di detenzione negli istituti penitenziari, occorre fissare un principio: il carcere non può essere un tempo vuoto. Per attuare il disposto dell’art.27 della Costituzione non c’è un unico antidoto: sono necessarie terapie articolate, avvalendosi di un gioco di squadra”.
Riforma in arrivo: separazione delle carriere, azione penale obbligatoria e paletti per l’Alta corte
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 19 maggio 2024
Il 29 maggio via libera del Cdm alla separazione delle carriere. Dieci giorni e la riforma della Giustizia avrà il primo via libera in Consiglio dei ministri. Sul tavolo di Palazzo Chigi il 29 maggio atterrerà il Ddl costituzionale sulla separazione delle carriere, da un lato i pm, dall’altro i giudici. L’ha promesso Giorgia Meloni e così sarà: prima delle Europee la riforma un tempo cara a Silvio Berlusconi otterrà un semaforo verde iniziale.
di Michele Ainis
La Repubblica, 19 maggio 2024
Il Consiglio superiore della magistratura è il vero punto di crisi del sistema. Politica e giustizia abitano mondi contrapposti. La prima è sempre parziale, partigiana: ogni partito politico offre, per definizione, una visione di parte dell’interesse generale. La seconda, viceversa, deve essere imparziale, come afferma l’articolo 111 della Costituzione. Dunque la regola che governa il loro difficile rapporto consiste nella separazione, nella reciproca distanza fra questi due universi. Succede tuttavia il contrario, ed è qui la ragione dei conflitti che quotidianamente oppongono politica e giustizia. C’è un modo per disinnescarli?
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 maggio 2024
Al Consiglio il convegno “Magistratura e social network”, il vicepresidente ha sottolineato le nuove responsabilità delle toghe nel mondo del web. Il togato Marcello Basilico, presidente della commissione che ha organizzato il convegno, “Riflettiamo su come il magistrato si pone sui social”. Davanti al susseguirsi di casi in cui i post dei magistrati sui social network diventano fonte di polemiche o di imbarazzi, il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di intervenire con un convegno per riflettere.
di Carlo Bonini
La Repubblica, 19 maggio 2024
In questi diciotto mesi di governo, abbiamo assistito allo spettacolo di una destra convinta che la definizione della propria legittimità politica alla guida del Paese passi attraverso un regime speciale che la sottragga al controllo di legalità. Incapace di emanciparsi dal rancore politico figlio del ventennio berlusconiano e sprovvista di un orizzonte e di una cultura compiutamente riformatrici, ha aggredito il già fragile e malfermo pilastro della nostra democrazia che chiamiamo giustizia con la sgangherata frenesia e incoerenza di chi si sente investito del compito di saldare i conti con la storia repubblicana recente per definirne un nuovo inizio.
- Suicidi e sovraffollamento nelle carceri, Campania maglia nera
- Brescia. Carcere sovraffollato. La Garante dei detenuti: “Chiaro disinteresse di tutti”
- Reggio Calabria. “Orientarsi verso un riconoscimento collettivo dei percorsi di risocializzazione”
- Monza. Detenuti esperti di e-bike con Bosch
- Verona. Papa Francesco ai detenuti. “Mi addolorano i tanti suicidi, non cedete allo sconforto”










