tuttoggi.info, 12 maggio 2024
Lo spettacolo, diretto da Vittoria Corallo, è parte del progetto Per Aspera ad Astra di Acri. Una produzione del Teatro Stabile dell’Umbria con il sostegno di Fondazione Perugia. Applausi ed emozioni giovedì 9 maggio 2024 all’interno della Casa Circondariale di Capanne, a Perugia, dove è andato in scena lo spettacolo “La popola del futuro ama”, diretto dalla regista Vittoria Corallo, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e voluto e sostenuto da Fondazione Perugia. A esibirsi sul palco, alcuni detenuti-attori del carcere e un gruppo di studentesse e studenti dei licei Di Betto e Galilei e del Laboratorio Teatrale Universitario dell’Università degli studi di Perugia.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 12 maggio 2024
Le intercettazioni risolutorie, che avrebbero sciolto un giallo lungo 33 anni, erano in lingua sarda. Per tradurle gli esperti del tribunale hanno impiegato circa 29 mesi, un tempo che è andato a sommarsi al resto, vita sottratta al detenuto modello Beniamino Zuncheddu. È una delle tante iniquità che hanno accompagnato il caso giudiziario più lungo della Repubblica. Quello di un servo pastore finito dentro per la strage del Sinnai, in cui morirono tre uomini mentre un quarto si salvò per caso (era il 1992).
di Alessandro Chiabrera
L’Osservatore Romano, 12 maggio 2024
I minori detenuti raccontati da suor Aurora Consolini e don Nicolò Ceccolini. L’Istituto Penitenziario Minorile di Roma, a Casal del Marmo, attualmente ospita 57 ragazzi e ragazze minori di venticinque anni. Suor Aurora Consolini lavora qui dal 2015. Don Nicolò Ceccolini, invece, dal 2017, essendo succeduto a padre Gaetano come cappellano dell’istituto. Suor Aurora ci racconta come, negli anni, molti progetti siano stati finanziati e attivati con grande sforzo, rendendo il carcere sempre più vicino alla funzione riabilitativa che dovrebbe avere.
di Francesco Rigatelli
La Stampa, 12 maggio 2024
Diritti e censura, le voci di scrittori, intellettuali e lettori dal Lingotto: “Non avremmo mai pensato di dover ancora lottare per certi valori”. Da Salman Rushdie a Roberto Saviano, da Elizabeth Strout e You Hua, i principali scrittori presenti al Salone del libro di Torino sottolineano l’importanza della libertà di espressione in questo momento. “Pensavo che fosse una guerra già vinta, invece dovremo combattere ancora. Nel nostro caso bisogna sobbarcarsi qualche rischio e certo è un brutto momento”, ammette Salman Rushdie, mentre Elizabeth Strout parla di “tempi spaventosi che mai avrei pensato di vivere. Triste che la polizia entri nelle università americane. Chi protesta pacificamente deve essere libero di esprimersi”.
di Stefano Bocconetti
Il Manifesto, 12 maggio 2024
Più controlli per la polizia. Per le polizie. Che dovrebbero poter “monitorare” tutti i messaggi, le mail. Alla ricerca di pedofili, terroristi, trafficanti di droga. Più controlli nel mondo digitale altrimenti il crimine dilaga. Quella che potrebbe sembrare la satira di qualche vecchio film italiano anni ‘70, è invece la richiesta messa nero su biancoda tutti i “capi” delle polizie europee. E con loro, i massimi dirigenti dell’Europol, l’organismo che le coordina nel vecchio continente. Una richiesta contenuta in una lettera, intitolata con molta enfasi: dichiarazione congiunta dei responsabili e capi delle polizie europee. Trentadue firme.
di Anna Corrado
Corriere della Sera, 12 maggio 2024
Al via l’iter del disegno di legge del Governo: Necessaria una governance credibile, strumenti per la trasparenza e la “sorveglianza” umana sulle decisioni, tutela delle posizioni di diritto e di interesse dei cittadini. Ha preso il via l’iter del disegno di legge del Governo in tema di utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA); le basi sembrano gettate ma spetterà comunque al Parlamento decidere gli aspetti più rilevanti per lo sviluppo e l’applicazione dell’Intelligenza artificiale nel nostro Paese seguendo la strada segnata dall’Europa: utilizzo corretto e responsabile, trasparenza, dimensione antropocentrica, il tutto nella logica di prevenire i rischi e cogliere le opportunità.
di Carlo Ciavoni
La Repubblica, 12 maggio 2024
Un panel di esperti del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite indaga sul rapporto tra profilazione razziale e lavoro delle forze dell’ordine in Italia. Una missione di otto giorni svolta in Italia dagli esperti del Meccanismo indipendente delle Nazioni Unite per promuovere la giustizia razziale e l’uguaglianza nell’applicazione della legge indaga sul collegamento tra profilazione razziale e pratiche delle forze dell’ordine, ovvero in che modo e quanto polizia, guardia di finanza e carabinieri procedono a perquisizioni e controlli fondati sul dato che la persona non è di cittadinanza italiana.
di Riccardo C. Gatti*
Il Messaggero, 12 maggio 2024
Usa e Canada hanno agito troppo tardi. Ecco come evitare di ripetere i loro errori. Non sapremo mai chi ha avuto l’idea di comprare i precursori dalla Cina con cui sintetizzare il fentanyl da vendere in Nord America ma, a suo modo, ha avuto una intuizione geniale. Costa poco produrlo ed è così potente che diventa facile occultarlo perché, con pochissima sostanza, si fanno moltissime dosi. Genera rapidamente una forte dipendenza e, quindi, fidelizza i clienti. Fu una idea folgorante metterlo sul mercato: all’inizio, quasi nessuno in Nord America lo cercava dagli spacciatori. Ma i narcos di quei luoghi capirono che avrebbe avuto successo e costruirono la “fase due” di una grande diffusione della dipendenza da oppioidi.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 11 maggio 2024
L’importanza della finalità rieducativa “a cui tende la Costituzione”: gli interventi di Marta Cartabia e Gherardo Colombo. “Il passaggio dal carcere lascia sempre il segno” e può non “esasperare inclinazioni” rivolte alla violazione della legge ma anche “avere effetti desocializzanti”, anche alla luce del “sempre più grave sovraffollamento” degli istituti: per questo le pene sostitutive al carcere in caso di condanne brevi non solo sono perfettamente compatibili con l’articolo 27 della Costituzione, ma nella loro umanità sono anche “garanzia maggiore di sicurezza per la società”.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 11 maggio 2024
Da inizio anno circa 700 detenuti sottoposti a questa premoderna pratica carceraria. “Uno di questi apriva la cella di isolamento e diceva a S.M. di entrare; poiché S.M, temendo di essere picchiato, non voleva entrare, uno degli agenti lo colpiva con un calcio da dietro e lo faceva rovinare a terra, battendo la testa; a questo punto tutti gli agenti lo colpivano con calci e pugni…”. E così via. Questo accadeva, secondo la ricostruzione dei giudici milanesi, alle porte della cella di isolamento dell’istituto penale per minori Beccaria di Milano. L’isolamento in carcere fa male. Ha effetti devastanti dal punto di vista psicologico, fisico e sociale. Tra coloro che si sono tolti la vita nelle carceri italiane, uno su dieci tra il 2023 e il 2024, si è suicidato mentre era stato trascinato in cella di isolamento.
- Effetti devastanti sui detenuti: l’isolamento va cancellato
- Il sistema carcerario italiano equivale al disastro dello space shuttle Challenger
- L’altolà dei magistrati alle riforme: gettano la Costituzione nel cestino
- Santalucia (Anm): “Non potete escludere noi magistrati dal dibattito politico”
- Musolino (Md): “Il Csm ha un problema di trasparenza e comprensibilità delle scelte”










