di Sara Manfuso
La Notizia, 4 maggio 2024
Dinanzi ai soprusi e alla violenza la sete di giustizia diventa così forte da potersi tramutare beffardamente nel suo opposto, diventando così essa stessa ingiustizia. Questa elementare verità dovrebbe orientare i giudizi e le analisi nei giorni in cui - dopo i drammatici fatti consumatisi nelle mura dell’Istituto per minori (Ipm) Beccaria - ritorna prepotente sulla scena nazionale il tema delle carceri minorili e della difficile condizione in cui versano i detenuti ma anche, ed è questo il punto, gli agenti della Polizia penitenziaria che vi operano.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 4 maggio 2024
Obiettivo: licenziare entro le europee la riforma voluta da Forza Italia, aprendo un canale di comunicazione con la magistratura. Un’ora di colloquio con la presidente del Consiglio, a Palazzo Chigi, assieme al suo vice Francesco Paolo Sisto, ai sottosegretari Delmastro e Ostellari e alla presenza dei presidenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato. Per Carlo Nordio e per la più volte annunciata riforma della giustizia, nella sua parte più sostanziosa riservata alla separazione delle carriere dei magistrati, sembra avvicinarsi la fatidica “Ora x”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 4 maggio 2024
Vertice Meloni-Nordio: previsti due Csm e un’Alta corte esterna che valuti l’operato dei giudici. Carriere separate per i magistrati, con due concorsi diversi per diventare giudice o pm. Due Csm distinti, per essere valutati, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, ma con i togati scelti per sorteggio. Più un’Alta Corte esterna al Csm per sanzionare chi ha sbagliato. Il via libera politico alla riforma costituzionale della Giustizia ora c’è. Riuniti a palazzo Chigi, in un vertice presieduto dalla premier Giorgia Meloni, il sottosegretario di Stato, Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il viceministro Francesco Paolo Sisto, i sottosegretari Andrea Delmastro e Andrea Ostellari, la presidente della commissione giustizia del Senato, Giulia Bongiorno e l’omologo alla Camera, Ciro Maschio e i responsabili giustizia di tutto il centrodestra, hanno dato l’ok a un disegno di legge costituzionale che cambia volto al nostro sistema giudiziario.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 maggio 2024
Il sindacato delle toghe cambia postura e apre al dialogo con il guardasigilli in vista del prossimo congresso di Palermo. Dialogare senza contrapposizioni sterili ma tenendo fermo il diritto di esprimere il proprio punto di vista in merito alle riforme: è questa la linea che per adesso l’Anm intende mantenere nei confronti del governo. È quanto emerso ieri durante la conferenza stampa di presentazione da parte del “sindacato” delle toghe del Congresso che si terrà la prossima settimana a Palermo. “Auspichiamo un confronto con il ministro Nordio sulla riforma della Giustizia, almeno prima che diventi legge, per un contributo tecnico. Scelga lui se prima o dopo il Cdm” ha detto infatti il presidente Giuseppe Santalucia in merito al ddl costituzionale che l’Esecutivo sta per licenziare. Sul fatto che molto probabilmente il ministro Nordio non sarà presente all’assemblea, nessuna polemica: “ci dispiace se non sarà presente” visto il suo impegno al G7 della giustizia, tuttavia “saremmo felici se potesse venire in uno dei tre giorni” ha risposto Santalucia alla nostra sollecitazione su questo.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 4 maggio 2024
Le toghe a Palermo dal 10 al 12 maggio, sarà presente anche Mattarella. Nordio, intanto, va a Palazzo Chigi. “La magistratura non è antagonista del governo”. Così Giuseppe Santalucia presenta il congresso dell’organizzazione che presiede, l’Associazione nazionale magistrati, in programma da venerdì prossimo a Palermo, con Mattarella che sarà presente il giorno dell’inaugurazione, mentre il ministro Nordio potrebbe dare forait, impegnato a Venezia per il G7 della giustizia. Il titolo del 36° congresso dell’Anm è tutto un programma: “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”. Sullo sfondo si sentono gli echi del caso Apostolico e di quello di Artem Uss, con tanto di ispezione ministeriale alla procura di Milano. “Dobbiamo capire come prevenire il pericolo di non apparire imparziali - ha detto ancora Santalucia -. Il mestiere di magistrato è un lavoro complesso e va data fiducia alla magistratura”.
di Lorenzo Grossi
Il Giornale, 4 maggio 2024
Entro un mese il ministro Nordio presenterà in Consiglio dei ministri il ddl costituzionale che modificherà l’ordinamento della magistratura: tra i vari provvedimenti, potrebbe essere inserita. Sta ormai per prendere sempre più corpo la riforma complessiva della giustizia che vedrà una modifica della Costituzione. Come giù più volte annunciato da lui stesso nelle ultime settimane, Carlo Nordio presenterà a breve un disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. Il termine previsto per il licenziamento di questo ddl è la scadenza delle elezioni europee: il Consiglio dei ministri apposito verrà quindi convocato prima del prossimo 8 giugno.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 4 maggio 2024
Il rigetto della richiesta non è atto abnorme perché né determina la stasi del processo né si pone al di fuori delle regole che lo governano. L’ascolto anticipato non esclude in sé la vittimizzazione secondaria. Non sussiste alcun obbligo del giudice per le indagini preliminari di accordare sempre e comunque l’incidente probatorio richiesto dal pubblico ministero al fine di anticipare l’escussione del minore vittima di maltrattamenti o reati sessuali. E l’atto di rigetto della richiesta non è un atto abnorme rispetto al processo sia perché non ne determina la stasi sia perché non si pone al di fuori delle regole che governano il processo. Inoltre, il diniego di anticipare la testimonianza non costituisce automaticamente - come asserito nel ricorso deella procura - un’esposizione della giovane vittima al rischio di vittimizzazione secondaria.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 4 maggio 2024
Un accusato era intervenuto a difesa di un detenuto. Il poliziotto sospettato di tentata violenza sessuale giura che quel giorno non era in servizio in quell’ala, presente una relazione che certifica il suo intervento in un’altra cella. Era l’episodio che aveva fatto più impressione tra le tante prevaricazioni ricostruite (e molte anche documentate) nell’inchiesta della Procura di Milano su quasi metà della polizia penitenziaria al lavoro nel carcere minorile milanese Beccaria: cioè la tentata violenza sessuale attribuita a un agente che secondo due giovani detenuti era entrato di notte nella cella e aveva messo le mani sul sedere a uno dei due, invitandolo a non spaventarsi perché voleva fare sesso con lui, e scatenandone la reazione.
di Manuel Marinelli
Gazzetta di Modena, 4 maggio 2024
Il giudice si è riservato e la decisione arriverà nei prossimi mesi sull’opposizione all’archiviazione del caso che vede indagati 120 agenti della Polizia penitenziaria accusati di tortura dopo la rivolta al carcere di Sant’Anna nel marzo del 2020. Una rivolta in cui avevano perso la vita nove detenuti. Giovedì mattina in tribunale si è tenuta un’udienza in cui hanno discusso gli avvocati difensori degli indagati. La difesa ha messo sul piatto diverse questioni.
foggiatoday.it, 4 maggio 2024
La proposta dell’assessore alla Legalità del Comune di Foggia, Giulio De Santis. “Parlare dei figli e delle famiglie dei genitori detenuti non è soltanto un segno di civiltà e umanità, è un atto di responsabilità e un dovere verso la collettività. Abbiamo avuto ieri l’opportunità di farlo nell’aula consiliare del Comune di Foggia, e i relatori d’eccezione, che ringrazio per il contributo apportato, hanno fornito elementi di riflessione molto significativi”.
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