di Paolo Bustaffa
difesapopolo.it, 30 aprile 2024
Una decina di studenti bocconiani si sono incontrati nelle scorse settimane in un’aula studio del carcere San Vittore di Milano con una trentina di carcerati. Il progetto è dell’ex ministro della giustizia Marta Cartabia: una decina di studenti bocconiani tra i 19 e i 20 anni si sono incontrati nelle scorse settimane in un’aula studio del carcere San Vittore di Milano con una trentina di carcerati tra i 28 e i 60 anni. È stato un inconsueto percorso fatto di ascolto, di confronto, di contatto con la realtà: il carcere si è fatto scuola.
di Marco Magi
La Nazione, 30 aprile 2024
La sesta edizione di “Per Aspera ad Astra” a La Spezia si conclude con lo spettacolo ‘Dirimpetto. La rete nell’abisso’ al Teatro Civico, frutto dell’incontro tra detenuti e studenti delle scuole superiori. Un progetto promosso da Acri e sostenuto da Fondazioni bancarie, incluso il patrocinio del Comune. Un’opportunità di crescita e riflessione attraverso la cultura e la bellezza.
di Francesco Ramella
Il Domani, 30 aprile 2024
L’idea che le università italiane siano in mano a studenti estremisti e rettori-don Abbondio è distorta. Tutti i dati sulla fiducia nelle istituzioni lo testimoniano. L’accampamento pro Palestina alla Columbia University ha finalmente messo nella giusta prospettiva, internazionale e generazionale, anche le analoghe proteste degli studenti italiani. Forse i fatti di New York consentiranno di sprovincializzare un po’ il dibattito di casa nostra, che fatica a cogliere gli elementi di novità di questa ondata di manifestazioni contro la guerra a Gaza. Queste dimostrazioni, seppure riguardando una minoranza di studenti, le cosiddette “minoranze attive”, esprimono sensibilità ampiamente diffuse tra i giovani italiani. Negli ultimi mesi le nostre università hanno conosciuto una mobilitazione senza precedenti da diversi anni a questa parte. Le manifestazioni pro Palestina, però, sono solo gli episodi più recenti.
di Angela Nocioni
L’Unità, 30 aprile 2024
Traduttori che capiscono fischi per fiaschi, testimoni che incolpano qualcuno di essere dell’equipaggio dei trafficanti e spariscono puntualmente senza che nessuno si preoccupi di averli per l’incidente probatorio. Ma come le fanno le inchieste a Locri? Deve esserci una ragione nell’ostinazione con cui i giudici si accaniscono su Marjan Jamali, una donna di 29 anni, di Teheran, in attesa di giudizio in carcere dalla fine di ottobre perché indicata come scafista durante gli interrogatori in banchina, subito dopo lo sbarco, da tre uomini irakeni che durante la traversata verso la Calabria hanno tentato di stuprarla. Dopo che questo giornale ha riportato la denuncia sporta da Marjan nei confronti dei suoi violentatori presi per oracolo dagli inquirenti nonostante si siano dileguati e resi irreperibili appena firmata la dichiarazione d’accusa, alla ragazza è successo di tutto.
di Angela Nocioni
L’Unità, 30 aprile 2024
I due iraniani che accusano Maysoon Majidi sono in Germania, se li è dovuti andare a cercare il difensore perché la procura di Crotone ha preso per buona la traduzione e l’ha sbattuta in carcere. S’è dovuta occupare dell’Italia l’altro giorno la Hana Human Rights organization, di solito impegnata a denunciare le violazioni dei diritti delle persone compite dal regime degli ayatollah di Teheran. Increduli di fronte all’incubo giudiziario in cui è rinchiusa una nota regista e attivista curda per i diritti umani, Maysoon Majidi, 27 anni, arrestata a Capodanno a Crotone con l’accusa di essere una scafista e da allora in cella a Castrovillari senza possibilità di spiegare il (chiamiamolo) equivoco, hanno dovuto metter da parte per qualche ora gli ayatollah e occuparsi della repubblica italiana, la nostra.
di Filippo Fiorini
La Stampa, 30 aprile 2024
Piombino, da un ex resort diventato centro migranti i caporali reclutavano ogni giorno i braccianti per turni di dieci ore senza contributi né sicurezza. Il villaggio turistico La Caravella era un luogo di relax, poi è diventato un bacino per attingervi gli schiavi. “Due passi dal mare”, “una delle zone più belle della Costa Est”, “80 appartamenti”, “due piscine”, “solarium”, “un campo da tennis e un campo di calcetto”, si legge nell’annuncio dell’asta giudiziaria seguita alla messa in liquidazione, nel 2016, di questa struttura sull’Aurelia Sud, fuori Piombino, in provincia di Livorno. Una gara che andò più volte deserta, finché il resort fu acquisito da una coop e trasformato in un Cas, ovvero un centro di accoglienza straordinaria per migranti.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 30 aprile 2024
Una legge sui pentiti che prende spunto “dal modello italiano della lotta alla mafia”. Il ministro della Giustizia francese Eric Dupond-Moretti lancia la sfida alle grandi reti criminali organizzate (grandi trafficanti di droga e di armi), annunciando la creazione di una procura nazionale ad hoc (Pnaco), sulla falsariga delle già attive procure antiterrorismo (Pnat) e contro i crimini finanziari (Pnf). “Questo nuovo strumento rafforzerà il nostro arsenale giudiziario per lottare al meglio contro la delinquenza di alto livello ma anche per imprimere un nuovo slancio alla nostra organizzazione giudiziaria”, spiega il ministro in un’intervista alla Tribune du Dimanche.
di Enrico Franceschini
La Repubblica, 30 aprile 2024
Secondo indiscrezioni circolate in questi giorni a Gerusalemme e Washington, la Corte Penale Internazionale starebbe valutando se incriminare il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, per crimini di guerra e contro l’umanità commessi dallo Stato ebraico nella guerra nella Striscia di Gaza. Ecco una scheda per capire di cosa si tratta e cosa rischierebbe Netanyahu in caso di incriminazione.
di Guido Rampoldi
Il Domani, 30 aprile 2024
Quando l’esercito israeliano pareva ormai prossimo a lanciare l’attacco finale su Rafah, ecco riapparire all’orizzonte il fantasma che rovina i sonni e i piani del governo Netanyahu: la giustizia internazionale. Tre mesi fa il tribunale dell’Onu, sigla Icj, aveva intimato a Israele di porre fine agli “acts of genocide” inflitti ai palestinesi. Adesso, seguito prevedibile di quella pronuncia, è un altro prodotto dell’universalismo liberale, la Corte penale internazionale, a incupire governo e stato maggiore. Stando ai media israeliani, premier, ministri e generali potrebbero essere presto colpiti da ordini di cattura internazionale per crimini gravissimi.
di Chiara Cruciati e Giovanna Branca
Il Manifesto, 30 aprile 2024
Parla Triestino Mariniello, associato di diritto penale internazionale alla Liverpool John Moores University e parte del team legale che rappresenta le vittime palestinesi di fronte alla Corte penale internazionale.
- Iraq. Vent’anni fa le immagini da Abu Ghraib: ancora oggi quella tortura è impunita
- E poi c’è anche chi non tortura mai
- Una proposta rieducativa basata sul dare fiducia e responsabilità ai ragazzi “difficili”
- Calamandrei ha ragione: ai giudici serve l’anima
- Anche i magistrati sbagliano. Colloquio con Pierantonio Zanettin










