di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 26 aprile 2024
Eppure c’è chi non si è voltato dall’altra parte. Chi ha provato a scalfire il muro di silenzio. Segnalando un viso rovinato dalle botte, chiedendo spiegazioni alla direzione del carcere, scrivendo una relazione di servizio vera - tra le tante false che mascheravano gli abusi contestati oggi dai pm - oppure svelando in procura le radici malate di quello che verrà poi definito un “sistema”. C’è chi ha visto e ha parlato delle botte ai giovani detenuti del Beccaria.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 26 aprile 2024
Lunedì sono stati arrestati 13 agenti della Polizia penitenziaria per violenze sui giovani detenuti nel carcere minorile Beccaria; altri 8 agenti sono stati sospesi e ulteriori 4 indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura. “Un ragazzo era particolarmente irrequieto: è stato legato e pestato fino a massacrarlo di botte. Al mattino quasi non lo riconoscevo più... Le sue mezze confidenze sono state sufficienti: ho telefonato immediatamente alla famiglia, fuori da ogni protocollo ufficiale, e ho potuto parlare con il fratello, poi con la psicologa. Il ragazzo, con il nostro supporto, ha presentato denuncia”. Sarà stato un caso oppure no, ma “pochi giorni dopo era fuori, scarcerato, e aveva ritirato la denuncia.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 26 aprile 2024
Mariavittoria Rava, della fondazione impegnata dal 2020. “C’erano omertà e paura. Ora il cambiamento”. “Quello che è successo al Beccaria è gravissimo ma è un bene che sia emerso. Ora non si resti fermi a puntare il dito contro lo scandalo ma questo sia piuttosto una luce, l’inizio del cambiamento innescato da persone buone che hanno avuto il coraggio di parlare sgretolando un muro d’omertà”. Ne è convinta Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava - Nph Italia Ets che all’Istituto penale per minorenni Cesare Beccaria ha dato vita nel 2020 al progetto “Palla al centro”, “percorsi di rinascita per i giovani detenuti” frutto di un accordo di collaborazione con il Tribunale per i minorenni di Milano e il Centro per la giustizia minorile per la Lombardia.
di Monica Vaccaretti
nurse24.it, 26 aprile 2024
La salute dietro le sbarre, intesa non solo come sanità pubblica della comunità penitenziaria ma anche benessere individuale del più emarginato tra i detenuti, è stata grandemente compromessa dopo i gravi fatti capitati al carcere minorile Cesare Beccaria di Milano. Violare il corpo e l’anima di quei ragazzi mentre scontano la loro pena, per quanto possano aver sbagliato secondo la legge quando stavano fuori, non ha attenuanti. Si apprende che uno di loro era riuscito a fuggire a Natale, è stato ripigliato come il peggior criminale evaso e ricondotto nel suo inferno. Pare una beffa che nella prigione per ragazzi, che porta il nome del grande giurista illuminato del Settecento, nonno di Alessandro Manzoni, si siano compiuti atti non occasionali di una brutalità inaudita che violentano la comune sensibilità pubblica ed offendono uno dei più celebri trattati di diritto penale, “Dei delitti e delle pene”.
Ristretti Orizzonti, 26 aprile 2024
Il Senatore dei Dem: “Ho chiesto al Ministro quali azioni intende intraprendere per garantire all’interno degli istituti penitenziari italiani forme di efficace controllo idonee a prevenire e a contrastare gli episodi di violenza e maltrattamenti ai danni dei detenuti”. “Il 22 aprile sono stati arrestati 13 agenti della polizia penitenziaria accusati di maltrattamenti sui minorenni detenuti nell’Istituto Penale per i Minorenni di Milano “Beccaria”. La Polizia di Stato e il Nucleo Investigativo Regionale per la Lombardia della Polizia Penitenziaria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano avrebbero eseguito un’ordinanza emessa su richiesta dei Pm del V Dipartimento, con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti dei 13 agenti, 12 dei quali tuttora in servizio presso” il carcere di Milano, nonché la “misura della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici nei confronti di ulteriori 8 dipendenti dello stesso corpo di polizia, anch’essi tutti in servizio, all’epoca dei fatti, presso la medesima struttura detentiva per minori”. A sottolinearlo in una nota è il senatore milanese Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD al Senato, che annuncia di aver presentato sul caso un’interrogazione parlamentare.
quibrescia.it, 26 aprile 2024
In questa lettera indirizzata al sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari sono raccontate le terrificanti condizioni della prigione bresciana, la più sovraffollata d’Italia. Venerdì 19 aprile la Garante dei detenuti Luisa Ravagnani è tornata a denunciare pubblicamente le condizioni disumane di Canton Mombello e in generale delle carceri italiane. Secondo le sue ricostruzioni, il sistema penitenziario del nostro Paese sarebbe peggiore di quando, nel 2013, l’Italia fu condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. In questa occasione Ravagnani ha anche reso pubblica una lettera firmata dal gruppo di detenuti “P4HR” e indirizzata al sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari. La lettera risponde alla domanda “Perché avremmo bisogno di settantacinque giorni di liberazione anticipata?”
di Alice Bertino e Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 26 aprile 2024
Giovedì 18 aprile, ad un mese dall’appello del Presidente Mattarella per fermare l’emergenza dei suicidi nelle carceri italiane (ad oggi 31 tra cui 3 agenti penitenziari), la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale ha promosso un momento di riflessione nazionale sulle morti dietro le sbarre. A Torino la garante del Comune Monica Cristina Gallo e la garante di Alessandria Alice Bonivardo hanno promosso una manifestazione in un luogo simbolo delle sofferenze delle patrie galere, il Museo del carcere “Le Nuove”, nella sala intitolata a suor Giuseppina De Muro che fu accanto ai prigionieri nel periodo dell’occupazione nazista.
di Biagio Salvati
Il Mattino, 26 aprile 2024
È rimasta lettera morta il bando pubblicato per due volte dalla Provincia di Caserta - e per due volte andato deserto - riguardante la nomina di un Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale”, incarico vuoto dal 4 luglio dello scorso anno dopo le dimissioni di Emanuela Belcuore, che si dimise per la nota vicenda giudiziaria. La nomina le era stata conferita dal presidente Giorgio Magliocca nel giugno del 2020. Era stata designata dopo un avviso pubblico e sulla base del curriculum dopo avere “acquisito le domande degli interessati, giusto avviso pubblico del 26 maggio 2020”.
di Alessandro Zago
La Tribuna di Treviso, 26 aprile 2024
Progetto educativo per promuovere la legalità. Si sono confrontati con i coetanei che studiano nella Casa circondariale. Abbattere i pregiudizi, questa è stata una delle più grandi conquiste del progetto educativo che ha coinvolto quattordici studenti dell’ultimo anno dell’International Baccalaureate Diploma Programme (IBDP) del Collegio Pio X di Treviso. Il percorso ha messo in relazione e in dialogo i giovani con gli allievi della scuola della casa circondariale di Treviso. In un primo momento, i referenti del progetto, il professore di Studi religiosi, don Stefano Grespan, per il Pio X, e Samuela Barbieri, insegnante di Lettere per la scuola in carcere gestita dal Cpia Manzi, hanno lavorato ognuno con il proprio gruppo di studenti. Entrambe le classi hanno provato a confrontarsi sul tema “Scuola” e sulle possibilità che questa può aprire per il futuro di ciascuno.
di Benedetta Capelli
vaticannews.va, 26 aprile 2024
Domenica prossima, 28 aprile, sarà il giorno delle prime volte. La prima volta di Papa Francesco a Venezia, di un Pontefice che visita la Biennale d’arte, di detenute che lo vedranno per la prima volta nella loro vita. Donne condannate in via definitiva che alla Giudecca hanno trovato il modo di rimettere insieme i pezzi della loro vita: chi iniziando a cucire, a lavorare in lavanderia, a specializzarsi in cosmesi. Alcune di loro hanno creato un rapporto di fiducia con gli artisti che animano il padiglione della Santa Sede dal titolo “Con i miei occhi”. Sono state ascoltate, valorizzate nei loro pensieri, hanno affidato le loro foto più care alle mani di chi le ha trasformate in quadri.
- Napoli. “Nati pre-giudicati”, di Stefano Cerbone: un film scritto dai detenuti di Secondigliano
- Il mondo cambiato dai ragazzi
- Migranti. I report sono chiari: l’agenzia Frontex lascia morire le persone in mare
- Migranti. “Un agente mi ha indicato la foto del capitano”
- L’anno più duro per i diritti umani. La rete di protezione è al collasso










