di Zita Dazzi
La Repubblica, 23 aprile 2024
L’ex cappellano dell’Istituto penale minorile: “A volte mi parlavano di qualche schiaffo, ma questi sono fatti gravi e i responsabili minacciavano i ragazzi”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 23 aprile 2024
“Sollicciano è un carcere fatiscente e i lavori annunciati dal Ministero della Giustizia non sono mai partiti”. È la denuncia dei deputati del Pd Debora Serracchiani e Federico Gianassi, ieri mattina in visita al penitenziario fiorentino. I due parlamentari, in particolare, hanno sottolineato “le infiltrazioni nelle celle, la mancanza di docce in molte di esse, l’organico carente degli agenti penitenziari, il sovraffollamento con 70 reclusi in più della capienza regolamentare”. L’ex assessore fiorentino Gianassi, amareggiato per il fatto che “i lavori sono fermi da 14 mesi”, ha poi ricordato la sua interrogazione parlamentare del 7 febbraio, “a cui non ho mai avuto una risposta dal governo”. Una denuncia apprezzata dal sindaco di Firenze Nardella: “Plaudo all’iniziativa dei parlamentari del Pd perché squarcia il velo di silenzio e indifferenza. Sollicciano è in condizioni allarmanti”.
di Mauro Zappa
Brescia Oggi, 23 aprile 2024
La visita di Bazoli e Girelli (Pd) e l’appello: “I 50 milioni destinati al nuovo penitenziario siano utilizzati per un nuovo padiglione sufficiente a ospitare tutti i detenuti di Canton Mombello, che non può essere riadattato”. Ieri mattina, nell’ambito dell’iniziativa nazionale sull’emergenza carcere organizzata dal Partito Democratico nazionale, i parlamentari bresciani Alfredo Bazoli e Gian Antonio Girelli hanno visitato il Nerio Fischione. “La situazione di sovraffollamento del carcere è allarmante - commentano: 385 detenuti attualmente presenti su una capienza ordinaria di 189, e tollerabile (categoria tutta italiana…) di 291.
di Emanuela Zanasi
Il Resto del Carlino, 23 aprile 2024
“Siamo oltre il 50% in più della capienza. Nonostante ciò, le condizioni dell’assistenza ai detenuti sono buone”. Visite ispettive dei parlamentari del Partito Democratico in oltre trenta carceri italiani nell’ambito dell’iniziativa chiamata “Bisogna aver visto”. Per Modena la delegazione era formata dal deputato Stefano Vaccari e dal consigliere regionale Luca Sabatini. I due esponenti pd hanno visitato il Sant’Anna incontrando il personale, agenti della penitenziaria e medici. Due le criticità riscontrate e di certo non nuove: il sovraffollamento dei detenuti e la carenza di personale. “Abbiamo appurato quella che ormai è una tendenza che si sta manifestando in tutto il paese - ha detto Vaccari al termine della visita - nell’ultimo anno e mezzo questo governo con un reato al giorno ha costruito le condizioni per il sovraffollamento di tutte le carceri italiane. Anche alla casa circondariale di Modena siamo oltre il cinquanta per cento in più della capienza massima prevista e ci sono quaranta agenti di polizia penitenziaria in meno rispetto alla dotazione prevista”. Sulla necessità di porre massima attenzione ai problemi delle carceri italiane ha insistito Debora Serracchiani, responsabile Giustizia della segreteria Pd.
garantedetenutilazio.it, 23 aprile 2024
Momento di confronto e dibattito al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, per affrontare e risolvere gli annosi problemi del sistema carcerario italiano. Oltre 61 mila detenuti con un tasso di affollamento del 119 per cento sui posti effettivamente disponibili. Sei condannati su dieci sono già stati in carcere almeno una volta, vale a dire il 60% della popolazione detenuta. Sono questi i numeri da cui partire per raggiungere l’obiettivo di mettere le persone detenute nella condizione di non ritornare nella condizione di detenzione, una volta scontata la pena, offrendo loro strumenti e occasioni per ricominciare. Questo il tema del convegno “Recidiva zero. Studio, formazione e lavoro in carcere”, organizzato dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), organo di rilievo costituzionale che entra così tra gli attori in campo per risolvere gli annosi problemi del sistema carcerario italiano. Nell’arco di una giornata di lavori si sono susseguiti numerosi interventi e sessioni tematiche.
di Dario De Martino
Il Mattino, 23 aprile 2024
Il provveditore regionale Castellano: “La scena è libertà e aiuta a ritrovarsi”. Il teatro come strumento di reinserimento nella società. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa “teatro carcere” in Campania, presentato ieri al teatro Mercadante. Un accordo innovativo che vuole portare non soltanto il teatro in carcere, ma anche i detenuti ad esibirsi nei teatri del territorio. Ma non solo. Nella stessa giornata c’è stata anche la presentazione dello spettacolo “Machbeth, cuore nero” che i detenuti della casa di reclusione di Arienzo stanno preparando insieme al magistrato Marco Puglia che svestirà la toga per vestire i panni da attore.
di Pietro Pellegrini*
L’Unità, 23 aprile 2024
È passato un anno dall’omicidio della psichiatra Barbara Capovani ed apprezzo le iniziative della Società Italiana di Psichiatria. È un giorno di lutto che idealmente ricorda anche la psichiatra Paola Labriola uccisa a Bari nel 2013 ed altri operatori meno noti come la terapista della riabilitazione Nadia Pulvirenti (Brescia, 2017), il medico di medicina generale Claudio Carosino (Busseto, 2010) e l’educatore Ateo Cardelli (Imola, 2000). Morti sul lavoro e nelle attività di cura da rendere più sicure anche per i pazienti: Giuseppe Casu, Francesco Mastrogiovanni, Elena Casetto, Abdel Latif... La qualità e la sicurezza delle cure richiedono azioni multilivello. Ben venga la possibilità di intervenire da parte delle Forze dell’ordine ma non basta.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 23 aprile 2024
Sì, lo so che questo giornale non è molto amato dalla magistratura, e in particolare dalla magistratura associata e in modo specialissimo dalle Procure. Non è amato perché succede molto spesso che critichi, anche in maniera ruvida, la magistratura e in particolare le Procure. E ai magistrati - come del resto ai potenti di ogni genere - le critiche piacciono poco e la ruvidezza piace niente. Però mi rivolgo ugualmente, oggi, alla Anm (il sindacato dei magistrati) per rivolgere una domanda un po’ maliziosa ma molto sincera. Come mai l’Anm, che spesso interviene nel dibattito politico nazionale, specialmente su questioni che riguardano la magistratura e la giustizia, non ha sentito il dovere di un suo intervento politico sul caso Iuventa?
di Domenico Quirico
La Stampa, 23 aprile 2024
Dall’Ucraina al Medio Oriente i conflitti stanno diventando una morale stabile. Come nel 1914 il fanatismo domina non solo nelle tirannidi ma anche nelle democrazie. E se questo fantastico, mostruoso sforzo, e questi lutti innumerevoli fossero senza scopo? Se questo sforzo doloroso, metodico, immenso, lento tanto che dura da due anni e sembra senza fine e si abbarbica e scava tane e si caccia avanti e procede a sbalzi, pompando tutte le energie, tutte le ricchezze da molte nazioni e che ha dietro le sue spalle tutto quello che esige per il suo sforzo, fosse senza scopo? Se la fecondità della guerra anche quella vittoriosa (ma tutti spergiurano di poter vincere!) fosse null’altro che un’ombra? Una ipotesi, terribile: tutte le previsioni degli economisti che attendono l’esaurimento della ricchezza del nemico, le previsioni degli strateghi che aspettano di vedere, da un momento all’altro, il vincitore cadere seppure esausto sul vinto, tutte le profezie facili e per questo da due anni irreali, potrebbero essere sbagliate e l’unica vera è la parola del Papa, che dice con tono tolstoiano, inascoltato e sempre più flebile: è inutile.
di Alice Scialoja
L’Espresso, 23 aprile 2024
“Abbiamo visto la violenza e il prezzo che si paga; l’abbiamo abbandonata perché non porta a niente”. Dialogo con Elie Avidor e Sulaiman Khatib, che oggi militano in un’associazione contro la guerra. Disturbiamo l’ordine, la pace del sistema che è andato avanti in questi anni, resistiamo. In tutti i modi possibili: manifestiamo, aiutiamo la gente. C’è molto da fare in Cisgiordania dove i coloni aggrediscono le comunità palestinesi; li aiutiamo a ricostruire le case distrutte, accompagniamo i pastori e stiamo con loro. Combattiamo l’occupazione in modo non violento”. Elie Avidor, ebreo israeliano, 72 anni, spiega così le attività di Combatants For Peace, l’associazione pacifista a doppia conduzione, israeliana e palestinese, di cui fa parte. È in Italia assieme a Sulaiman Khatib, fondatore di Combatants, palestinese, 50 anni. Sono amici. Ospiti a Fano dell’iniziativa Circonomia per raccontare il proprio impegno e le ragioni di una trasformazione radicale. “L’associazione nasce da ex combattenti di entrambi i lati: i palestinesi erano freedom fighter, gli israeliani soldati dell’esercito”, prosegue Avidor. “Sulaiman si è fatto dieci anni di galera, io la guerra sulle alture del Golan. Abbiamo visto la violenza e il prezzo che si paga; l’abbiamo abbandonata perché non porta a niente. Siamo in un ciclo di violenza che va avanti da anni, a vuoto”. Kathib racconta di aver imparato in carcere il potere dell’azione non violenta, con uno sciopero della fame. Cfp è stata fondata da ex combattenti ma ha poi aperto le porte a tutti: “I nostri due direttori, per esempio, non hanno mai preso le armi né sono stati in prigione e al momento sono donne”, precisa.
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