di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 23 aprile 2024
Le fosse comuni sedimentano l’orrore nell’immaginario globale: è l’abuso definitivo. Quella di Bucha resterà nell’immaginario europeo grazie ai leader politici che vi hanno fatto visita. Quelle di Gaza no. La sotto-rappresentazione dei crimini di guerra di Israele è una delle unità di misura di questa offensiva, funzionale all’adesione a un modello di cittadinanza diseguale. Domenica un bombardamento israeliano su Rafah ha ucciso sedici bambini e sei donne. Nelle stesse ore veniva alla luce una nuova fossa comune, all’ospedale Nasser di Khan Younis, dopo il lungo assedio israeliano terminato il 7 aprile scorso: 283 corpi dentro buste di plastica, molti legati, tanti uccisi da distanza ravvicinata, probabilmente giustiziati. Donne, bambini, anziani. Quando l’offensiva finirà, a Gaza si camminerà sui cadaveri.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 23 aprile 2024
Il team guidato dalla francese Colonna sottolinea che l’agenzia dovrebbe controllare meglio il personale ma Israele non ha ancora fornito prove a sostegno delle sue affermazioni contro gli operatori. “A marzo Israele ha reso pubbliche affermazioni secondo cui un numero significativo di dipendenti dell’Unrwa sono membri di organizzazioni terroristiche. Tuttavia, Israele deve ancora fornire prove a sostegno di queste affermazioni”, è quanto riporta il rapporto Colonna, commissionato dalle Nazioni Unite a seguito delle accuse israeliane sui presunti legami del personale dell’Unrwa con Hamas.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 22 aprile 2024
L’associazione lancia l’allarme con il nuovo rapporto dal titolo “Nodo alla gola”: “Un episodio ogni tre giorni e mezzo”. Continua l’emergenza suicidi nelle carceri italiane: dopo il 2022 (anno record con 85 casi accertati), il 2023 e il 2024 continuano a registrare numeri impressionanti. E se non si inverte questa tendenza l’anno in corso potrebbe superare il tragico record di due anni fa. A lanciare l’allarme è l’associazione Antigone, che pubblica oggi il suo nuovo dossier sulla condizione delle carceri in Italia con il titolo “Nodo alla gola”.
di Liana Milella
La Repubblica, 22 aprile 2024
La denuncia di Antigone: “Il malessere che nelle celle non viene capito”. Ecco il drammatico rapporto dell’associazione che meticolosamente elenca i suicidi, ne descrive le cause, e denuncia le inadeguatezze delle patrie galere e le responsabilità di chi le dirige. Cento suicidi in cella. In due anni. Ottantotto detenuti si sono impiccati. Cinque sono morti col gas. Tre per lo sciopero della fame. E altri tre si sono tolti la vita a seguito di incendi che loro stessi avevano provocato. È il “nodo alla gola” che quest’anno racconta il rapporto di Antigone, l’associazione che da anni si batte “per i diritti e le garanzie nel sistema penale” documentandone i numeri, le manifeste carenze, l’indifferenza della politica rispetto alle cifre drammatiche, con leggi e norme che producono sempre più galera, proprio come sta avvenendo col governo Meloni.
di Rosita Rijtano
lavialibera.it, 22 aprile 2024
“Uno Stato che continua a fallire nella cura dei più deboli non ha ragione di essere”, dice, “immaginare alternative al carcere si può”. Nelle carceri “i suicidi non sono un atto individualistico. Sono il riflesso di questo sistema insostenibile, che purtroppo la stretta securitaria del governo continuerà ad alimentare”. Così la senatrice Ilaria Cucchi commenta il XX dossier annuale dell’associazione dei diritti dei detenuti Antigone. Un report che nel 2024 punta i riflettori sui numeri delle morti volontarie e sulla sofferenza psichica negli istituti penitenziari, definita “emergenza continua”.
di Mariella Parmendola
La Repubblica, 22 aprile 2024
“Il carcere va sempre peggio perché i detenuti non votano. Nessun governo è stato veramente attento nei decenni perché non porta consensi. Questo di oggi, però, fa del marcire in galera il suo mantra e poi la pentola a pressione esplode”. È una questione politica quella della situazione carceraria in Italia. Lo dice Daria Bignardi che alla “Repubblica delle Idee” presenta un racconto lungo 30 anni sulle carceri e le storie dei detenuti. “Liberato dopo essere rimasto in una rete impigliato a lungo”, racconta la giornalista nel Teatro di Corte di Palazzo Reale a Napoli.
di Giulia Merlo
Il Domani, 22 aprile 2024
Il Governo chiede aiuto al Terzo settore e con il Cnel prova ad affrontare il problema del sovraffollamento carcerario. L’idea è anche quella di dare più possibilità chi ha già scontato la pena: sono troppo pochi i detenuti che lavorano. Il lavoro è lo strumento fondamentale per rendere il carcere un luogo di riabilitazione e reinserimento sociale per i detenuti. Attraverso il lavoro, dentro e fuori dal carcere, i detenuti iniziano un vero percorso che rende il tempo della pena non solo afflittivo ma anche un’occasione per trovare una nuova strada lontana dalla delinquenza. Per questo il ministero della Giustizia e il Cnel hanno sottoscritto un accordo interistituzionale nel 2023 che parte da questo presupposto. Con un obiettivo finale riassunto nello slogan: “Recidiva zero”. Una sfida ideale, come ha spiegato il presidente del Cnel Renato Brunetta alla presentazione dell’iniziativa, che ha come finalità quella di abbassare il più possibile un numero: il 68 per cento di recidiva. Ovvero, il dato per cui chi ha commesso reati che lo hanno portato in carcere nel 68 per cento dei casi ne commetterà altri.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 22 aprile 2024
Nel 2023 il 37 per cento degli aumenti degli ingressi per aver violato il testo unico sugli stupefacenti. Gli istituti penali per minorenni sono 17 in tutta Italia e al 29 febbraio 2024 i ragazzi detenuti erano in tutto 523, di cui 18 donne. Questa è la fotografia scattata da a gennaio 2024 dall’Associazione Antigone nel rapporto Ragazzi Dentro, che registra poco più del 50 per cento di detenuti di origine straniera, 254 sul totale. L’istituto di pena per minorenni con più presenze è il Beccaria di Milano, con 69 ragazzi, mentre quelli con meno sono Quartucciu in Sardegna, con 8 ragazzi presenti, e Pontremoli in Toscana, unico istituto femminile d’Italia, con 8 ragazze. Le altre 5 sono tra Napoli e Roma.
di Ana Fron
ancoraonline.it, 22 aprile 2024
La mediazione culturale in carcere è una pratica indispensabile che per lungo tempo in Italia è stata disattesa, con il risultato di peggiorare la già difficile situazione, sia dei detenuti stranieri che degli operatori che li hanno in cura e osservazione. Ma cosa vuol dire fare mediazione culturale? Con la mediazione culturale si intende dare assistenza culturale ai detenuti stranieri e agli operatori dell’istituto, mettendo queste due tipologie, interconnesse per forza di cose, in comunicazione.
di Riccardo Arena
Ristretti Orizzonti, 22 aprile 2024
“Senza Dignità”: è il titolo dell’incontro, organizzato da Radio Radicale e dalla rubrica Radio Carcere, che si terrà a Roma il 23 aprile alle ore 15.30, presso il Dipartimento di Giurisprudenza (Sala del Consiglio) dell’Università Roma Tre. Incontro dove parteciperà anche il Ministro della Giustizia Carlo Nordio e dove per la prima volta i Presidenti nazionali dell’Anm e dell’Unione delle Camere Penali Italiane si confronteranno sull’emergenza carceraria.
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