di Pierfrancesco Curzi
Il Fatto Quotidiano, 18 aprile 2024
“Tremila migranti? Qui al massimo ne entra un migliaio”. “Questa è un’area militare, non si può entrare”. Una strada stretta e tortuosa percorre il perimetro dell’ex base utilizzata fino ai primi anni Novanta in tempo di Guerra Fredda, quando anche il sistema dittatoriale albanese è collassato seguendo l’esempio di quanto accaduto in Russia e Jugoslavia. È lì dentro, oltre un cancello sigillato e controllato a vista da zelanti guardiani, che sorgerà una copia del Centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria. Non siamo alla periferia ovest di Roma, ma nell’Albania settentrionale, a una manciata di chilometri dal confine col Montenegro, in una zona distante da tutto e tutti. Occhio non vede, cuore non duole. È la metà di aprile e secondo la volontà espressa dal nostro governo il centro di raccolta dei migranti tra i villaggi di Gjader e Kakariq dovrebbe entrare in funzione il 20 maggio prossimo anche se secondo documenti della Difesa citati da Repubblica ormai è chiaro che tutto sarà rinviato a novembre.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 18 aprile 2024
Accordo su tre progetti per 100 milioni di euro, ma con il presidente non si parla di flussi. La visita lampo di ieri in Tunisia della prima ministra Giorgia Meloni ha rilevato due aspetti. Il primo è che i rapporti tra Roma e Tunisi continuano a essere solidi, nonostante in passato il presidente della Repubblica Kais Saied abbia sollevato a più riprese diverse criticità sull’operato della sponda nord del Mediterraneo. Il secondo è che la retorica scelta da Palazzo Chigi tende a scontrarsi con la realtà che sta vivendo il piccolo Stato nordafricano.
di Leonardo Di Paco
La Stampa, 18 aprile 2024
Il materiale (spesso pericoloso) viene stipato nei container e spedito in Tunisia, Ghana, Senegal e Mauritania. Un giro d’affari illecito che nel mondo vale 20 miliardi di euro. Solo negli ultimi mesi sono scattati sequestri in Toscana, Campania ed Emilia-Romagna. Non serve essere dei giramondo, neppure degli esperti di geo-economia; basta aprire YouTube e scrivere “rifiuti Africa” per rendersi conto della portata del fenomeno. I video di adulti e bambini intenti a camminare in nauseanti poltiglie nere, scalare montagne di rifiuti o a bruciare ogni tipo di spazzatura, tessile o elettronica non fa differenza, sono centinaia. E mostrano senza filtri il lato oscuro del consumismo Occidentale che trasforma l’Africa (ma non solo) in una pattumiera dove gettare quotidianamente tonnellate di scarti, che spesso non sono neppure rifiuti veri e propri ma solo prodotti “sorpassati” da altri più moderni e performanti. L’attività di queste persone in inglese ha un nome specifico, “scrapping”, e rappresenta una vera e propria industria a mani nude: apertura, divisone delle parti, selezione, rottamazione dell’oggetto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 aprile 2024
Nel cuore della controversia che attanaglia le istituzioni penitenziarie italiane, emerge un dubbio dilagante: tra annunci mediatici e bufale politiche, cosa resta davvero di concreto per risolvere la crisi carceraria che affligge il Paese? Due vicende, apparentemente distinte ma intimamente collegate, gettano luce su questa oscura realtà. Il primo capitolo di questo dramma si svolge a Cagliari-Uta, dove si annuncia l’apertura del Padiglione 41bis della Casa Circondariale Ettore Scalas. Tuttavia, la realtà si rivela ben diversa dalle prospettive dipinte dagli annunci ufficiali. Il taglio del nastro, inizialmente previsto per il 20 marzo, è stato rimandato sine die.
di Pietro Pellegrini*
Il Manifesto, 17 aprile 2024
Nel 2024 sono già 31 i suicidi avvenuti nelle carceri. Ogni suicidio è un evento sentinella che richiede un’analisi organizzativa a maggior ragione quando il tasso è 20 volte superiore a quello della popolazione generale. Dagli studi emerge la rilevanza di periodi critici (udienze, fine pena), delle stagioni (l’estate), delle sedi della detenzione (media sicurezza) e del sovraffollamento. Nel 2024 i detenuti hanno superato 61 mila con un incremento di 400-500 persone al mese. In carcere risultano 20 madri con 21 bambini. Il suicidio riguarda anche gli agenti della polizia penitenziaria che hanno tassi di suicidio doppi rispetto alle altre Forze dell’Ordine e tripli rispetto alla popolazione generale.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2024
È questo l’indulto mascherato previsto in una proposta di legge del renziano Roberto Giachetti, che martedì, grazie all’assist decisivo di Forza Italia, sarà incardinata in Commissione Giustizia alla Camera. Come soluzione al dramma dei suicidi in cella - già 16 quest’anno, l’ultimo giovedì a Genova - Giachetti vuole potenziare il beneficio della liberazione anticipata, volgarmente detto “sconto di pena per buona condotta”. Al momento, se il detenuto “ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione”, possono essergli abbuonati 45 giorni ogni sei mesi: se la proposta diventerà legge, si passerà per due anni a 75, dopodiché a 60 a tempo indeterminato. Insomma, un anno di pena si ridurrebbe a sette mesi e poi a otto. Un regalo retroattivo di cui potrebbero godere i condannati per qualsiasi reato: in primis i colletti bianchi, ma anche assassini, stupratori e persino i mafiosi non pentiti. La liberazione anticipata, infatti, è l’unico beneficio escluso dal regime dei reati ostativi.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 17 aprile 2024
La leggina sfolla-carceri lentamente va ed è già questa una notizia. A fronte di un grande sovraffollamento carcerario, infatti, che aumenta al ritmo di 400 presenze in più ogni mese (sono 61.049 i detenuti al 31 marzo), il governo sa che presto si supererà la linea rossa e che sarà inevitabile una procedura d’infrazione europea. Si cerca di correre ai ripari, allora. E perciò viene guardato con occhio benevolo, anche se in totale silenzio perché la Lega è pronta a farne un caso, un ddl presentato in Parlamento da Roberto Giachetti, Italia Viva.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 aprile 2024
Lunedì 29 aprile la proposta del deputato di Italia viva Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale, elaborata insieme alla presidente di Nessuno Tocchi Caino, Rita Barnardini sbarcherà in Aula alla Camera. Oggi ci sarà l’ultima audizione, quella del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, e domani scadrà il termine per gli emendamenti. Ma intanto ieri l’Antimafia si è spaccata sulla proposta, come rilevano le audizioni del procuratore nazionale della Dnaa Giovanni Melillo e del procuratore aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita. Il primo, anche se non esplicitamente, ha fatto capire che sarebbe favorevole alla misura, escludendo però dai benefici i detenuti per delitti di mafia e terrorismo. Mentre il secondo la ritiene una forma di indulto, arrivando addirittura a dire che sarebbe “un messaggio ai detenuti”, affermazione che lo ha condotto ad un botta e risposta con l’onorevole Giachetti.
di Davide Varì
Il Dubbio, 17 aprile 2024
Il messaggio del Colle all’evento del Cnel. Poi L’intervento alla cerimonia per l’intitolazione del Csm a Vittorio Bachelet. “Rivolgo un saluto agli organizzatori, ai relatori, ai partecipanti alla giornata di studi dedicata all’istruzione, formazione e lavoro in carcere. Si tratta di un tema di significativo rilievo in considerazione della primaria funzione della formazione e del lavoro che rappresentano una concreta occasione per il reinserimento sociale dei detenuti, anche una volta usciti dal carcere. Auspico che l’esame delle importanti tematiche possa portare a utili risultati e formulo i migliori auguri”. Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), Renato Brunetta, in occasione dell’evento dal titolo “Recidiva zero, studio, formazione e lavoro in carcere”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 17 aprile 2024
Il ministro della Giustizia e il presidente del Cnel hanno presentato “Recidiva zero”, l’operazione che vuole mettere a sistema tutti gli attori, istituzionali e non, che creano “iniziative di studio, formazione e lavoro in carcere”. Sei detenuti condannati su dieci sono già stati in carcere. Avessero avuto un un’opportunità lavorativa sarebbero solo due su cento. Con questa stima in mente, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il presidente del Cnel, Renato Brunetta, hanno dato vita a “Recidiva zero”. Lo hanno presentato martedì, a villa Lubin, assieme ai primi risultati di un’iniziativa che vuole mettere a sistema tutti gli attori, istituzionali e non, che creano “iniziative di studio, formazione e lavoro in carcere”. “Concreta occasione per il reinserimento sociale dei detenuti”, ha evidenziato in un messaggio il presidente Sergio Mattarella.
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