di Gianpaolo Catanzariti
Il Dubbio, 12 aprile 2024
Sull’emergenza carceri, nel Parlamentino delle toghe sono prevalse logiche correntizie. E intanto l’Ipsos dice che il 45% degli italiani non si fida dei magistrati. Il documento del comitato direttivo centrale dell’Anm, del 7 aprile scorso, sull’emergenza carceri è stato il frutto di una faticosa opera di mediazione per salvaguardare l’unità del sindacato delle toghe. Ma siamo poi così sicuri che l’unità delle correnti sia un bene? Siete davvero convinti, cari magistrati associati, che salvaguardando gli equilibri correntizi abbiate reso un servizio utile e vantaggioso per il Paese?
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 12 aprile 2024
Dall’inizio dell’anno 30 detenuti si sono tolti la vita in carcere con una media di 1 ogni 3 giorni. Una tendenza che, se confermata, assegna al 2024 il titolo di anno nero per le strutture penitenziarie, superando anche il 2022 quando dietro le sbarre si uccisero 84 persone. A illustrare il dato in audizione sul Rapporto sulla situazione carceraria 2023 in commissione Diritti umani al Senato sono stati i volontari di Antigone, l’associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale” che a breve presenterà il rapporto intitolato “Nodo alla gola” proprio per richiamare l’attenzione su quella che viene definita una “vera e propria emergenza”.
di Claudio Bottan*
Il Dubbio, 12 aprile 2024
Con un articolo a firma del direttore Francesco Lo Piccolo, la scorsa settimana Voci di dentro si è occupata della vicenda di Wail Boulaied. Nato in Marocco, ma in Italia da quando aveva 7 anni, il giovane ha avuto un’infanzia devastante: un padre che lo picchiava e un passato fatto di droga, furti, e incendi. Un’escalation fino a quattro anni fa quando, dopo una notte a base di alcol e psicofarmaci, Wail in compagnia di un amico uccide una donna. In primo grado il ventiquattrenne è stato condannato all’ergastolo, successivamente la corte d’Appello ha concesso le attenuanti generiche riducendo la pena a 27 anni. Un crimine odioso, di quelli che rendono difficile la vita anche in carcere, tant’è che spesso gli autori di simili reati vengono collocati nelle sezioni protette. Così non è stato per Wail. Al carcere di Padova dove, grazie al personale medico e ai volontari, la sua esistenza aveva cominciato a prendere la giusta strada, addirittura lavorava come portavitto. Insomma, un inizio di cambiamento.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 12 aprile 2024
La legge approvata in Senato Indebolisce sia privacy sia indagini perché il Ministero non sa rimediare alla saturazione dell’Archivio Digitale Intercettazioni. Indagini indebolite e, nel contempo, privacy indebolita per gli indagati e per i terzi interlocutori di mail, chat o sms sequestrati dai magistrati su telefoni e pc: era difficile fare l’en plein, per un legislatore che diceva di voler giustamente tutelare “la vita delle persone racchiusa ormai nei nostri cellulari”, ma Parlamento e Governo ci sono riusciti nel testo di elaborazione congiunta approvato dal Senato mercoledì. Anche a costo di disattendere le conclusioni dell’”indagine conoscitiva” proprio della commissione Giustizia del Senato presieduta da Giulia Bongiorno. Il 20 settembre 2023 raccomandava di far custodire i messaggi (considerati non più “documenti” sequestrabili e duplicabili dal pm, ma “corrispondenza” sequestrabile su autorizzazione del gip) in una apposita partizione dell’ADI-Archivio Digitale Intercettazioni: quello cioè dove già da anni confluiscono tutte le intercettazioni segrete in corso, prima che soltanto quelle rilevanti per il processo (e non anche quelle zeppe di fatti privati e dati sensibili) vengano depositate.
di Paola Di Caro
Corriere della Sera, 12 aprile 2024
FI e Lega: noi vogliamo la rettifica. Pd e M5S all’attacco. A sorpresa, e senza accordo preventivo nella maggioranza che dovrà riunirsi per fare il punto, torna l’ipotesi del carcere per i giornalisti per il reato di diffamazione con pene fino a 4 anni e mezzo. È l’effetto di alcuni emendamenti presentati in commissione Giustizia alla Camera dal relatore del provvedimento sulla diffamazione Gianni Berrino, di Fratelli d’Italia. Che introduce di fatto un nuovo articolo, il 13 bis: “Chiunque, con condotte reiterate e coordinate, preordinate ad arrecare un grave pregiudizio all’altrui reputazione, attribuisce a taluno con il mezzo della stampa” fatti “che sa essere anche in parte falsi è punito con il carcere da 1 a 3 anni e con la multa da 50 mila a 120 mila euro”. Se si sa che l’offeso è innocente la pena aumenta da un terzo alla metà, cioè fino a 4 anni e mezzo di carcere.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 12 aprile 2024
Il linguaggio giuridico non può essere oscuro e incomprensibile. Federigo Bambi, professore di Storia del diritto medievale e moderno e di lingua giuridica nell’Università di Firenze (è anche accademico ordinario della Crusca) sottolinea l’importanza della chiarezza da parte degli operatori del diritto, senza tralasciare il delicato ruolo del legislatore nella redazione di testi che sono rivolti a tutti i cittadini.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 12 aprile 2024
Non piace al senatore Scarpinato la riforma appena approvata dal Senato, che rafforza le garanzie del cittadino il cui smartphone venga sottoposto a sequestro. C’è tutta la nostra vita privata, la più intima ed inviolabile, nella capiente memoria del nostro ormai inseparabile strumento di comunicazione con il mondo, e dunque si sta finalmente stabilendo che l’eventuale suo sequestro debba essere vagliato da un Giudice, e non più affidato alla solitaria iniziativa del Pubblico Ministero. Quando doverosamente si rafforzano le garanzie del cittadino nei confronti del potere investigativo dello Stato, occorre prevedere tempi serrati ma adeguati a dare effettività a quelle regole di tutela. Tempi per il giudice di vagliare, discernere, decidere; tempi per il cittadino di difendere la riservatezza della propria vita. Ma secondo lo Scarpinato-pensiero, “i malintenzionati” a cui lo smartphone sia stato sequestrato, avranno ora il tempo di accedere dal computer a “wapp web”, e cancellare le chat che li inguaiano. Scarpinato dovrebbe sapere benissimo che queste operazioni di cancellazione non avranno alcuna efficacia reale, ma non è questo il punto.
di Alberto Cisterna
Il Riformista, 12 aprile 2024
In un paese in cui il codice penale non riesce a impedire scandali e mascalzonate, è davvero buffa l’idea di rispolverare il vecchio arnese del codice etico per porre rimedio ai guasti di una classe politica, a tratti, palesemente inadeguata. L’armamentario dei codici etici appartiene a un tempo passato quando ancora si riteneva che precetti morali e collegi di probiviri potessero arginare la tendenza di taluno a occuparsi di affari o imbrogli vari. Poi è impattata sul problema la stessa magistratura, con lo scandalo Palamara, e l’esperienza dei probiviri dell’Anm ha suscitato perplessità e incertezze non essendo apparso uno strumento del tutto convincente. Se le stesse toghe hanno avuto difficoltà a destreggiarsi con condotte penalmente irrilevanti e asseritamente in contrasto con l’etica associativa, c’è da immaginarsi cosa accada o possa accadere altrove. È intuitivo che la questione sia molto più complessa e si avvertono in filigrana gli scricchiolii di una visione del mondo, di una cosmologia e di un’antropologia insieme, che non tengono il passo di una modernità dissolvente.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 12 aprile 2024
Questione morale e sinistra: abbiamo chiesto il parere di Luciano Violante, l’ex magistrato che è stato parlamentare dal 1979 al 2008 e Presidente della Camera dal 1996 per cinque anni.
Il garantismo è un valore universale?
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 aprile 2024
Dopo anni di gogna la macchina mediatica si è inceppata: nessun titolone sull’assoluzione di Claudio Foti, mostrificato senza pietà da giornali e tv. “Il lavaggio del cervello per dare i bimbi in affido”. “Manipolavano i bambini per darli in affido agli amici”. “Vergogna affido, elettroshock e bimbi plagiati”. “Abusi e lavaggio del cervello ai piccoli”. “Scoperta tratta di bimbi”. “Bimbi affidati per soldi”. “Emilia, le carte horror sui ladri di bambini a colpi di elettroshock”. “Elettroshock ai bambini per portarli via ai genitori”. E ancora: “Il metodo Foti”, in varie salse, e altre fantasiose leggende. Le frasi che riportiamo qui sono solo alcune delle centinaia apparse sulle prime pagine dei giornali all’indomani dell’operazione “Angeli e Demoni”, messa a segno dai Carabinieri di Reggio Emilia il 27 giugno 2019.
- Pavia. È morto in ospedale il detenuto di 42 anni che si era impiccato alcuni giorni fa
- Udine. Il Garante dei detenuti: “Le nostre richieste ancora inevase”
- Parma. Nessuna “divisione”, l’AIGA di conferma il proprio impegno per migliorare concretamente le condizioni dei detenuti
- Benevento. In tribunale un “macabro manifesto” sui suicidi in carcere
- Viterbo. L’associazione Gavac, 50 anni in campo per il reinserimento dei detenuti










