lanuovacalabria.it, 7 aprile 2024
“Nel carcere di Rossano abbiamo un detenuto modello che si chiama Angelo Marino, condannato per omicidio di camorra ma totalmente innocente, recluso per pura convinzione della corte. Stiamo preparando la revisione del suo processo tramite l’avvocato Baldassare Lauria, ma intanto lui è dentro da 11 anni, nel silenzio e nell’ombra”. È la denuncia pubblica di Bo Guerreschi, presidente dell’Ong internazionale “Bon’t worry”, nel corso di un convegno sui diritti fondamentali svoltosi nell’auditorium del Centro di giustizia minorile di Catanzaro, promosso dalla stessa organizzazione su iniziativa dell’ex senatrice Silvia Vono, che ne è dirigente nazionale, e cui da remoto ha partecipato il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto.
di Carlo Marino
farodiroma.it, 7 aprile 2024
La Corte europea dei diritti umani più di una volta ha condannato l’Italia, patria dell’illuminista italiano Cesare Beccaria autore del volume Dei delitti e delle pene pubblicato nel 1764, per trattamenti inumani o degradanti subiti dai ricorrenti detenuti e, allo stesso tempo, ha affrontato il problema strutturale del disfunzionamento del sistema penitenziario italiano. L’Italia è stata condannata diverse volte per la violazione dell’art. 3 della Convenzione europea dei diritti umani (Cedu).
di Alessia Candito
La Repubblica, 7 aprile 2024
Davide è un ragazzo che ha fatto errori, ma neanche dopo l’arresto e la condanna ne ha mai parlato con la madre. Ha trovato il coraggio grazie alla musica, al rapper Kento e ad alcune associazioni. Il senso di colpa, la vergogna, il rimpianto per quello che non è stato fatto, i consigli mai ascoltati, il dolore imposto ai più vicini. “Non ero mai riuscito a chiedere scusa a mia madre per i reati commessi - racconta Davide - non al momento dell’arresto, non al processo e nemmeno ai colloqui”. Poi è arrivato il rap, il laboratorio settimanale al penale minorile di Catanzaro che l’ha trasformato in linguaggio noto e strumento per condividere quello che rimane dentro e rischia di diventare un ostacolo nel percorso di ricostruzione.
corriereirpinia.it, 7 aprile 2024
Un posto di rilievo nella pluridecennale e a dir poco variegata attività artistica di Luca Pugliese, pittore, musicista, architetto, cantautore, vanta l’impegno solidale a favore della popolazione detenuta avviato nel lontano 2013 con la tournée musicale gratuita Un’ora d’aria colorata, che nell’arco di un decennio ha visto il musicantautore campano esibirsi in ben 35 concerti in diversi istituti penitenziari italiani e far dono della sua musica ristoratrice a migliaia di detenuti.
di Nicola Corradini
Gazzetta di Mantova, 7 aprile 2024
I ragazzi dell’Agesci oggi incontrano in San Lorenzo la direttrice della casa circondariale di via Poma: appuntamento alle 17. Una giornata dedicata alla vita quotidiana di chi sta in carcere, con dibattiti assieme a studenti delle scuole superiori e l’inaugurazione di una mostra nel pomeriggio alla rotonda di San Lorenzo. L’hanno intitolata “Fuori le Sbarre”. A organizzare oggi questa lunga riflessione sulla vita di chi è in prigione è il gruppo scout Agesci del Mantova 7. Sono trentacinque ragazzi tra i diciassette e i ventuno anni guidati da uno staff di tre capi, Beatrice Danese, Maddalena Sbravati e Andrea Tenca, che, col supporto di don Massimiliano Cenzato, hanno iniziato lo scorso ottobre ad interessarsi su questo mondo parallelo che si trova dietro le mura e dietro le sbarre del penitenziario.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 7 aprile 2024
“Rawls è stato attaccato incessantemente, e da molte direzioni, perché la sua teoria della giustizia ha quel tipo di contenuto che suscita forte disaccordo”. Così scrive Thomas Nagel nel primo capitolo della Cambridge Companion to Rawls, un saggio dedicato al rapporto tra il pensiero del filosofo americano e la tradizione liberale. “Sebbene lo stile di presentazione sia sempre accomodante e mai provocatorio - continua Nagel - i punti di vista che egli esprime sono decisamente controversi (…) Ciò che Rawls ha fatto è stato combinare i forti principi di uguaglianza sociale ed economica associati al socialismo europeo con gli altrettanto forti principi di tolleranza pluralistica e di libertà personale associati al liberalismo americano, e lo ha fatto attraverso una teoria che li riconduce ad un fondamento comune”. Libertà e uguaglianza, dunque, stanno al centro della teoria rawlsiana, come due principi indispensabili e non contrattabili ma non separati e distinti, ma legati da un’origine comune.
di Angela Stella
L’Unità, 7 aprile 2024
Nel rapporto dell’Irc gli ostacoli burocratici, i ritardi, le discriminazioni che rendono la richiesta di protezione internazionale nel nostro paese una vera e propria odissea. Persone respinte dalle Questure, a volte anche malmenate, come è successo ad Alì a Milano. “Ci sono ancora troppe persone che arrivano in Italia per chiedere protezione internazionale e non sono in grado di esercitare questo diritto. Vengono infatti respinte dalle Questure. Questi ritardi violano la normativa in materia di protezione internazionale e lasciano le persone in situazioni precarie, incapaci di accedere a un alloggio attraverso il sistema di accoglienza, al mondo del lavoro formale e di godere degli altri diritti connessi alla richiesta di protezione internazionale”: questa la denuncia presentata ieri nel rapporto dell’International Rescue Committee Italia (IRC), fondata a livello internazionale nel 1933 su suggerimento di Albert Einstein per assistere i tedeschi che soffrivano sotto Hitler; successivamente vennero assistiti i profughi dell’Italia di Mussolini e della Spagna di Franco.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 7 aprile 2024
Corsa alla gestione dell’accoglienza: 30 aziende si presentano al bando, selezionate tre. La prossima settimana al Viminale l’aggiudicazione della gara, il Genio militare già all’opera per la realizzazione delle strutture che dovranno essere pronte per il 20 maggio. I Centri d’oro in Albania fanno gola a tanti. Ben 30 le imprese che hanno risposto al velocissimo bando per le manifestazioni d’interesse alla gestione dell’hotspot nel porto di Shengjin e del centro per richiedenti asilo e Cpr di Ghjader.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 7 aprile 2024
Basta lager, “né in Libia né in Albania”: in 5mila fino a Via Corelli “I Centri di permanenza per i rimpatri non si possono aggiustare”. Da Milano riparte il movimento per la chiusura di tutti i Cpr italiani. Il messaggio che questa manifestazione manda al resto del paese e al governo Meloni è sintetizzato nello striscione d’apertura: “No Cpr, no lager di Stato, né a Milano né altrove, né in Libia né in Albania”. Attorno alla rete Mai Più Lager - No ai Cpr che ha promosso la manifestazione milanese si sono aggregate realtà storiche dell’attivismo antirazzista e nuovi collettivi. Un movimento che si è rinnovato anagraficamente e dove si affacciano i giovani di seconda generazione.
di Costantino Cossu
Il Manifesto, 7 aprile 2024
Dopo l’incendio appiccato qualche giorno fa i migranti dormono in tende allestite nel cortile. Militanti da tutta la Sardegna si sono ritrovati ieri mattina a Macomer per protestare contro le inaccettabili condizioni di vita all’interno della struttura che, in provincia di Nuoro, ospita 48 migranti. Una parte dei quali, dopo la rivolta che la scorsa settimana ha reso inagibile una parte dell’edificio a seguito dell’incendio appiccato dai migranti ai materassi delle camere, è stata trasferita a Roma nel Cpr di Ponte Galeria. Quelli rimasti, in attesa che siano conclusi i lavori di ripristino, sono alloggiati in alcune tende piazzate all’interno del cortile del Cpr. I militanti non hanno potuto raggiungere i cancelli perché bloccati, a seicento metri dall’ingresso, da un reparto di polizia. Dopo un’ora circa di presidio, è partito un corteo che dalla zona industriale di Macomer, dove si trova il Cpr, ha raggiunto piazza San’Antonio, nel centro della città. “Siamo qui - dice Michele Salis a nome del comitato No Cpr - per dire no ai Cpr, in Sardegna e in tutta Italia. Sono luoghi di isolamento fisico e sociale, espressione di un sistema che erode i principi di una società fondata sull’eguaglianza dei cittadini per sostituirli con gerarchie stabilite su base razziale e di classe”.
- Migranti. “Qua dentro l’inferno, il Cpr è peggio del carcere”
- Migranti. Ong Mediterranea, prima gli spari poi il fermo. Roma copre Tripoli
- Medio Oriente. Sei mesi dopo il 7 ottobre, un nuovo domani per due Stati
- Medio Oriente. Lo stop delle Ong dopo il raid su World Central Kitchen. “Così sempre meno cibo”
- Ruanda. Dopo 30 anni la ricerca della giustizia per i crimini di genocidio è più urgente che mai










