di Stefania Cecchetti
chiesadimilano.it, 16 marzo 2024
Secondo il cappellano del Beccaria, il suicidio del trapper Jordan Jeffrey Baby nel carcere di Pavia testimonia ancora una volta quanto il sistema penitenziario sia in sofferenza e come la giustizia sia tremendamente lontana dai drammi dei detenuti. La notizia del suicidio del trapper Jordan Jeffrey Baby nel carcere di Pavia ha riacceso l’attenzione sulle condizioni della detenzione in Italia. Abbiamo chiesto un commento a don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore dell’Associazione Kayros, che gestisce alcune comunità per minori in difficoltà: “Sicuramente è una vicenda in cui andranno accertate diverse cose. Quello che è evidente è che c’era una sofferenza psichica che accompagnava questo ragazzo, da prima della carcerazione”, dice don Burgio.
di Simona Musco
Il Dubbio, 16 marzo 2024
Per il giudice Gallo il decreto produce “una risposta giurisdizionale di tipo sanzionatorio piuttosto che di tipo educativo”, in contrasto con la Costituzione. Il decreto Caivano “solleva significativi dubbi di costituzionalità”. A scriverlo è Giovanni Gallo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minori di Trento, presieduto da Giuseppe Spadaro. Che con un’ordinanza articolata chiede alla Consulta di valutare la costituzionalità dell’articolo 27 bis - disposizioni sul percorso di rieducazione del minore - nella misura in cui prevede, per il minore sottoposto a procedimento penale, “una risposta giurisdizionale di tipo sanzionatorio piuttosto che di tipo educativo, in contrasto con quanto richiesto dall’articolo 31 comma II Costituzione, così come sistematicamente interpretato dalla giurisprudenza di questa Corte, secondo cui qualsiasi trattamento punitivo nei confronti di un minore è ammesso solo e solo se è sorretto, animato e orientato da fini educativi”.
di Maurizio Carucci
Avvenire, 16 marzo 2024
Solo il 5,4% su circa 60mila detenuti partecipa ad attività che potrebbero ridurre la recidività e aumentare le opportunità di reinserimento sociale. Tanti i progetti e le buone pratiche. Più formazione e lavoro dietro e fuori le sbarre. Infatti solo una minima parte, il 5,4% su quasi 60mila detenuti, partecipa a corsi formativi, eppure il tasso di recidiva tra chi non è coinvolto in programmi di reinserimento è pari al 70% e scende al 2% se si considera soltanto chi ha appreso un lavoro in carcere. Tra le esperienze in campo nei 192 istituti di pena italiani, quelle che riguardano le Case circondariali di Varese e di Busto Arsizio che ospitano in tutto circa 500 reclusi, sono tra le più virtuose, con una recidiva pari a zero di chi lavora e una soddisfazione piena di imprenditori e clienti finali.
di Massimo Donini
Il Domani, 16 marzo 2024
C’è una tradizione consolidata che teorizza il primato assoluto della forza dei numeri e dei voti su quella delle regole. Tanto più se quei voti possono cambiare quasi tutte le regole. Oggi quell’idea serpeggia nell’azione dell’esecutivo di destra-centro. Nel panorama riguardante il controllo sulla politica da parte della magistratura e la libertà della politica da indebite invasioni di soggetti non “legittimati” dal voto democratico, occorre ripensare il tema del primato della politica sul diritto, o quello opposto del diritto sulla politica, che sembra interessare qualche élite colta, ma non la massa dei votanti. Non si tratta di una esercitazione accademica. Mentre la declinazione dello scontro politica-magistratura appartiene ai momenti più accesi della discussione quasi quotidiana, la presenza di un diritto forte o autonomo, capace di resistere alle avventure della politica dei partiti, è un dato di secondario interesse: se il potere politico può cambiare tutte le leggi, compresa la Costituzione, appare necessariamente più forte e in definitiva superiore ad essa. Il diritto, allora, risulta servente, una tecnica e quasi uno strumento della stessa politica. Il giurista (e il giudice) commenterà, applicherà, eseguirà e, in definitiva, obbedirà. Certo alcuni limiti esistono, e sono costituzionali o sovranazionali, oppure sono costituiti dalle leggi che non siano ancora state cambiate e che, finché rimangono, riducono e orientano il potere politico, il quale oggi deve sempre attuarsi in forma legale, nello Stato di diritto. C’è soprattutto una trama ordinamentale, nazionale e sovranazionale, di vincoli, scritti nelle Carte dei diritti, o nella giurisprudenza delle Corti supreme, capace di rappresentare un corpo normativo che non contiene comandi, come avviene nel caso delle leggi, ma le ragioni che spiegano le leggi e i loro limiti, che sono limiti del potere che si ancorano su principi per lo più scritti o reinterpretati da quelle sentenze o sul contributo della cultura giuridica. È il diritto come ius, non come mero comando, è la razionalità del diritto e della legge, non la legge come imperativo.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 16 marzo 2024
“Calma e gesso”. La parola d’ordine, dentro Forza Italia, è “avere pazienza e non cadere nella trappola di chi vorrebbe metterci, sulla giustizia, contro la premier Giorgia Meloni”. I retroscena degli ultimi giorni vogliono il guardasigilli Carlo Nordio caduto in disgrazia agli occhi di Palazzo Chigi, soprattutto dopo le sue insistenze per la commissione d’inchiesta sui presunti dossieraggi, tanto che piazza Colonna starebbe entrando a gamba tesa nella composizione dell’organigramma di via Arenula, con l’imposizione di un capo di Gabinetto fedele al sottosegretario (ed ex- magistrato) Alfredo Mantovano al posto dell’attuale facente funzioni ed ex- parlamentare berlusconiana Giusi Bartolozzi. Fin qui siamo nel novero dei rumors di Palazzo, ma poi ci sono i fatti e gli atti parlamentari, che hanno visto negli ultimi mesi, a dispetto dei numerosi annunci, un certo stallo nell’iter di quella che, per il fronte garantista, rappresenta la madre di tutte le riforme, vale a dire la separazione delle carriere, ma anche per l’abuso d’ufficio.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 16 marzo 2024
Cosa succede a via Arenula? Il ministro Nordio è guardato a vista dalla premier? Lo abbiamo chiesto all’onorevole Enrico Costa, vicesegretario di Azione e il responsabile del dipartimento Giustizia del partito di Carlo Calenda. “Nordio deve scegliere se galleggiare o lasciare il segno. Comprendo che non si possa trasformare in norma ogni sua convinzione. Però mi sembra che lui abbia dismesso i panni del giurista e vesta i panni del politico, rinunciando ad affermare la sua identità”.
di Mimmo Gangemi
Il Riformista, 16 marzo 2024
La Giustizia è una dea bendata, come la Fortuna. In una mano tiene la spada, nell’altra la bilancia e sugli occhi ha, appunto, la benda. Qualcosa dev’essere andato storto se capita che, quella benda, la scosti di quanto basta per sbirciare con chi ha a che fare e che, nel farlo, i due piatti della bilancia perdano la simmetria, con quello della colpevolezza che grava in basso. È un pensiero che mi assale da un bel po’ e che è risorto prepotente di fronte alla condanna in primo grado dell’avvocato Armando Veneto, insigne giurista, maestro di diritto, prestigioso, e raro, politico la cui voce è stata tra le poche in grado di attraversare il Pollino, una bandiera e un punto di riferimento e, specialmente, un galantuomo. Il reato contestato era, nientemeno, concorso esterno in associazione mafiosa - ce lo spiegheranno presto o tardi cosa significhi, in cosa consista davvero - e corruzione in atti giudiziari aggravati dalle modalità mafiose.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 marzo 2024
La sentenza numero 21125 della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Penale, ha portato alla luce un caso di estradizione verso la Cina, annullandola e mettendo in evidenza gravi preoccupazioni riguardanti i diritti umani e il rischio di trattamenti disumani e degradanti all’interno del sistema penitenziario cinese. Questa sentenza, insieme ad altre simili rivolte a paesi stranieri dove i diritti dei detenuti sono trascurati, mette in discussione l’approccio tradizionale delle destre, incluso il movimento Cinque Stelle, che proponeva di far scontare la pena degli stranieri nei loro paesi d’origine per risolvere il sovraffollamento. Senza fare i conti, però, con l’importanza del rispetto dei diritti umani.
di Paola Balducci
Il Dubbio, 16 marzo 2024
Il diritto di difesa e la presunzione di non colpevolezza non possono essere pregiudicati da una richiesta o da un decreto di archiviazione per prescrizione del reato. Così la Corte Costituzionale, con la pronuncia 41/ 2024, ha tra le righe inviato un segnale molto forte a difesa dei principi e delle garanzie fondamentali dell’indagato nel procedimento penale. Nello specifico, la Consulta, ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Lecce. Il quesito sottoposto all’attenzione del giudice delle leggi riguardava la mancata previsione dell’obbligo di comunicazione da parte del pubblico ministero nei confronti della persona offesa e dell’indagato della richiesta di archiviazione per estinzione del reato per intervenuta prescrizione, estendendo a tale ipotesi la medesima disciplina prevista per il caso di archiviazione disposta per particolare tenuità del fatto.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 16 marzo 2024
I maltrattamenti in famiglia sono aggravati se anche una sola delle condotte viene posta in essere alla presenza di un minore o nei confronti di una donna in stato di gravidanza. E non costituisce alcuna “scriminante” dell’aggravante il fatto che il minore sia un infante. Per quanto attiene, invece, al reato di atti persecutori la Cassazione chiarisce due punti: primo che il reato risulta aggravato se commesso con minaccia “grave” e se è commesso anche in danno di minore; secondo che il ritiro della querela da parte della vittima “adulta” non ha effetti sull’azione penale: il reato, infatti, resta comunque perseguibile d’ufficio se connesso a quello agito in danno del minore.
- Pavia. Il suicidio del trapper in cella non convince i pm
- Parma. Morto in carcere, preparato l’esposto. Il legale: “Un consulente per l’autopsia”
- Caserta. “Lavoro in Carcere”, incontro per combattere stereotipi, pregiudizi e disinformazione
- Milano. Supporto psicologico gratis per i bambini che vanno a trovare i genitori in carcere
- Massa Carrara. “Passaggi”, il teatro oltre le sbarre. I detenuti sul palco degli Animosi










