casertanews.it, 14 marzo 2024
Per i giudici si rifiutarono di testimoniare per paura. Respinta la richiesta da parte delle difese di incriminare per favoreggiamento i detenuti picchiati dagli agenti ma che si rifiutarono di testimoniare. Lo ha deciso la corte d’assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Roberto Donatiello, nel processo a carico di 105 persone accusate, a vario titolo, del pestaggio avvenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020.
trevisotody.it, 14 marzo 2024
Erika Baldin, capogruppo del Movimento in consiglio regionale oggi 13 marzo si è recata in visita all’Istituto Penitenziario Minorile e al Centro di Prima Accoglienza di Treviso. “Ci sono state delle segnalazioni relative ad alcune parti della struttura che non sarebbero a norma. Problematiche, queste, alle quali va trovata rapidamente una soluzione: è un appello che lancio al ministro Nordio, che è un trevigiano”.
intornotirano.it, 14 marzo 2024
Il carcere di Sondrio continua ad affrontare gravi problemi strutturali e di gestione, mettendo a rischio i diritti dei detenuti e la sicurezza della comunità. Il Partito Radicale Transnazionale esprime profonda preoccupazione per la situazione attuale e sollecita azioni immediate da parte delle autorità competenti.
anteprima24.it, 14 marzo 2024
Il Centro di Pastorale Carceraria della Diocesi di Napoli, insieme con l’associazione Liberi di Volare onlus e con l’associazione Sbarre di Zucchero, ha organizzato il giorno sabato 16 marzo, a partire dalle ore 10.30, un presidio con corteo presso la Casa Circondariale di Napoli “Giuseppe Salvia” a Poggioreale, per dire basta ai suicidi in carcere; un fenomeno che non riguarda solamente i detenuti, bensì anche gli agenti penitenziari, a dimostrazione di una vita carceraria colma di frustrazione per i ristretti e per chiunque operi all’interno degli istituti penitenziari.
ecodibergamo.it, 14 marzo 2024
Prodotte dal “Forno al fresco” di via Gleno, dove i carcerati lavorano per costruirsi una seconda possibilità. Nell’impasto, oltre alla qualità degli ingredienti, c’è il lievito del riscatto. In vista della Pasqua il forno del carcere di Bergamo - gestito dalla cooperativa sociale “Calimero” - sforna colombe in tre diverse varietà, grazie al lavoro quotidiano di otto detenuti. Un’occasione preziosa per apprendere un mestiere e costruirsi una seconda opportunità. Da alcuni mesi i prodotti di via Gleno hanno assunto il nuovo marchio “Forno al fresco”: “La parola Pasqua deriva dalla parola ebraica pesach, che significa “passare oltre” - spiega Mauro Magistrati, presidente di “Calimero” -, un significato calzante con lo spirito del progetto, che nel claim del marchio esplicita “sforniamo una seconda possibilità”. Non sono solo prodotti da forno, ma strumenti per ridare significato ai percorsi di vita delle persone e mezzi per raccontare le loro storie, renderle visibili e favorire i percorsi di reinserimento”.
di Sara Tirrito
Il Fatto Quotidiano, 14 marzo 2024
“I fratelli Karamazov”, uno dei romanzi più celebri di Fëdor Dostoevskij, usato per capire come si gestisce la libertà, cos’è il diritto a provare rancore, perché si commette un reato. Al carcere di Bollate, detenuti, familiari di vittime della criminalità organizzata, magistrati, studenti universitari di Psicologia e Giurisprudenza si sono confrontati sui conflitti della famiglia Karamazov. Lo hanno fatto seduti in cerchio per cinque mercoledì di fila tra febbraio e marzo nel teatro del penitenziario, in uno spazio ribattezzato Aula Dostoevskij. Poi, davanti al pubblico della società civile, hanno portato sul palco non una rappresentazione dell’opera, ma i risultati di una ricerca sulle motivazioni che spingono alla devianza.
La Repubblica, 14 marzo 2024
Un programma di impiego formativo per tecnici veterinari, presso la clinica per animali che si trova proprio accanto alla struttura detentiva. AniCura, Clinica Veterinaria Tyrus di Terni, ha avviato il progetto “Una Zampa Tesa” che promuove il reinserimento sociale e la formazione professionale per i detenuti presso la Casa Circondariale di Terni. Il progetto è stato concepito per offrire opportunità di riabilitazione e formazione a tre persone attualmente in carcere a Terni, inserite in un programma di impiego formativo per tecnici veterinari, presso la clinica per animai che si trova proprio accanto alla struttura detentiva.
di Filippo Fiorini
La Stampa, 14 marzo 2024
Un cittadino ha ripreso la scena e ha consegnato le immagini a un social network. I due militari già destinati ad altri servizi. In pieno centro a Modena, davanti all’indifferenza dei passanti che proseguono a piedi o in bicicletta, due carabinieri hanno dato pugni al volto, sulla schiena e diversi spintoni per costringere a entrare nella gazzella un sospettato che resisteva all’arresto. È accaduto martedì, lo documenta un video diffuso su Welcome To Favelas, attribuito a un privato cittadino che lo ha consegnato spontaneamente al social network.
di Ivo Silvestro
La Regione, 14 marzo 2024
Che cosa significa vivere in carcere? Qual è la quotidianità di una persona in quello che, nell’asettico linguaggio del diritto, viene definita “esecuzione della pena”? E, soprattutto, perché è importante conoscere questi vissuti per chi quella detenzione la vede soltanto come numero di anni o mesi indicati negli articoli di cronaca giudiziaria? L’Istituto di diritto dell’Università della Svizzera italiana ha deciso di affrontare queste domande con un incontro che unisce la forza comunicativa del teatro e l’approfondimento con un’esperta. Domani, venerdì 15 marzo, alle 18 nell’Aula magna dell’Usi a Lugano, avremo prima lo spettacolo ‘House we left’ della compagnia di Reggio Emilia MaMiMò, seguito da un dibattito con Antonia Menghini, professoressa di diritto penale all’Università di Trento nonché Garante dei diritti dei detenuti della Provincia di Trento. L’incontro, gratuito, è organizzato in collaborazione con rjustice.ch e lo Swiss RJ Forum; informazioni e registrazione: www.usi.ch/it/feeds/27466.
di Mattia Insolia
Il Domani, 14 marzo 2024
Una delle scrittrici più lette di questo inizio anno racconta il mondo di Sassaia, dove ha ambientato il suo romanzo “Cuore nero”. Per parlare del male che si fa e che si riceve, della nostra relazione con i traumi, della difficoltà di costruire il bene. “Dobbiamo salvarci dalla solitudine”. Sassaia è un borgo piccolo, incastrato tra boschi e montagne, non ci vive quasi nessuno e quando Emilia ci s’insedia Bruno, assistendo all’arrivo di questa estranea misteriosa e bella, è sorpreso, e da lei si sente subito attratto. Quando le loro vite s’incrociano, non è solo l’incontro tra due corpi, ma tra solitudini spaventate, esistenze difficili e rabbuiate da colpe profonde, mai scandagliate da altri. Hanno entrambi conosciuto il male, quello commesso e quello subito, e sono certi che la fuga sia la sola via possibile, per la loro. S’innamorano, però, e cambia tutto.
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