Il Resto del Carlino, 13 marzo 2024
La criminologa De Fazio, Garante per il Comune di Modena dei diritti dei detenuti, ha svolto 71 colloqui individuali nel carcere di Sant’Anna, promuovendo corsi professionalizzanti come sartoria e pasta fresca per favorire la riabilitazione e l’inserimento lavorativo. In sei mesi di attività 71 colloqui individuali con detenute e detenuti del carcere di Sant’Anna, attenzione all’avvio e al potenziamento di corsi professionalizzanti, come quelli di sartoria e di produzione di pasta fresca, e iniziative, come quella in programma ad aprile, dedicata al trattamento dei ‘sex offenders’, a cui il penitenziario riserva una specifica sezione.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 13 marzo 2024
Il carcere messinese ha una capienza di 300 posti, 90 oggi però sono inagibili per i lavori di ristrutturazione in corso. Oggi detenuti ce ne sono 209, 175 uomini e 34 donne. Una cinquantina di loro lavora fuori dal carcere. Una di loro ha un figlio di 2 anni che sta vivendo i suoi primi anni all’interno delle mura di una cella e ci sono diversi soggetti che soffrono di patologie serie e faticano a curarsi adeguatamente.
lavocedinovara.com, 13 marzo 2024
Solo nel 2024 se ne contano 24. È stato calcolato che ne avviene uno ogni 60 ore. La cerimonia è in programma il 19 marzo. Secondo il dossier pubblicato dal centro studi di Ristretti Orizzonti, la rivista nata all’interno della casa circondariale di Padova, a oggi, 13 marzo, i suicidi nelle carceri italiane avvenuti nel 2024 sono 24, 53 le morti complessive. È stato calcolato che ne avviene uno ogni 60 ore. Numeri impressionanti se si pensa che sono trascorsi solo due mesi e mezzo dall’inizio dell’anno. Dal 2014 il “record” è stato raggiunto nel 2022 con 84 suicidi per un totale di 171 persone decedute in prigione. Non da meno il 2023 con 69 suicidi, 57 nel 2021, 61 nel 2020.
imgpress.it, 13 marzo 2024
Per la prima volta in Italia il protocollo fra il Tribunale di Milano e Bambinisenzasbarre per la tutela dei figli di genitori detenuti nel periodo di attesa di giudizio, spesso molto lungo e complesso. Il 20 marzo 2024 viene firmato il Protocollo di Intesa tra Tribunale di Milano e l’Associazione Bambini senza sbarre Ets, che definisce come promuovere e attivare interventi di attenzione e cura per i bambini che entrano in carcere per incontrare il genitore e mantenere il legame durante il periodo di attesa di giudizio, spesso lungo e difficile per la separazione da sostenere.
primailcanavese.it, 13 marzo 2024
Nato dal progetto “Della mia anima ne farò un’isola”. Simonetta Valenti insieme alla Casa Circondariale di Ivrea e all’associazione Assistenti Volontari Penitenziari “Tino Beiletti”, ha curato il progetto “Della mia anima ne farò un’isola”, dedicato ai detenuti e da cui è appena nato un podcast. “Il progetto - racconta - inizia a luglio 2023 e propone ai detenuti della sezione Collaboratori di Giustizia della Casa Circondariale la lettura del romanzo Fine pena ora, di Elvio Fassone. Nell’opera Fassone racconta lo scambio epistolare che avviene tra lui e un ragazzo che condanna all’ergastolo durante il maxi processo alla mafia catanese che si svolge a Torino nel 1985. Giudice ed ergastolano si scriveranno per ventisei anni senza mai incontrarsi e questo scambio cambierà per sempre le loro vite. Dall’affinità della storia narrata con l’esperienza di chi vive in carcere, ma soprattutto dalla richiesta degli stessi detenuti, nasce l’idea di trasformare l’esperienza del laboratorio nella lettura scenica di alcuni capitoli del testo, integrandola con le riflessioni dei detenuti stessi, in veste di attori/autori. Persone apparentemente non avvezze a scrivere hanno iniziato a mettere nero su bianco le proprie esperienze, leggendole poi prima a se stesse, poi agli altri e infine di fronte a un pubblico”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 13 marzo 2024
La legge 180 fu un traguardo di civiltà, ma una norma tanto coraggiosa e innovativa avrebbe richiesto una adeguata organizzazione per renderla effettiva. Cioè per fornire un’assistenza sanitaria psichiatrica efficace fuori dalle istituzioni totali. Un aspetto che è tuttora carente. La ricorrenza del centenario della nascita di Franco Basaglia è stata ricordata dai media, che giustamente hanno attribuito alla sua tenace battaglia la legge che ha abolito i manicomi, con tutta la carica di oppressione e di abbandono che comportavano. La legge 180 del 1978 fu un traguardo di civiltà che fa onore all’Italia, ma questo non deve far trascurare il fatto che una riforma tanto coraggiosa e innovativa avrebbe richiesto una adeguata organizzazione che consentisse di fornire un’assistenza sanitaria psichiatrica efficace fuori da quelle strutture, o ancor più nelle famiglie che convivono col dramma della malattia psichica. Questa parte, invece, risulta tuttora gravemente carente.
di Elisabetta Reguitti
Il Fatto Quotidiano, 13 marzo 2024
Era il 13 marzo 1975. Sono passati quasi cinquant’anni e siamo ancora a quel giorno in cui il deputato del Partito comunista italiano Giorgio Bini presenta la proposta di legge numero 3584: “Iniziative per l’informazione sui problemi della sessualità nella scuola statale”. L’Italia è imbalsamata a quel 13 marzo, compreso l’utilizzo di una definizione fuorviante come “problemi della sessualità”. L’unico vero problema è che dopo mezzo secolo siamo tra i pochi in Europa a non avere alcun programma scolastico in materia; insieme a Cipro, Bulgaria, Polonia, Romania e Lituania. A ricordarlo - durante un’edizione del convegno nazionale dell’Associazione italiana per l’educazione demografica (Aied) - anche il presidente Mario Puiatti sottolineando come un’educazione sessuale a scuola possa agevolare uno sviluppo più consapevole delle emozioni di ogni relazione, soprattutto se si tratta della prima.
di Paolo Ferrario
Avvenire, 13 marzo 2024
Drammatico il dato del 30,1% di dispersione per gli studenti immigrati. La sociologa Borgna: gli esempi ci sono, dalla Gran Bretagna alla Norvegia. Si parta dai servizi per l’infanzia. Guardare alle “migliori pratiche” europee per aggredire il fenomeno della dispersione scolastica degli alunni immigrati, che in Italia rappresenta, non da oggi, un’emergenza vera. Dopo aver proposto, qualche giorno fa, le “classi collaterali di potenziamento”, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è tornato anche ieri sul tema dell’integrazione degli alunni stranieri, prime vittime della dispersione scolastica, con un tasso del 30,1% rispetto al 9,8% degli alunni italiani. “È un tema drammatico - ha ricordato il Ministro -. Non possiamo continuare con questo sistema fortemente penalizzante e discriminatorio nei confronti degli studenti stranieri. Le soluzioni? Copiamo le migliori pratiche europee”.
di Viviana Daloiso
Avvenire, 13 marzo 2024
Che bella, la parola prevenzione. E che bello nel Paese dei ritardi cronici - dove la messa in sicurezza delle infrastrutture inizia dopo che i ponti sono crollati, quella dei territori dopo le alluvioni, le strette sulle violenze di genere dopo i femminicidi - avere un “Piano di prevenzione” su un tema cruciale come quello delle droghe. A presentarlo il governo, ponendo la lente su una dimensione specifica del problema che Avvenire, tra i primi, ha documentato attraverso reportage e inchieste: quella del Fentanyl e delle sostanze sintetiche. Responsabili negli Stati Uniti di una delle più grandi emergenze sanitarie che la storia recente abbia conosciuto: oltre un milione di morti in due decenni, un decesso ogni 5 minuti. I numeri di una guerra devastante, combattuta lontano dai fronti che oggi scuotono il Pianeta, e per la quale, non da meno, andrebbe cercata una soluzione di pace.
di Peter Gomez
Il Fatto Quotidiano, 13 marzo 2024
Mentre Julian Assange rischia di non uscire mai più dal carcere, c’è chi finisce in tribunale perché denuncia l’uso di pesticidi o un impianto che appesta l’aria. Il fondatore di Wikileaks è raccontato da Alessandro Di Battista, che lo ha conosciuto personalmente e in questi giorni porta in giro per l’Italia uno spettacolo teatrale a lui ispirato: “Lo incontrai a Londra nel 2013, credeva davvero nella possibilità di colpire il potere”, ricorda l’ex M5S intervistato da Luca de Carolis. “D’altronde a quei tempi lavorava con i principali quotidiani del mondo: dal New York Times al Washington Post, per continuare con Le Monde, El País o Der Spiegel. Credo che non immaginasse che di lì a poco lo avrebbero abbandonato tutti, gli stessi che fino a poco tempo prima facevano la fila per ottenere materiale da lui e che hanno usato i suoi scoop per vendere copie”.
- Dall’intercettazione farlocca di Lisbona agli abusi di Bruxelles, l’Europa dice addio allo Stato di diritto
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