di Errico Novi
Il Dubbio, 9 marzo 2024
Da trent’anni direttori ed editori ci intimano di produrre scoop giudiziari che squalifichino la politica. Risultato: rispetto a prima di Mani pulite, i lettori dei quotidiani sono crollati. Forse è ora di sottrarsi a questo perfido incantesimo. Erano i giorni caldi del delirio Consip. Delle accuse ad Alfredo Romeo, oggi editore di Riformista e Unità, indagato per megacorruzione in un presunto intreccio, poi smentito, con Renzi padre. Un collega, che ho sempre considerato un modello, un esempio a cui guardare, mi rivela in un fugace incontro in metro: “Al giornale mi hanno messo in croce perché non avevo la notizia uscita sul Fatto”. Notizia, per inciso, riferita dal quotidiano di Marco Travaglio in violazione, come al solito in questi casi, del reato di cui all’articolo 684 del codice penale che, per chi ancora non conoscesse la barzelletta, punisce chiunque pubblichi illegalmente atti d’indagine con ben 51 euro di ammenda.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 9 marzo 2024
La grande maggioranza del giornalismo italiano è fatta da gente seria e onesta. Il problema è che il potere è in mano a un pezzo vasto e corrotto del giornalismo giudiziario, che ha reso prigioniero il mondo dell’informazione. Mercoledì il capo della Procura nazionale antimafia, Giovanni Melillo, e ieri il Procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, hanno illustrato le dimensioni del dossieraggio messo in piedi da una associazione di giornalisti e uomini della procura antimafia.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 9 marzo 2024
La tentazione c’è a pensare quanto sia facile oggi stringere virtualmente le manette ai polsi di un ex potente, temuto membro del pool Mani pulite. Ma tutto ciò non dà nessuna soddisfazione, ai cultori dello Stato di diritto. Adesso ce l’hanno tutti con lui. Precipitato nella polvere peggio di Chiara Ferragni, Piercamillo Davigo è stato condannato anche in appello. Proprio lui che è stato sempre contrario ai tre gradi di giudizio, ora attenderà la Cassazione, assistito da un bravo avvocato come Davide Steccanella, abituato più ai “prigionieri politici” che non ai piercavilli.
di David Cerri
Il Domani, 9 marzo 2024
Le “tre leggi della scrittura”, argutamente delineate da un grande italianista come Claudio Giunta, che si prestano efficacemente ad un’applicazione nell’ambito giuridico, a cominciare dalla “legge di Borg”, ispirandosi al grande tennista. Il tema della scrittura giuridica è tornato prepotentemente d’attualità con la riforma Cartabia del processo civile, in particolare dopo i decreti di attuazione, che tra le altre cose hanno dettato prescrizioni sui limiti dimensionali e le caratteristiche anche formali degli atti, sia per gli avvocati che per i giudici. Di qui l’iniziativa della Scuola Superiore dell’Avvocatura - Fondazione del Consiglio Nazionale Forense - di attivare un primo corso di formazione, che ha visto l’inizio il 1 marzo in Roma. Programmato per svolgersi in altre tre giornate, l’intento è in primo luogo quello di presentare le novità normative come un’opportunità, e non come una “punizione” per l’avvocatura, destinata comunque e certamente a dover affinare la propria preparazione per la tutela di quegli interessi del cliente e della stessa collettività che le sono affidati dall’ordinamento.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 9 marzo 2024
Anche se viene ritirata dalla parte offesa la querela contro il coniuge presentata per il delitto di maltrattamenti in famiglia compiuto anche con lesioni personali, non viene meno l’imputazione del responsabile. In quanto la remissione della querela non travolge la procedibilità del reato di maltrattamenti commesso contro il coniuge. E ciò anche dopo la Riforma Cartabia. A seguito della novella, infatti, a determinate condizioni, le lesioni personali contro il coniuge sono perseguibili a querela di parte, mentre il reato di maltrattamenti in famiglia si conferma perseguibile d’ufficio: la rimessione della querela non dispiega, perciò, alcun effetto sulla responsabilità penale dell’agente, che con comportamenti abituali anche se non continui abbia messo in uno stato di prostrazione il familiare attraverso l’uso di violenza fisica e psicologica.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 9 marzo 2024
Complicazioni nella gravidanza dietro le sbarre: la ventiseienne tunisina ha dovuto sottoporsi a un intervento di interruzione. La piccola Angela tenuta in grembo per 4 mesi. Il legale: “Chieste le cartelle cliniche”. Boschra, la tunisina che dopo il suo ingresso a Sollicciano ha scoperto di essere incinta, ha perso sua figlia. Sono sorte complicazioni nel corso della gravidanza e ieri la donna, 26 anni, all’ospedale di Torregalli si è sottoposta a un intervento di interruzione della gravidanza. Forse non è colpa di nessuno, ma è una sconfitta per tutti. Il suo legale, l’avvocato Sabrina Del Fio, non ci sta: “In questo otto marzo anche nascere è diventato un diritto per pochi - dichiara -. Ho fatto richiesta delle cartelle cliniche, vogliamo capire cos’è successo”.
di Andrea Aversa
L’Unità, 9 marzo 2024
Diverse delegazioni del Partito Radicale, in occasione della Festa della donna, sono andate a trovare agenti, educatori e recluse, presso alcune delle case circondariali femminili d’Italia. “Prima o poi usciremo tutte da quel portone, non siamo fatte per stare qui dentro”, a dirlo è stata Teresa (nome di fantasia, ndr), prima dei nostri saluti. Prima che lasciassimo il reparto nel quale è detenuta. Oggi, 8 marzo, in occasione della Festa della donna ho fatto parte di una delegazione del Partito Radicale. Con Marco Cerrone membro del Consiglio Generale del partito e Ciro Cuozzo giornalista de Il Riformista, siamo andati a fare visita alle recluse che vivono nel carcere di Pozzuoli, in provincia di Napoli. Siamo stati accolti benissimo. A guidarci, con grande disponibilità, sono state la vice Comandante e dirigente della Polizia Penitenziaria Giovanna Grimaldi e la Funzionaria pedagogica Responsabile delle attività trattamentali dell’istituto, Adriana Entilla.
livesicilia.it, 9 marzo 2024
La visita alla sezione femminile. Il garante regionale per i detenuti Santi Consolo, accompagnato dal dirigente e da una funzionaria del suo Ufficio, Pietro Valenti e Adriana Scaccianoce, si è recato per la festa della donna all’istituto Pagliarelli di Palermo al fine principale di visitare la sezione femminile. Nel corso della visita, l’ufficio si è recato presso un’area destinata ad attività sportiva; coperta, ampia circa 77 metri quadri, in ottimo stato di manutenzione, dotata di due tavoli di ping-pong e due tavoli di biliardino.
di Violetta Fortunati
Il Giorno, 9 marzo 2024
Detenute a San Vittore celebrano l’8 marzo con poesie e trucco. Emozionante evento organizzato da volontari e istituzioni per donare un momento di libertà alle carcerate. “Mi sento come una farfalla cui vengono tarpate le ali, come un uccello chiuso in gabbia. La libertà è la cosa più preziosa. Nessuno potrà mai ridartela ma la potrai riconquistare”, con questa poesia si apre l’evento in occasione della festa donna all’interno del carcere di San Vittore. La poesia recitata da Alessia, una delle detenute che hanno preso parte all’evento nel quasi surreale giardino all’interno della casa di reclusione, è stata seguita da altri versi recitati da una decina di carcerate della sezione femminile.
di Luciano Onnis
La Nuova Sardegna, 9 marzo 2024
Anche nel carcere di Uta è stata celebrata ieri mattina 8 marzo la ricorrenza della Giornata internazionale della donna, stavolta con un evento particolare: l’inaugurazione di un murale realizzato dalle detenute della sezione femminile in una parte di parete del corridoio della zona riservata alle attività educativa. A organizzare l’iniziativa artistica è stata l’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, sempre presente nell’istituto penitenziario “Ettore Scalas” con molteplici attività di recupero e rieducazione sociale di reclusi maschi e femmine.










