di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 29 febbraio 2024
Per valutare quanto accaduto a Pisa serve riportare la discussione entro i binari del diritto, dai quali si deraglia troppo spesso. Il ricorso della forza è legittimo quando risulta proporzionato. “Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento” afferma la nota diffusa dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con riferimento alla reazione delle forze dell’ordine nei riguardi degli studenti che manifestavano a Pisa. Quei manganelli esprimono un fallimento non solo sul piano del dialogo, dell’educazione, della cultura, ma forse anche su quello del diritto.
La Stampa, 29 febbraio 2024
Il caso degli studenti manganellati a Pisa e poi i fatti di Torino con una volante aggredita da un gruppo di anarchici e antagonisti alimentano il dibattito politico. Il ministro degli Esteri: “Spesso chi attacca i poliziotti sono figli di papà radical chic”. E Piantedosi oggi riferisce alla Camera sui fatti di Pisa. Ieri l’aggressione ad una volante della polizia a Torino con le telefonate del Capo dello Stato, Sergio Mattarella al capo della polizia Pisani e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Oggi le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani che torna sui fatti di Pisa, con i manganelli contro gli studenti e poi sulla vicenda di Torino. E dice: “Bene la solidarietà di Mattarella, sbagliato fare i processi alla polizia”. E aggiunge: “Forza Italia rimane a forte sostegno delle forze dell’ordine, se qualcuno ha sbagliato deve essere sanzionato giustamente, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Sono figli del popolo e spesso quelli che li attaccano sono figli di papà radical chic, violenti che non hanno nessun rispetto della legge, dell’autorità dello Stato”. Che aggiunge: “Abbiamo visto quello che hanno fatto ieri gli anarchici a Torino - ha aggiunto - sono veramente indignato per quello che è accaduto”.
di Massimo Ammaniti
La Stampa, 29 febbraio 2024
Lo scenario sociale di questi giorni è inquietante: ragazzini e ragazzine che protestano nelle strade e di fronte ai luoghi del potere contro le violenze della polizia subìte dai loro coetanei a Pisa, mentre il governo rimane trincerato nel proprio silenzio limitandosi a promettere indagini. È più che comprensibile che nella vita quotidiana quando ci si senta in imbarazzo e in difficoltà si preferisca negare o addirittura rimuovere il problema evitando di prenderlo in considerazione, ma se questo riguarda un governo è doveroso che quest’ultimo risponda alle critiche dei familiari dei ragazzi e dei partiti di opposizione per far luce su quello che è successo ed eventualmente prendere dei provvedimenti. E soprattutto rammaricarsi e scusarsi con i ragazzi che manifestavano pacificamente la propria solidarietà al popolo palestinese e sono stati aggrediti con lunghi manganelli senza nessuna giustificazione di ordine pubblico.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 29 febbraio 2024
Colpo di scena nel maxi-processo contro i soccorritori, ma le difese rilanciano: “Otto anni di sprechi per un procedimento infondato”. L’avvocata Francesca Cancellaro: “Sono segnali positivi che esplicitano il fallimento dell’impianto accusatorio. Ma noi rivendichiamo la legittimità piena di tutta la condotta”. La decisione del giudice per l’udienza preliminare Samuele Corso attesa a metà di aprile. “Il fatto non costituisce reato”. Le quattro parole risuonano come una bomba nell’aula del tribunale di Trapani dove l’udienza preliminare del maxi-processo contro le Ong sta per finire. Fanno così tanto rumore perché a pronunciarle è l’accusa, per bocca del procuratore aggiunto Maurizio Agnello che chiede anche il dissequestro della Iuventa. La nave umanitaria si trova bloccata nel porto della città siciliana dall’agosto del 2017: prima del sequestro nell’ambito dell’inchiesta penale aveva salvato 23.810 in poco più di un anno, adesso è ridotta a un ferro arrugginito. Non sarà mai più utilizzabile.
di Lorenzo D’Agostino
Il Manifesto, 29 febbraio 2024
Le 30mila pagine del fascicolo: giuridicamente inconsistenti, storicamente emblematiche. Intercettati giornalisti, politici, attivisti, avvocati, medici e prelati vaticani. Senza trovare prove. Quella che sta per concludersi a Trapani è un’udienza preliminare della durata portentosa di quasi due anni che riguarda il più importante procedimento contro il soccorso civile nel Mediterraneo centrale costruito dalle autorità italiane. A otto anni dai fatti, ieri il procuratore aggiunto Maurizio Agnello ha chiesto il proscioglimento affermando che “il fatto non costituisce reato”. È proprio tra i corridoi della procura di Trapani che nel 2016 sono stati gettati i semi di quello che diventerà il maxi-processo contro le Ong. L’unico, a eccezione dell’inchiesta contro Mediterranea, ancora in piedi.
di Alessandra Fabbretti
La Repubblica, 29 febbraio 2024
Con la firma dello Statuto di Roma nel 1998, gli Stati si impegnavano a creare un organismo sovranazionale in grado di chiamare a giudizio i singoli per crimini di guerra, contro l’umanità e genocidio. Il saggio di Riccardo Noury e Antonio Marchesi. “Non c’è pace senza giustizia” è lo slogan che 25 anni fa accompagnò la nascita della Corte penale internazionale (Cpi): con la firma dello Statuto di Roma nel 1998, gli Stati si impegnavano a creare un organismo sovranazionale in grado di chiamare a giudizio i singoli per rispondere di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio commessi in un dato Paese, in modo da evitare che si ripetessero gli orrori del Novecento. Oggi, questa istituzione “è più che mai valida”, sottolinea in un’intervista Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che per edizioni People ha scritto, assieme ad Antonio Marchesi, docente di diritto internazionale ed ex presidente di Amnesty International Italia, il saggio “Giustizia senza confini. Crimini internazionali e lotta all’impunità’“
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 29 febbraio 2024
Stavolta non è stata la disinformazia del regime di Putin sempre attiva, a lasciare esterrefatti sono invece le parole del presidente francese Macron che alla conferenza stampa conclusiva del “suo” vertice sull’Ucraina - quasi una ripicca di leadership su quello del G7 di investitura di Meloni a Kiev - che serenamente affermato: “Non si può escludere l’invio di truppe occidentali in Ucraina”, rendendo noto che di quello, in un dibattito “acceso” si è discusso a Parigi tra i governi europei, con divisioni e accenti diversi - la punta di diamante sono i Paesi baltici favorevoli oltre a Kiev che plaude: “Siamo sulla strada giusta”. Era ora che qualcuno strappasse il velo di omertà che circonda la risposta atlantista e bellica dell’Unione europea sulla guerra in Ucraina.
di Davide Depascale
Il Domani, 29 febbraio 2024
Secondo il rapporto “Finanza di pace. Finanza di guerra”, presentato dalla Fondazione Finanza Etica, oltre 959 miliardi di dollari vengono destinati dalle istituzioni finanziarie nel mondo al sostegno della produzione e del commercio di armi. Il proliferare di conflitti in varie parti del mondo, dall’Ucraina al Medio Oriente passando per l’Africa subsahariana così come la costante minaccia di un’escalation militare nel Pacifico, moltiplicano affari e profitti delle aziende che producono armi e anche gli istituti di credito hanno cavalcato l’onda di un business in velocissima crescita.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 29 febbraio 2024
“Sono giuste per chi le fa mai per chi le subisce e io sono sempre dalla parte delle vittime”. So che la definizione non gli garberà, il rifulgere dai palcoscenici mediatici è un suo tratto distintivo. Tant’è. Chi scrive lo conosce da oltre quarant’anni, e senza esagerare posso dire che del pacifismo italiano Flavio Lotti è un pezzo di storia. Dai tempi del movimento contro gli euromissili, dell’azione non violenta a Comiso, dei grandi raduni pacifisti. Uno degli animatori, assieme a Tom Benetollo, del Comitato 24Ottobre. Erano gli inizi degli anni 80. Da allora, l’impegno per la pace ha sempre caratterizzato l’esistenza di Flavio su ogni luogo di sofferenza e di guerra (dalla ex Jugoslavia al Medio Oriente). È l’organizzatore della Marcia per la pace Perugia-Assisi. È stato per 16 anni il Coordinatore nazionale della Tavola della Pace (dal 1996), la più grande rete pacifista italiana che raccoglie centinaia di gruppi e organizzazioni laiche e religiose ed Enti Locali. Oggi è Presidente della Fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace.
di Iain Chambers
Il Manifesto, 29 febbraio 2024
Narrazioni scomode. La Palestina è “la” questione del nostro tempo. Le discussioni sull’antisemitismo e sulla Shoah che ruotano attorno a Israele e la continua giustificazione della guerra coloniale contro i nativi palestinesi ci portano necessariamente negli archivi oscuri dell’Occidente. Secoli di antisemitismo non si sono certo risolti con il sostegno incondizionato allo Stato di Israele, né trasferendo la paura dell’altro dall’ebreo al musulmano.
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