di Osservatorio Informazione Giudiziaria, media e processo penale dell’UCPI
camerepenali.it, 27 febbraio 2024
Il posto ormai centrale occupato dalla vittima si sta espandendo sino a mettere in definitiva crisi i principi liberali che informano il nostro processo penale. L’assoluzione di un imputato accusato di reati contro la persona, per l’opinione pubblica, non è più un risultato del processo e dello sforzo dello Stato di ricostruire la realtà storica rappresentando, per contro, il fallimento della giustizia. La spinta odierna alla solidarizzazione con la vittima risulta essere indiscutibilmente l’ennesima proiezione del populismo, del diritto penale simbolico e di quello che più volte abbiamo definito un vero e proprio circolo vizioso. La spettacolarizzazione della cronaca giudiziaria distorce la percezione sociale del crimine, diffondendo il sentimento della paura e il bisogno di sicurezza da parte della collettività a cui lo Stato deve rispondere con massima prontezza, pur di non perder consenso.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 27 febbraio 2024
La legale e le due psicologhe sono accusate di falso e favoreggiamento. Il 4 marzo sciopero dei penalisti milanesi. Uno, Elvezio Pirfo, è il perito d’ufficio incaricato dalla Corte d’Assise, l’altra, Alessia Pontenani, è l’avvocato che difende l’imputata, ed entrambi condividono il punto di partenza, e cioè la pressione mediaticamente “ambientale” attorno al processo Pifferi. Ma è il giudizio sulle conseguenze che li divide. Per l’avvocato pesa la scelta del pm De Tommasi di indagare per falso e favoreggiamento, in pieno processo e parallelamente al processo, le due psicologhe che avevano avuto con Pifferi i colloqui e i test posti poi alla base della richiesta di consulenza psichiatrica: “Con questa perizia è ergastolo sicuro — polemizza Pontenani — ma confido nella Corte d’Assise. Ritengo che il clima sia ormai viziato dal fatto che il pm ha indagato me e le psicologhe, cosa che ha intimorito tutti”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 27 febbraio 2024
In base alla norma che subordina il beneficio alla conclusione positiva di un programma di recupero del condannato il giudicante può solo fissare il termine di verifica dell’esito. Se il beneficio della sospensione condizionale della pena viene riconosciuto, ma è subordinato al buon esito di un iter di recupero del condannato, il giudice non può stabilire quanto tale programma riabilitativo debba durare, ma può solo fissare - in armonia con il percorso prospettato - il termine di scadenza entro cui verificarne il risultato.
ansa.it, 27 febbraio 2024
Un detenuto del reparto di media sicurezza del carcere di Prato si è suicidato la scorsa notte. A scoprire l’accaduto, attorno a mezzanotte e mezzo, è stato un agente della polizia penitenziaria durante i controlli di ronda. L’uomo, un 45enne marocchino che si trovava da solo nella cella, è stato trovato impiccato alle sbarre della finestra attraverso una corda rudimentale realizzata con le stringhe delle scarpe e le lenzuola. Inutile purtroppo l’intervento dell’automedica e della Misericordia di Montemurlo, inviati dal 118. Il detenuto, che era stato trasferito a Prato da altri istituti in tempi recenti, non aveva dato segni particolari delle sue intenzioni, né aveva compiuto in passato gesti autolesionistici.
Gazzetta del Sud, 27 febbraio 2024
È ricoverato in coma al Policlinico di Messina un detenuto del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. L’uomo, S.C., 41 anni, è entrato in ospedale lunedì scorso dopo aver ingoiato tre lamette, che gli hanno provocato gravi ferite. Le sue condizioni sono molto gravi. “L’uomo soffre di ansia, depressione e disturbi della personalità. Nonostante le gravi patologie da cui è affetto e l’ormai prossimo fine pena, che sarà ad aprile 2024, viene lasciato in carcere”, dice il suo difensore, l’avvocato Salvatore Silvestro.
Gazzetta del Sud, 27 febbraio 2024
Il Gip dispone nuovi esami. Il caso riguardo il giallo del decesso del 29enne reggino Antonino Saladino. Resta ancora aperta l’indagine nata per fare luce sul decesso in carcere (i fatti risalgono al 2018) di un giovane detenuto di Reggio, il 29enne Antonino Saladino. Per la terza volta, il Gip del Tribunale di Reggio Calabria, Antonino Foti, ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico ministero nell’ambito del procedimento penale instaurato a seguito della morte del giovane detenuto reggino. “Si tratta del terzo rigetto alla richiesta di archiviazione in poco più di due anni” evidenzia con una nota stampa il legale della famiglia, l’avvocato Pierpaolo Albanese.
di Elisa Sola
La Repubblica, 27 febbraio 2024
“Un’intimidazione”. Silvia Caronni aveva presentato gli esposti che avevano fatto aprire l’indagine, tuttora aperta e coperta da segreto, in cui è indagata una trentina di agenti della penitenziaria. Un altro caso avvolto dal mistero. Un’altra inchiesta che proverà a fare luce su combinazioni che forse non sono tali. Un caso che, comunque andrà a finire, preoccupa la garante comunale dei detenuti di Biella, Sonia Caronni. Alcuni giorni fa, nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, la garante ha subito un furto in casa. Un episodio strano, perché dalla villetta a due piani nella quale la garante vive con la famiglia, a Biella, sono spariti il suo cellulare di servizio e, soprattutto, le copie di denunce e atti giudiziari relativi all’inchiesta - tuttora in corso - sulle presunte torture commesse (secondo la procura) da alcuni agenti della penitenziaria contro vari detenuti.
di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 27 febbraio 2024
Detenuto inscena una protesta: finisce all’ospedale con la milza spappolata. Inchiesta con tre denunciati. Tre agenti della Polizia penitenziaria del carcere di Venezia sono stati denunciati per lesioni. A indicarli, appena è uscito dalla terapia intensiva, è stato un detenuto ventitreenne veneziano originario dell’est Europa che ha raccontato di essere stato pestato e ridotto in fin di vita al carcere di Santa Maria Maggiore il 19 febbraio. I nomi delle guardie che lo avrebbero picchiato non sono stati indicati perché il giovane non li conosce, ma a breve ci sarà il riconoscimento da parte della vittima.
labusa.info, 27 febbraio 2024
La Garante per i diritti dei detenuti di Trento Antonia Menghini ha riportato i dati relativi agli ingressi nel 2022 nella Casa circondariale di Spini di Gardolo, che sono stati 37, con un totale di 330 colloqui. Un aspetto critico della Casa circondariale di Spini permane la consistente concentrazione di detenuti straniera, che si attesta sul 60%, seppure in calo rispetto alle punte del 72% toccate anni addietro. Questo dato la rende una realtà molto difficile da gestire, non fosse altro per tutte le difficoltà che normalmente incontrano le persone straniere durante la detenzione. Un’altra criticità è il numero eccessivo di presenze a fronte della scarsità di organico degli operatori penitenziari con un trend di crescita dei detenuti, che ha raggiunto punte di circa 360 presenze nel 2023.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 27 febbraio 2024
Il carcere di Bollate, vicino a Milano, si distingue per l’inserimento lavorativo dei detenuti, con 700 su 1.420 che svolgono attività remunerate. Grazie a un modello di gestione innovativo, il carcere è diventato un esempio nel sistema penitenziario italiano. Gli ultimi inserimenti lavorativi di detenuti sono nel settore dell’hotellerie e nei cantieri edili. Ma nella casa di reclusione di Bollate, alle porte di Milano, questa ‘attitudine’ al lavoro non è una novità, al contrario, qui gran parte dei detenuti, dopo un periodo di formazione, sconta la sua pena lavorando, tant’è che il carcere è diventato un modello nel sistema penitenziario italiano. Attualmente sono 700 su 1.420 i detenuti che lavorano, dentro e fuori: 174 detenuti all’interno del carcere, assunti dalle aziende che hanno scelto di portare una parte del lavoro nell’area industriale del carcere (come la Dalla Corte di Baranzate, che affida ai detenuti la rigenerazione di macchine da caffè), oppure dalle imprese sociali, come “Bee 4 altre menti”, “Abc La sapienza in tavola” o “Alice”, che gestisce il laboratorio di sartoria e ultimamente è in forte espansione grazie a collaborazioni con importanti brand della moda. Altri 350 detenuti sono impegnati a turno alle dipendenze dell’amministrazione carceraria e infine 240 detenuti in articolo 21 e semi libertà lavorano all’esterno.
- Milano. Un salto di qualità professionale. Anche in carcere è possibile
- Castrovillari (Cs). Un corso di pizzeria per i detenuti della Casa circondariale
- Roma. Sottoscritto in tribunale un documento sui programmi di giustizia riparativa
- Roma. La detenzione secondaria: uno sguardo alle tutele per le famiglie dei detenuti
- Roma. “Bookciak Azione!”, dalla Mostra del cinema di Venezia un premio per le allieve detenute










