di Niccolò Zancan
La Stampa, 2 febbraio 2024
Porta Alba di Costanza, Romania. Una delle carceri più terrificanti d’Europa. “Ventiquattro persone rinchiuse in una cella. Un solo bagno intasato. Una cella gelida d’inverno, bollente d’estate. Ratti, immondizia. La parola disumanità non è esagerata, dovete credermi. Attraverso le sbarre, danno da mangiare una brodaglia orrenda. Mio figlio è depresso, pensa al suicidio. È stato aggredito da un ragazzo con problemi psichiatrici. Pochi giorni fa una donna si è tolta la vita nell’area femminile. Tutti, lì dentro, soffrono. Soffrono perché sono trattati come animali. Sono voci annullate, persone cancellate. Quel carcere è lontanissimo dai parametri di civiltà che ci aspetteremmo da un Paese dell’Unione europea”.
di Alfredo Roma
Il Domani, 2 febbraio 2024
L’esecuzione di Kenneth Eugene Smith con l’azoto puro è stata definita tortura. La pena di morte in otto stati, la possibilità di detenere armi, l’assenza del welfare. Gli Stati Uniti sono davvero un paese democratico? Malgrado le esecuzioni capitali siano sempre abbastanza frequenti negli Stati Uniti (nel 2023 ne sono state eseguite 24), quella avvenuta qualche giorno fa in Alabama ha suscitato un sentimento di orrore in tutto il mondo. Lo stesso presidente Biden è apparso turbato e imbarazzato. L’Unione Europea ha espresso “profondo rammarico per l’esecuzione di Kenneth Eugene Smith avvenuta nello stato dell’Alabama, costretto a respirare azoto puro”. Una dolorosissima agonia durata 22 minuti.
di Luca Miele
Avvenire, 2 febbraio 2024
Per Human Rights Watch ci “sono prove credibili” che i produttori di alluminio nello Xinjiang si stiano avvantaggiando di trasferimenti di manodopera “forzata” per rifornire le case automobilistiche. Nel boom delle auto elettriche - con la Cina pronta ad assaltare i mercati globali - potrebbe nascondersi un “cuore” oscuro: il ricorso al lavoro forzato nello Xinjiang. L’accusa viene da Human Rights Watch che, in un rapporto di 99 pagine intitolato “Asleep at the Wheel: Car Companies’ Complicity in Forced Labour in China”, ha individuato possibili collegamenti tra diverse case automobilistiche - tra le quali il rapporto nomina General Motors, Tesla, BYD, Toyota e Volkswagen - e l’alluminio prodotto utilizzando gli internati uighuri nei campi di lavoro.
di Ugo Magri
La Stampa, 1 febbraio 2024
La denuncia del capo del Dap durante l’incontro con il presidente della Repubblica: già 13 morti suicidi dall’inizio dell’anno. Le carceri ungheresi, certo, ma anche quelle italiane. Sergio Mattarella è molto preoccupato per quanto sta accadendo nei nostri istituti di pena e per comprendere meglio, o forse anche per mandare un segnale a chi dovrebbe darsi una mossa, ha ricevuto sul Colle il capo del Dap (Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria), Giovanni Russo. Il comunicato stampa diffuso in serata dal Quirinale è piuttosto parco di informazioni sui contenuti del colloquio. Di certo non si è parlato del caso Ilaria Salis, anche perché Russo non sarebbe l’interlocutore giusto; tuttavia si può dare per assodato che il presidente della Repubblica abbia chiesto notizie circostanziate e di prima mano sull’ondata di suicidi tra i detenuti che, secondo alcuni calcoli degli addetti ai lavori, sono stati ben quattordici dall’inizio di quest’anno, al ritmo spaventoso di uno ogni due giorni. In carcere si muore troppo, nell’indifferenza generale.
di Liana Milella
La Repubblica, 1 febbraio 2024
Colloquio ieri al Quirinale. Da 9 giorni in sciopero della fame Roberto Giachetti e Rita Bernardini di “Nessuno tocchi Caino”. Oggi al Senato le interrogazioni di Forza Italia di M5S sui penitenziari italiani al Guardasigilli Nordio. Sergio Mattarella è preoccupato per la situazione delle carceri in Italia. Per questo ieri pomeriggio ha convocato al Quirinale il capo del Dap, il pm antimafia napoletano Giovanni Russo. Un colloquio di oltre mezz’ora, in cui il presidente ha espresso tutta la sua preoccupazione e il suo allarme per i 13 suicidi che si sono verificati nel solo mese di gennaio, una cifra record, come ha documentato Repubblica.
di Dario Lucisano
L’Indipendente, 1 febbraio 2024
A gennaio nelle carceri italiane si sono registrati 13 suicidi, il numero più alto negli ultimi 10 anni, che supera di gran lunga i 7 del 2022, anno in cui i suicidi nei penitenziari hanno toccato il loro apice, arrivando a toccare quota 85. L’ultimo risale al 29 gennaio, ed è stato segnalato dalla Uil-Pa, il ramo della Polizia Penitenziaria della Uil. Secondo il ministro della Giustizia Carlo Nordio, la problematica è irrisolvibile, eppure uno dei principali fattori di disagio segnalato più volte dalle organizzazioni per i diritti dei detenuti è l’alto tasso di sovraffollamento degli istituti, a cui vanno aggiunte anche le condizioni spesso ai limiti in cui vivono i carcerati italiani, non raramente privati di spazi sociali, adeguata formazione, e qualche volta addirittura di prime necessità come l’acqua calda.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 1 febbraio 2024
Le foto e i video della 39enne italiana hanno fatto il giro del mondo. Sta destando scalpore il fatto che sia entrata in un’aula di tribunale ungherese con mani e piedi incatenati. Patrizio Gonnella (presidente di Antigone): “In Italia rischiamo di emulare l’est dell’Europa. Il sovraffollamento medio è al 117,2% e i suicidi in carcere nel 2024 sono già 13. Per fortuna ci sono i volontari e le associazioni”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 febbraio 2024
Ogni giorno, su queste pagine del Dubbio, denunciamo gli abusi e le gravi criticità che riguardano il nostro sistema penitenziario. Tuttavia, è necessario fare attenzione nel paragonare la situazione italiana a quella dell’Ungheria di Orban, attualmente soggetta a procedura d’infrazione europea per plurime violazioni dello Stato di diritto. L’immagine di Ilaria Salis con mani e piedi incatenati richiama da vicino ciò che avveniva nel nostro Paese fino a 30 anni fa. Si potevano vedere detenuti con le catene ai piedi, e non era raro osservare i reclusi che venivano condotti dal carcere alle aule di tribunale legati a una catena. Ma grazie alle battaglie delle organizzazioni dei diritti umani, delle forze politiche (in particolare il Partito Radicale), e alle sentenze delle alte Corti, l’Italia ha compiuto significativi progressi. Se emergono abusi in questo senso, c’è la possibilità di denunciare e lottare affinché vengano perseguiti.
di Angela Stella
L’Unità, 1 febbraio 2024
“In Italia abbiamo oltre 100 carceri, sui 189 totali, con una media di sovraffollamento del 150%. Quindi ce ne sono alcune in cui il sovraffollamento supera il 200%”. Rita Bernardini, Presidente di Nessuno Tocchi Caino, sta conducendo uno sciopero della fame per chiedere alla Presidente del Consiglio Meloni di mettere in campo iniziative al fine di diminuire la pressione della popolazione carceraria.
Agenzia Nova, 1 febbraio 2024
Con il ministro Nordio, “abbiamo incontrato al ministero il presidente del Garante nazionale dei detenuti, Maurizio d’Ettore, unitamente ai suoi colleghi Irma Conti e Mario Serio, per effettuare una prima ricognizione sulle criticità nelle carceri”. Lo ha detto il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenendo a Sky Tg24. “Non seguiamo soltanto la strada di una ‘terapia generale’, ma riteniamo fondamentale indagare su ciò che accade nei singoli luoghi, con attenzione a ogni dettaglio - ha sottolineato -.










