di Ermes Antonucci
Il Foglio, 27 gennaio 2024
L’Unione delle camere penali ha proclamato tre giorni di astensione dal 7 al 9 febbraio. Il presidente Petrelli: “Protestiamo contro l’aumento spropositato di nuovi reati, l’inerzia di fronte al sovraffollamento carcerario e la limitazione del diritto di difesa”. Introduzione a getto continuo di nuovi reati, inerzia di fronte al dramma del sovraffollamento carcerario, limitazione del diritto di difesa. Sono i principali motivi che hanno spinto l’Unione delle camere penali italiane (Ucpi) a proclamare tre giorni di sciopero, cioè di astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria, dal 7 al 9 febbraio. “Stiamo assistendo a uno spropositato incremento di nuove fattispecie penali e a un aggravamento delle pene in senso contrario al principio di uguaglianza e di proporzionalità. La normazione si è trasformata in una slot machine di nuovi reati”, dichiara al Foglio Francesco Petrelli, presidente dell’Ucpi. “Questa pretesa di affidare al sistema penale e alla carcerazione la soluzione di ogni situazione di conflitto sociale ha come conseguenza quella di avere il carcere come unico destino dell’intero sistema penale”, aggiunge Petrelli, che sottolinea “la situazione drammatica e inaccettabile delle condizioni dei detenuti”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
L’ex allevatore di Burcei, che si è sempre proclamato innocente, era stato condannato all’ergastolo con l’accusa di essere l’autore della strage di Sinnai (Cagliari) dell’8 gennaio del 1991 in cui furono uccisi tre pastori. “È la fine di un incubo”. Dopo 10mila giorni di carcere, la Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto uno dei più clamorosi errori giudiziari di questo Paese. Beniamino Zuncheddu è innocente. Ma prima che un giudice affermasse la verità che lui ha sempre urlato, sono dovuti passati 33 anni. La conferma è arrivata ieri sera, quando i giudici hanno chiuso il processo di revisione con l’assoluzione per non aver commesso il fatto.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
In un Paese saldamente democratico i media avrebbero dovuto stigmatizzare, se non censuare, la notizia della ignobile petizione in cui si sostiene la presunta incompatibilità fra il ruolo di professore universitario e quella di avvocato difensore di Filippo Turetta, indagato per l’omicidio di Giulia Cecchettin. In Italia, invece, la notizia ha avuto ampio risalto, certamente maggiore rispetto alla netta e condivisibile risposta della Rettrice dell’Università di Padova che ha semplicemente richiamato elementari principi giuridici (la difesa è un diritto di tutti) nel respingere sdegnatamente la delirante richiesta di destituzione del prof. Caruso.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
L’avvocata Alessia Pontenani è indagata per falso insieme a due psicologhe del carcere per il test che ha certificato un deficit cognitivo. “La mia nomina? È arrivata dopo. Le porto vestiti e cibi in cella, anche i carcerati hanno bisogno di affetto”. “Non faccio alcun passo indietro: io non ho fatto niente, se non il mio lavoro, l’avvocato”. Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi, accusata di aver fatto morire di stenti la figlia di soli 18 mesi, è una tipa combattiva. E non la spaventa l’indagine che, da qualche ora, le è piombata tra capo e collo. Assieme a due psicologhe del carcere di San Vittore, dove Pifferi si trova reclusa, è infatti accusata di falso per una relazione che certifica un deficit mentale a carico della sua assistita.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 27 gennaio 2024
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 2502 deposita oggi, affermando che nonostante la prescrizione il legale aveva depositato la lista testimoniale e citato due testi. Nel patrocinio a spese dello Stato, al legale va liquidato il compenso per la fase istruttoria anche in caso di estinzione per prescrizione del procedimento se ha depositato la lista testimoniale e citato i testi. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 2502 di oggi, accogliendo con rinvio il ricorso dell’avvocato.
di Laura Tedesco
Corriere del Veneto, 27 gennaio 2024
Solo nel carcere di Montorio ce ne sono stati 4 negli ultimi tre mesi. A inizio gennaio un detenuto si è ucciso a Vicenza e un altro a Padova. La piaga dei suicidi in carcere continua a essere pesante: nell’anno che va dall’1 luglio 2022 al 30 giugno 2023 in Veneto ci sono stati 6 suicidi (rispetto ai 4 dell’anno precedente), 99 tentati suicidi (rispetto a 95) e 787 atti di autolesionismo (erano stati 768). E ieri il presidente della Corte d’appello Carlo Citterio e il procuratore generale Federico Prato hanno lanciato l’allarme. “Il sovraffollamento è preoccupante - ha sottolineato Prato - A fronte di una capienza di 1947 posti, erano presenti 2481 detenuti, di cui 1250 stranieri e 131 donne”. Ovvio che in una situazione del genere, il malessere sia molto diffuso. “E colpisce non tanto i veri delinquenti, che il carcere lo sopportano meglio, ma le persone più fragili - prosegue - un’alta percentuale di detenuti ha disagi psichici e le strutture non bastano”. In Veneto c’è una Rems sola, a Nogara, che ha aumentato i posti da 30 a 40.
ansa.it, 27 gennaio 2024
Si è tolto la vita un giovane originario dei Monti Dauni. L’Osapp: “Urge una riorganizzazione del sistema”. Un detenuto di 35 anni, originario di Biccari sui Monti Dauni, si è suicidato nel carcere di Foggia. A darne notizia Ruggiero D’Amato, segretario regionale dell’Osapp. L’uomo - stando a quanto si è appreso - si è impiccato all’interno della cella utilizzando un rudimentale cappio ricavato probabilmente dalle lenzuola.
di Francesco Parrella
Corriere del Mezzogiorno, 27 gennaio 2024
La protesta degli attivisti: è un’emergenza. Il sindacato: “Il governo intervenga subito”. “Carceri o cimiteri?”, si legge su alcuni manifesti funebri apparsi stamane a Napoli, per denunciare la situazione nel carcere di Poggioreale, dove in poco meno di un mese ci sono stati già 3 suicidi tra i detenuti. E si indaga anche per un quarto caso, un giovane 33enne di Secondigliano che soffriva di patologie psichiche, trovato senza vita il 5 gennaio, nel reparto Napoli, sul cui corpo sono stati trovate delle ferite che hanno fatto pensare a un’aggressione.
di Giuseppe Poli
Il Resto del Carlino, 27 gennaio 2024
Si tratta di un 36enne tunisino che era in carcere per spaccio da meno di un anno: era seguito dal Sert. Lo hanno trovato che era ancora sul letto, quasi seduto, già rigido, e hanno chiamato le guardie dando subito l’allarme. Per lui, un tunisino di 36 anni, non c’era più nulla da fare. Era morto. Il carcere di Montacuto registra un altro detenuto deceduto in cella in meno di un mese. Lo straniero, che era in carcere da meno di un anno, per spaccio di droga, è stato trovato ieri mattina presto. Era in cura al Sert perché era dipendente da sostanze stupefacenti. Si trovava ristretto nella sezione chiamata “trattamento intensificato”, quella dove durante le ore del giorno le porte delle celle vengono tenute aperte e le persone in carcere posso entrare e uscire pur restando limitati a quel blocco. Di notte poi le porte delle celle sono di nuovo chiuse. Una sezione aperta, per detenuti meno pericolosi e che hanno sempre tenuto un atteggiamento collaborativo. Ieri mattina, attorno alle 6, i compagni di cella lo hanno visto semi seduto sul letto, la testa in avanti, non rispondeva.
di Emanuela Zanasi
Il Resto del Carlino, 27 gennaio 2024
Un progetto di Coopattiva e dell’Associazione per la Responsabilità Sociale di Impresa di Modena offre ai detenuti del carcere di Sant’Anna la possibilità di formarsi e lavorare, favorendo la loro riabilitazione. L’iniziativa, finanziata anche dal vescovo di Modena, mira a collegare il carcere con il tessuto produttivo esterno, offrendo opportunità agli imprenditori e agevolazioni fiscali. Attualmente, 16 detenuti seguono un percorso di lavoro esterno e altri 6 sono impegnati nel laboratorio di Coopattiva. Sono in programma ulteriori progetti, come un laboratorio di sartoria per le donne e uno gastronomico.
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