di Stefano Anastasìa
garantedetenutilazio.it, 9 gennaio 2024
“Solidarietà, libertà, uguaglianza, giustizia, pace: i valori, che la Costituzione pone a base della nostra convivenza… li vedo nella passione civile di persone che, lontano dai riflettori, della notorietà, lavorano per dare speranza e dignità a chi è in carcere. A loro esprimo la riconoscenza della Repubblica. Perché le loro storie raccontano già il nostro futuro”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto fare gli auguri per il nuovo anno e rendere merito a chi lavora in carcere, alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, di quella sanitaria o dell’istruzione, e alle migliaia di volontari che quotidianamente contribuiscono all’azione rieducativa prescritta dalla Costituzione.
Ristretti Orizzonti, 9 gennaio 2024
Si è svolta tra il 27 novembre 2023 e il 7 gennaio 2024, la staffetta per la raccolta regali - ne sono stati donati circa 2000 - iniziata a Osimo e proseguita a Napoli, Foggia, Catania, Torino, Brindisi, Cosenza e conclusa a Milano presso la sede di Bambinisenzasbarre. La staffetta ha fatto parte della campagna natalizia di sensibilizzazione “Spazio Giallo va dal carcere in città”, un evento simbolico organizzato dall’Associazione Bambini senza sbarre Ets su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con i partner della sua rete italiana, per la raccolta regali destinati ai bambini che frequentano gli Spazi Gialli presenti negli istituti penitenziari italiani. Sono tante le persone che si sono recate nei punti di raccolta cittadini, nel corso delle 8 tappe, lasciando tantissimi regali che sono stati poi portati agli Spazi Gialli e distribuiti ai bambini che li frequentano.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 9 gennaio 2024
Il rischio per l’Italia è uno scontro a bassa intensità, fatto di contrapposte culture del sospetto. A guardarla senza paraocchi di fazione questa non è una storia di buoni o cattivi. Nella torsione del rapporto tra politica e giustizia che da un pezzo tiene in ostaggio l’Italia ci sono solo cause ed effetti. In una democrazia un tempo immatura e bloccata da ragioni geopolitiche (la nostra posizione nella Guerra fredda, il timore di cambiare sistema cambiando opzione di voto) si è determinata nel volgere di qualche decennio un’alterazione del legame tra eletti ed elettori. E non solo per l’ovvia ragione che un governante, ove sia sicuro di non essere mandato a casa, finirà per governare peggio.
di Giulia Merlo
Il Domani, 9 gennaio 2024
In commissione Giustizia al Senato comincia il voto sul ddl Nordio, che contiene la cancellazione del reato. Il rischio, secondo i contrari, è quello di incostituzionalità per contrasto con le previsioni dei trattati internazionali e in particolare con la convenzione Onu di Merida. Entra nel vivo l’iter in commissione Giustizia del Senato del cosiddetto ddl Nordio, il disegno di legge di iniziativa del governo che contiene l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio. La relatrice è la stessa presidente della commissione, la leghista Giulia Bongiorno, e i senatori cominceranno con l’esame degli emendamenti presentati dai gruppi al testo, con circa 160 proposte depositate. L’obiettivo del ministro è quello di arrivare il prima possibile all’approvazione del primo vero pacchetto di norme da lui presentate e che erano state approvate dal consiglio dei ministri nel giugno 2023.
di Simona Musco
Il Dubbio, 9 gennaio 2024
L’argomento è stato al centro di un vertice convocato per redigere i pareri dell’esecutivo sugli emendamenti al ddl Nordio, che oggi, in Commissione Giustizia al Senato, segna la ripartenza del “carrozzone” della giustizia. “Sull’abuso d’ufficio la linea è chiara: abolizione”. Sono quasi le 20 quando da via Arenula, dopo una lunga riunione che riprenderà questa mattina, arriva la prima indiscrezione sulle intenzioni del governo: tirare dritto, nonostante le proteste della magistratura e quelle di parte dell’opposizione.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 9 gennaio 2024
Nell’ultimo anno per tre volte la Corte costituzionale si è espressa per difendere le prerogative dei parlamentari dalle invasioni di campo della magistratura. I casi Renzi, Ferri ed Esposito spiegati dal costituzionalista Enrico Grosso. Più garanzie per i parlamentari di fronte alle invasioni di campo della magistratura. È questo il più importante lascito del 2023 della Corte costituzionale. Nell’ultimo anno, infatti, per tre volte la Consulta è stata chiamata a esprimersi per difendere le prerogative costituzionali dei membri del Parlamento dall’invadenza delle toghe. Un percorso non privo di contraddizioni, che ripercorriamo con Enrico Grosso, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Torino. “La sentenza più innovativa - dice Grosso - è stata certamente la n. 170”, quella che sostanzialmente ha dato ragione a Matteo Renzi contro la procura di Firenze, che nell’ambito dell’inchiesta Open aveva acquisito, senza preventiva autorizzazione del Senato, messaggi di posta elettronica e WhatsApp di Renzi conservati in dispositivi elettronici appartenenti a terze persone.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 9 gennaio 2024
Con la prescrizione il reato si estingue, vale a dire che non è più procedibile, dopo il decorso di un periodo di tempo che varia a seconda della pena prevista e quindi della gravità del reato. La prescrizione esiste in tutti paesi democratici e si basa - volendo sintetizzare - sul presupposto che allo Stato non conviene più continuare a perseguire un reato, con le relative spese, quando è trascorso troppo tempo, perché del reato si è persa la memoria, le prove sono ormai difficili se non impossibili da trovare e si presume che la persona da processare possa essere cambiata.
di Marina Verdenelli
Il Resto del Carlino, 9 gennaio 2024
La Procura indaga contro ignoti: stando al parere del medico che ha analizzato la sua posizione, il detenuto poteva stare in quella sezione: aveva ricevuto una sanzione disciplinare. Era in isolamento da un giorno Matteo Concetti, il 25enne trovato impiccato nella cella del carcere di Montacuto, venerdì scorso, e con tanto di nullaosta sanitario dato dal medico in servizio quel giorno nella casa circondariale. Stando al parere del dottore, che avrebbe analizzato prima la sua posizione, compresa anche quella sanitaria con le relative cartelle cliniche, il detenuto poteva stare in isolamento.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 9 gennaio 2024
“Ogni volta che qualcuno muore in carcere così riemerge la rabbia per Stefano”. La senatrice era stata contattata poche ore prima dalla mamma del 23enne poi impiccatosi nella sua cella di Ancona. “I miei figli mi hanno consolato: mamma, non devi sentirti in colpa”. “Tutte le volte che un ragazzo muore in carcere in modo assurdo e inconcepibile come è successo venerdì ad Ancona provo la stessa rabbia, lo stesso dolore, la stessa frustrazione che ho provato per Stefano. Purtroppo per Matteo non sono riuscita a far nulla e questo mi lascia un profondo senso di angoscia”. Ilaria Cucchi è ancora sconvolta dalla notizia della morte di Matteo Concetti, il 23enne di Fermo, con una patologia psichiatrica, impiccatosi venerdì pomeriggio nella sua cella di isolamento del carcere di Ancona solo poche ore dopo aver annunciato l’intenzione di uccidersi durante il colloquio con i genitori.
vivereancona.it, 9 gennaio 2024
Sinistra Italiana delle Marche esprime tutta la sua vicinanza alla famiglia di Matteo Concetti, trovato morto alle 18 del 5 gennaio 2024 nella cella di isolamento nel carcere di Montacuto dove era stato rinchiuso. Davanti ai genitori e agli operatori, venerdì aveva minacciato il suicidio se l’avessero condotto in isolamento. Alle 18 è stato trovato morto. Ieri 6 gennaio nel pomeriggio, la Senatrice Ilaria Cucchi - telefonicamente - e attivisti del partito di SI sono stati vicini alla famiglia presso la camera mortuaria, perché nel 2024 la salute e la vita di un detenuto è ancora più di un numero; lo è per noi e dovrebbe esserlo per la Repubblica italiana.
- Augusta (Sr). Si sente male in carcere: detenuto palermitano muore a 53 anni
- Palermo. Avvocato minacciato in carcere: “Un agente ha tentato di aggredirmi”
- Nuoro. Ergastolano scrive a Sdr: “Il pensiero di morire in galera è un affanno indescrivibile”
- Firenze. Detenuta tunisina incinta di tre mesi. Il Garante: “Dovrebbe essere ai domiciliari”
- Udine. In carcere è stata attivata la sezione semiliberi. Corleone: “Un vero cambio di passo”










