di Giovanni Tizian
Il Domani, 30 dicembre 2023
L’emendamento Costa spinge la democrazia nelle tenebre. E questa soccombe nell’oscurità, parafrasando il motto del Washington Post. La norma approvata alla Camera prevede il divieto di pubblicazione sui giornali del contenuto delle ordinanze di custodia cautelare, cioè i mandati di arresto, disposti nell’ambito delle indagini preliminari. Atti il cui scopo è informare gli indagati sul motivo del provvedimento che li riguarda. Le informazioni contenute sono però utili anche per fornire un quadro accurato ai lettori, prima di tutto cittadini e dunque titolari del diritto a essere informati su questioni di interesse pubblico.
di Valentina Sella
Il Dubbio, 30 dicembre 2023
Prosegue il dibattito sull’emendamento di Enrico Costa che vieta la pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare. Oggi ne parliamo con il giurista Glauco Giostra: “Conterà il significato normativo che verrà assegnato alla locuzione: estratto del testo”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 30 dicembre 2023
Bocciato l’emendamento D’Alfonso che istituiva l’obbligo di formazione garantista. Chi insegna al personale di polizia, carabinieri e guardia di finanza come si scrive una informativa di reato? E soprattutto quali parole e quali aggettivi devono essere utilizzati per scrivere una informativa di reato? Se lo è chiesto l’ex presidente della Regione Abruzzo e ora deputato del Pd Luciano D’Alfonso presentando un emendamento, poi però non accolto, alla legge di delegazione europea sulla presunzione d’innocenza e avente ad oggetto “l’obbligo di formazione continua delle forze di Polizia, della Guardia di finanza dell’Arma dei carabinieri e della Polizia penitenziaria nonché norme per la continenza linguistica”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 30 dicembre 2023
Il professor Oliviero Mazza commenta la sentenza della Corte Costituzionale sulle intercettazioni all’ex senatore Esposito. La sentenza n. 227 del 2023 della Corte Costituzionale, depositata giovedì, ha chiarito ulteriormente il tema delle intercettazioni a carico di un parlamentare. Nel caso specifico, è stato dichiarato che non spettava alle autorità giudiziarie, che hanno sottoposto ad indagine e, successivamente, rinviato a giudizio l’ex senatore Stefano Esposito, disporre, effettuare e utilizzare intercettazioni rivolte nei confronti di un terzo imputato, ma in realtà univocamente preordinate ad accedere alla sfera di comunicazione del parlamentare, senza aver mai richiesto alcuna autorizzazione al Senato della Repubblica. La Consulta, come evidenzia il professor Oliviero Mazza, ordinario di diritto processuale penale nell’Università di Milano-Bicocca, ha offerto spunti di riflessione anche per interventi futuri da parte del legislatore.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 30 dicembre 2023
Gli inquirenti non hanno mai chiesto l’autorizzazione al Senato ed è chiaro che il bersaglio era il parlamentare Esposito e non il terzo interlocutore. “Sono state violate le leggi e la Costituzione, lo dice l’Alta Corte. Ora mi aspetto l’intervento del ministro Nordio, perché mandi gli ispettori a verificare quel che succede e che è successo dal 2015 alla Procura di Torino. Ma chiedo anche iniziative del ministro Crosetto, dell’ex guardasigilli Andrea Orlando e di parlamentari piemontesi come il leghista Riccardo Molinari ed Enrico Costa, che conduce tante battaglie meritevoli, ma sul mio caso non ha ancora detto nulla”.
di Elisa Sola
La Repubblica, 30 dicembre 2023
Sovraffollamento, condizioni sanitarie insufficienti e personale scarso secondo i Garanti. Ad Alba ci sono 40 detenuti, di cui molti con problemi psichici, ma un’area sanitaria attiva solo dodici ore al giorno. Ad Alessandria si gela: con le stufette accese si arriva a 16,5°. C’è una palestra nuova, ma nessuno la usa. A Cuneo, nei prossimi mesi, prevedono che la presenza dei detenuti del 41 bis raddoppierà. E il 60% dei reclusi è immigrato ma mancano mediatori e poliziotti.
di Giuliana Covella
Il Mattino, 30 dicembre 2023
Due anni fa aveva chiesto la somma di 2 euro a un automobilista per la sosta. Per questo un parcheggiatore abusivo di 25 anni, di origine nigeriana, è rinchiuso in una cella a Poggioreale per scontare il reato di estorsione. È uno dei 2.528 detenuti che nella nostra regione sono ristretti con residuo di pena da 0 a 3 anni. A tracciare la “radiografia in bianco e nero” del carcere in Campania nel 2023 sono il Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello, e il Garante comunale di Napoli don Tonino Palmese.
di Erica Manna
La Repubblica, 30 dicembre 2023
Il Garante regionale della Liguria per i diritti delle persone private della libertà personale ha visitato i luoghi di detenzione il giorno di Natale. Ecco quali sono le sue conclusioni. I frigoriferi sono arrivati. Ma uno, a pozzetto, deve bastare per oltre cinquanta persone. A Marassi i bidé non esistono. A Pontedecimo sì: ma non per la cella per disabili, priva anche di doccetta. A Marassi c’è il Centro clinico: un hub, tanto che molti detenuti vengono inviati lì anche dalle carceri di Saluzzo, o Imperia. Ma i posti sono circa 45: un terzo per chi è affetto da Hiv, altrettanti per chi ha problemi di natura psichiatrica. Il risultato è che per chi è malato non restano che una quindicina di posti. Così non è raro che, nell’attesa, il detenuto finisca nella sezione ordinaria. Lontanissimo dalle famiglie. Sono solo alcune istantanee dalle carceri liguri che Doriano Saracino, garante regionale della Liguria dei diritti delle persone private della libertà personale, ha osservato durante le festività: “Bisogna capire che il carcere è un problema di tutti”.
di Manuela Trevisani
L’Arena, 30 dicembre 2023
La Procura ha aperto un’indagine sui suicidi avvenuti all’interno della casa circondariale di Montorio. Al momento di tratta di un fascicolo conoscitivo, senza alcun nome iscritto sul registro degli indagati: l’obiettivo è fare chiarezza su quanto avvenuto nei mesi scorsi dietro le sbarre del carcere veronese e, soprattutto, individuare eventuali responsabilità. Il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Maria Federica Ormanni. Delle indagini si occuperanno gli agenti del Nucleo investigativo centrale (Nic) della polizia penitenziaria, in arrivo dalla sede compartimentale di Padova.
di Gabriella Mazzeo
fanpage.it, 30 dicembre 2023
Antonella Zarri, mamma di Alberto Scagni, racconta le condizioni in cui si trova il figlio 42enne dopo essere uscito dal coma farmacologico. “Sbattuto in una cella di isolamento disposta dal reparto di Fisiatria dell’ospedale di Imperia quando ancora non riusciva a reggersi in piedi”. Dopo due interventi chirurgici al viso, Alberto Scagni ha lasciato il reparto di Rianimazione dell’ospedale di Sanremo e si trova ora nel reparto di Fisiatria.
- Torino. Le carte giudiziarie che raccontano un carcere di diritti violati
- Bambini in cella con le mamme: che civiltà è mai questa?
- Israele. C’è chi dice no alla guerra, ma gli obiettori vanno in carcere
- Il Sudafrica accusa Israele di genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia
- Carcere e diritti, tempo di bilanci. Non positivi










