di Piero Sansonetti
L’Unità, 25 dicembre 2023
2.271 morti in un anno sono l’immagine di un delitto che l’Italia si porterà sulla coscienza per almeno un secolo. Quest’anno sono morti in mare 2.271 naufraghi. Cioè il 60 per cento più di quelli che erano morti nel 2022. In cifra assoluta 858 in più. Questa è la cifra accertata. Terrificante. Sicuramente i morti sono molti di più. Perché il calcolo dei dispersi è sempre per difetto e perché esistono decine e decine di naufragi di piccole barche che sfuggono a ogni controllo e noi non ne sappiamo niente. È molto probabile che i morti siano più di tremila. Circa dieci volte di più di tutti gli omicidi volontari che vengono commessi in Italia in un anno.
di Michele Passione*
Ristretti Orizzonti, 24 dicembre 2023
11 febbraio 1999; a seguito di questione di legittimità costituzionale sollevata dal Magistrato di sorveglianza di Padova la Corte dichiarò l’illegittimità degli artt. 35 e 69 O.P., “nella parte in cui non prevedono una tutela giurisdizionale nei confronti degli atti dell’amministrazione penitenziaria lesivi di diritti di coloro che sono sottoposti a restrizione della libertà personale”.
di Giovanna Di Rosa*
L’Unità, 24 dicembre 2023
La pena di morte storicamente è stata cancellata dal nostro sistema. L’avevamo fino al 1889 nel Codice Penale, il fascismo l’ha reintrodotta, la Costituzione poi l’ha spazzata via. L’ha ripudiata, l’ha lasciata per le leggi militari di guerra ma nel 1994 è stata sostituita dall’ergastolo. E che declinazione ha assunto questo ergastolo per noi? Dopo un anno, devo dire che tutti i correttivi che la Corte Costituzionale, tutti gli aggiustamenti che sono stati adottati, la normativa successiva e le interpretazioni che ci sono state, non è che abbiano portato a questa grande svolta.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 24 dicembre 2023
Il governo Meloni e l’urlo “in galera” del comico Bracardi. Chi ha un po’ di anni sulle spalle sa bene chi sia il signore ritratto in copertina. È Giorgio Bracardi, geniale comico della banda di Renzo Arbore, mentre si esibisce, con il Parlamento alle spalle, in una delle surreali performance che lo resero celebre. Qui interpreta infatti il personaggio che, di fronte a qualunque argomento lo irritasse o lo contrariasse, anche il più banale (“ti piace la minestrina?!”) cominciava ad urlare ossessivamente “in galeraaa! In galeraaa!”.
di Carlo Nordio* e Renato Brunetta**
Il Sole 24 Ore, 24 dicembre 2023
Ministero della Giustizia e Cnel hanno siglato un accordo interistituzionale di collaborazione con imprese, sindacati e associazioni di volontariato per offrire percorsi di training e lavoro ai detenuti. Un ponte tra il carcere e la società, portando il lavoro e l’istruzione al centro di un grande progetto di inclusione sociale che veda protagonisti le imprese, i sindacati, il volontariato, il sistema scolastico e universitario e gli enti locali. È l’occasione per trasformare gli interessi di cui i corpi intermedi sono portatori in responsabilità e virtù civiche, cioè in un valore aggiunto per la comunità, attraverso una operazione che è vantaggiosa per tutte le parti in causa. È quella che si dice una scommessa winwin-win, da vincere in tre: detenuti, società e vittime.
di Sara Tirrito
Il Fatto Quotidiano, 24 dicembre 2023
L’appello di associazioni e mondo dello spettacolo per implementare le case protette. Le opposizioni in blocco, sostenute da personalità del mondo dei diritti, attori e associazioni, hanno lanciato una petizione online per evitare che vengano modificati gli articoli 146 e 147 del codice penale. Oggi queste norme rendono obbligatorio il differimento della pena per le donne incinte o con figli di età inferiore a un anno, ma lo scorso novembre il governo ha inserito nel pacchetto sicurezza un intervento con cui il rinvio diventerebbe facoltativo.
di Angela Stella
L’Unità, 24 dicembre 2023
Nell’informativa in Aula il ministro ribadisce le sue preoccupazioni e dice: “Non è possibile che da 30 anni ci sia uno scontro: riportare la discussione in Parlamento”. E Musolino (Magistratura democratica) lo invita a un confronto pubblico. Ieri il Ministro della Difesa Guido Crosetto è tornato in Aula alla Camera per una informativa urgente in merito alle sue dichiarazioni a proposito dell’esistenza di correnti della magistratura che spingerebbero per assumere un ruolo di opposizione giudiziaria al governo e alla maggioranza.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 24 dicembre 2023
Il sottosegretario alla Giustizia: “Il Ministero è al lavoro per migliorare le condizioni di chi lavora in carcere e di chi è detenuto, puntando sul trattamento, su attività formative e professionalizzanti, su nuove circolari che garantiscano una maggiore armonia nelle sezioni”. “Il 2024 sarà l’anno delle riforme”, afferma il sottosegretario leghista alla Giustizia Andrea Ostellari.
di Angela Stella
L’Unità, 24 dicembre 2023
“Le ordinanze cautelari usate solo in chiave giustizialista, mai per controllare l’operato dei giudici. Lo stop riguarda la pubblicazione integrale di intercettazioni e altri elementi di prova fino a chiusura dell’indagine, i contenuti restano conoscibili”. L’emendamento del responsabile giustizia di Azione Enrico Costa approvato alla legge di delegazione europea due giorni fa alla Camera, così come riformulato su richiesta del Governo, comporta una modifica dell’articolo 114 del codice di procedura penale (Divieto di pubblicazione di atti e di immagini) prevedendo, nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e in attuazione dei principi sanciti dagli articoli 24 e 27 della stessa, il “divieto di pubblicazione integrale, o per estratto, del dispositivo dell’ordinanza di custodia cautelare finché non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”. Ne parliamo con l’avvocato Francesco Petrelli, Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
di Vincenzo Iurillo
Il Fatto Quotidiano, 24 dicembre 2023
“È tecnicamente incomprensibile: una sintesi è sempre meno precisa del testo dell’atto”. Il primo a codificare questa prassi fu il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo nel 2019, quando era alla guida della Procura di Napoli, con una circolare sulla comunicazione giudiziaria: via libera al rilascio ai giornalisti delle ordinanze di custodia cautelare riguardanti fatti, personaggi e vicende di interesse pubblico, dietro il pagamento del bollo dei diritti di copia. Una prassi che ha fatto scuola e che hanno adottato diversi altri procuratori. Tra i quali il capo della Procura di Potenza, Francesco Curcio.
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