di Monica Coviello
vanityfair.it, 9 dicembre 2023
Per i 100 mila bambini in Italia che hanno la mamma o il papà in carcere, dal 10 al 30 dicembre è attiva una speciale raccolta. Ci sono bambini da cui Babbo Natale potrebbe non passare per la consueta consegna dei regali. Sono quei 100 mila in Italia (2,2 milioni in Europa) che hanno la mamma o il papà in carcere.
di Angela Stella
L’Unità, 9 dicembre 2023
“Non appartengono a nessuna maggioranza. Sono necessariamente, in quanto tutori dei diritti, potenzialmente contro la maggioranza. La polemica contro quelli che hanno disapplicato i provvedimenti governativi non ha senso. Se c’è un potere incontrollato, che può travolgere la vita di chiunque, è quello dell’accusa”. Le pagelle dei magistrati? “Chiacchiere al vento”. Questione giustizia: il professore avvocato Tullio Padovani, Accademico dei Lincei, dice la sua sulle ultime vicende.
di Errico Novi
Il Dubbio, 9 dicembre 2023
Il ministro e il vice smentiscono le ricostruzioni secondo cui ci sarebbe una divergenza sullo stop alla legge. Che in realtà è sgradito a entrambi. Nessuno scontro. Anzi, molte perplessità condivise. Via Arenula smentisce categoricamente, con una nota diffusa nel pomeriggio di ieri, un conflitto, sulla nuova prescrizione, tra il guardasigilli Carlo Nordio e il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Nessuno scontro, nessun litigio, ma un quotidiano e costruttivo dialogo su tutti i temi della giustizia”, recita testualmente il comunicato. Che prosegue: “Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il vice, Francesco Paolo Sisto, smentiscono “con vigore” le indiscrezioni di stampa relative ad un loro presunto dissidio sulla riforma della prescrizione. Totale armonia e costante confronto su tutto”.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 9 dicembre 2023
Il vicepresidente del Csm: “Caso Apostolico? Non si può volere tutto: inamovibilità, autonomia e indipendenza non stanno insieme anche con la parzialità”. “Le dichiarazioni di Crosetto? Il ministro ha già parlato con i magistrati. Sarei del parere di non enfatizzare questo caso”. Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, è alle prese con una mission quasi impossibile: placare l’incendio riattizzato dalle dichiarazioni del ministro della Difesa. Le cui parole - solo pochi giorni fa - sono cadute nel silenzio eloquente del Capo dello Stato Mattarella, che presiedeva il plenum a Palazzo dei Marescialli. Tra poche settimane, a gennaio, per l’avvocato padovano sarà un anno esatto nell’ufficio di vertice del Csm. Un bilancio “positivo” che per Pinelli, incrocia uno dei momenti più tesi del rapporto tra toghe e governo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 dicembre 2023
È passato effettivamente qualche tempo da quanto Matteo Salvini e Giorgia Meloni promettevano pubblicamente, un giorno sì e l’altro pure, ai sindacati di polizia (soprattutto penitenziari) più destrorsi di cancellare o neutralizzare la legge 110 che, dopo quasi trent’anni dalla ratifica italiana della relativa Convenzione Onu, ha introdotto nel 2017 il reato di tortura nel nostro ordinamento penale.
di Laura Tedesco
Corriere Veneto, 9 dicembre 2023
È successo ancora. Un nuovo suicidio in cella a Verona. Un’altra vita spezzata nel carcere scaligero di Montorio, diventato il più “attenzionato” e sotto i riflettori d’Italia da quando, sabato 25 novembre, è arrivato Filippo Turetta, il 22enne assassino dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, tuttora rinchiuso nella sesta sezione infermeria (con una sorta compagno di cella-tutor) anche per scongiurare possibili atti autolesionistici.
Corriere della Sera, 9 dicembre 2023
È morto il detenuto 46enne di origine nordafricana che si è impiccato giovedì sera a San Vittore, in cella, mentre nella rotonda centrale del carcere veniva trasmessa la “Prima” del Don Carlo alla Scala. Le sue condizioni sono apparse da subito gravissime: non ha superato la notte.
“Per una gravissima improvvisa emergenza sanitaria ritengo che sia opportuno interrompere questa serata: scusate, purtroppo il carcere è anche questo”. Con queste parole il direttore Giacinto Siciliano ha interrotto la rappresentazione a cui ha preso parte una sessantina tra detenuti e detenute più altrettanti ospiti esterni tra magistrati, avvocati, volontari e cittadini che in questa occasione più che mai sono un piccolo simbolo o di quell’incontro fra “dentro” e “fuori” cui dovrebbe tendere la quotidianità del carcere per essere luogo non solo di espiazione ma di ricostruzione, secondo quanto disposto dall’articolo 27 della Costituzione. Mentre il secondo atto si concludeva, un uomo al quinto raggio si è impiccato. Immediati i soccorsi, inutili i tentativi di salvarlo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 dicembre 2023
Il Tribunale per i minorenni di Cagliari ha recentemente convalidato l’arresto di un giovane di 14 anni, accusato di tentato omicidio e attualmente detenuto nell’istituto minorile di Quartucciu. L’adolescente, in stato di shock e sofferenza, ha scelto di non rispondere alle domande, invocando la sua incapacità emotiva, come affermato dall’avvocato difensore Piergiorgio Piroddi.
di Paolo Praticò*
ilreggino.it, 9 dicembre 2023
Le riflessioni del Garante metropolitano per i detenuti: “Chi esce in libertà dopo un periodo più o meno lungo, trova il mondo cambiato”. L’inclusione in un progetto di vita per chi lo ha interrotto con una detenzione, non può prescindere dal considerare il tempo deformato dal quale proviene il detenuto. per colpa o per dolo non ha importanza, perché nessuno della società civile può sentirsi esente da responsabilità quando una parte di essa sbaglia o dei singoli individui sbagliano. Il bene e il male, il giusto e l’ingiusto non hanno una separazione netta ma coesistono in equilibrio dinamico la cui alterazione può far sconfinare da una parte o dall’altra e talvolta soggetti a punti di vista. Tempo deformato perché in carcere il tempo rallenta, quando, addirittura non si ferma. Chi esce in libertà dopo un periodo più o meno lungo, trova il mondo cambiato. La tecnologia procede rapidamente, a volte, ancora in maniera più rapida della velocità di adattamento delle persone in libertà, immaginiamo perciò come potrà adattarsi chi esce da una lunga detenzione. Un detenuto mi ha raccontato come si è sentito dopo quindici anni di carcere, portando ad esempio un gattino che aveva allevato in cella e per regalargli la libertà lo fece uscire ma, non essendo abituato finì sotto una macchina appena fuori. Un’altra detenuta mi raccontava di quanto la infastidisse il suono del telefono quando era a casa e di quale gioia provasse in carcere quando poteva telefonare. Si tratta di alcuni esempi ma, ne esistono a decine, sui quali intervenire, sul come bisogna discutere.
*Garante dei detenuti Città metropolitana di Reggio Calabria
di Cecilia Colli
lavocedinovara.com, 9 dicembre 2023
Un progetto pilota nato dalla sinergia tra Senfors e Ance in collaborazione con la casa circondariale di Novara, il Comune e il Provveditorato alle carceri. Dieci detenuti del carcere di Novara stanno seguendo un corso professionalizzante per imparare il mestiere di muratore. All’interno dell’istituto penitenziario costruiranno una rampa per disabili, un campo da bocce in trasformando alcuni spazi detentivi in luoghi di socializzazione e altri lavori si vedranno in futuro. Si tratta di un progetto pilota nato dalla sinergia tra Senfors, Sistema Edile Novarese Formazione e Sicurezza e Ance, Associazione nazionale costruttori edili.










