di Anna Maria Brogi
Avvenire, 9 dicembre 2023
Washington mette il veto in Consiglio di sicurezza a una richiesta di cessate il fuoco immediato: “Hamas continua a rappresentare una minaccia per Israele e mantiene il controllo della Striscia”. “L’inazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e i veti degli Stati membri, in particolare gli Stati Uniti, li rendono complici del massacro” nella Striscia di Gaza. Non lascia spazio all’interpretazione la posizione dell’Ong Medici senza frontiere. Dalla ripresa dei combattimenti, il 1°dicembre dopo sette giorni di tregua, nel solo ospedale al-Aqsa hanno visto arrivare 1.149 pazienti, dei quali 350 sono deceduti quasi subito. E altri ne vedranno, dal momento che il colpo di mano del segretario generale António Guterres non è servito a sbloccare la posizione degli Usa. Venerdì sera il Consiglio di sicurezza ha respinto la bozza di risoluzione che chiedeva una tregua umanitaria. Con il veto degli Usa, l’astensione del Regno Unito e gli altri 13 voti a favore. “Un veto sarebbe un fallimento del Consiglio di Sicurezza” dichiarava nel pomeriggio l’ambasciatore francese all’Onu, Nicolas de Riviere.
di Matteo Castellucci
Corriere della Sera, 9 dicembre 2023
Per l’esercito israeliano si tratta di miliziani di Hamas, “catturati in zone che la popolazione avrebbe dovuto lasciare da settimane”. Secondo la CNN alcuni di loro sarebbero civili. Giovedì 7 dicembre, sui social e online, hanno iniziato a circolare alcune immagini che mostrano alcuni uomini catturati dalle truppe israeliane nel nord della Striscia di Gaza. In questi frame li si vede bendati, inginocchiati, con le mani bloccate dietro la schiena, spogliati dei vestiti e circondati dai soldati dell’Idf.
di Simonetta Lucchi
huffingtonpost.it, 8 dicembre 2023
Di fronte alla lettera dei detenuti di Montorio in cui si dissociano dalla protesta contro Filippo Turetta e allo sconforto di Antonella Zarri, madre dei due fratelli Alberto e Alice Scagni, per il violento pestaggio subito dal figlio in prigione, la domanda è: i nuovi mostri, chi sono?
Il Mattino, 8 dicembre 2023
Si è conclusa ieri la Conferenza dei Garanti territoriali dei diritti delle persone private della libertà, presieduta dal Portavoce nazionale Samuele Ciambriello Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Il Portavoce ha riunito la Conferenza dei Garanti per istituire il Forum dei Garanti regionali e delle province autonome, il Forum dei Garanti provinciali e delle Città metropolitane e il Forum dei Garanti comunali.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 8 dicembre 2023
I magistrati sono burocrati, per legge, in quanto pezzi da novanta della burocrazia, ma molti non vogliono accettare questo limite perché rivendicano una soggettività politica, perché vogliono influenzarla. Chiedere ai magistrati di non esondare non significa trasformarli in passacarte.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 dicembre 2023
Per il deputato di Azione la richiesta dei presidenti di Corte d’Appello è un’intrusione: “Non hanno bisogno di tempo”. La norma transitoria non ci sarà, anzi sì, anzi, ci stiamo pensando. È caos attorno alla nuova prescrizione, dopo il blitz dei 26 presidenti di Corte d’Appello, che hanno scritto al ministro della Giustizia Carlo Nordio chiedendo di poter introdurre in maniera soft la nuova normativa, in base alla quale “il corso della prescrizione rimane sospeso, in seguito alla sentenza di condanna di primo grado, per un tempo non superiore a due anni e, in seguito alla sentenza di appello che conferma la condanna di primo grado, per un tempo non superiore a un anno”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 8 dicembre 2023
Intervista intorno al caso di Mediterranea. Il senatore della maggioranza: “C’è un problema di privacy: in smartphone o computer si trovano informazioni personali che riguardano la sfera complessiva della persona. Lo dice anche la Cassazione”. Pierantonio Zanettin è senatore di Forza Italia. Ha depositato un disegno di legge per limitare la circolazione dei materiali contenuti in smartphone e pc sequestrati agli indagati, considerandoli al pari di intercettazioni.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 dicembre 2023
L’Avvocatura dello Stato ha trasmesso alla Corte europea dei Diritti umani, lo scorso 30 novembre, le risposte ai quesiti posti dai giudici di Strasburgo nell’ambito del ricorso proposto dai Cavallotti, gli imprenditori che, pur assolti dalle accuse di mafia, hanno visto confiscati tutti i loro beni. Nelle argomentazioni italiane viene rivendicato un principio abominevole.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 dicembre 2023
Il governo italiano ha fornito alla Cedu le risposte sulla disciplina delle misure di prevenzione antimafia, spiegazioni richieste dai giudici di Strasburgo in seguito al ricorso proposto dalla famiglia Cavallotti (come illustrato in altro servizio del giornale). Ne parliamo con Francesco Petrelli, presidente dell’Unione delle Camere penali italiane.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 dicembre 2023
Il parametro per l’applicazione ai procedimenti pendenti al momento dell’entrata in vigore della riforma è la condanna. Il limite di quattro anni che consente l’applicazione delle pene sostitutive in base alla norma transitoria della riforma Cartabia, anche ai processi pendenti, non si riferisce alla pena residua da espiare, ma solo ed esclusivamente alla pena comminata. Quindi nel caso di procedimento pendente in Cassazione al momento dell’entrata in vigore e al cui esito derivi una condanna non superiore ai quattro anni è consentito al condannato di chiedere - entro 30 giorni dalla definitività della pronuncia - di domandare al giudice dell’esecuzione di sostituire la pena detentiva breve con una pena alternativa. Ma non si riterrà però rispettato il limite massimo dei quattro anni grazie alla sottrazione della pena già espiata.
- Milano. “Prima” della Scala a San Vittore, detenuto tenta il suicidio: visione sospesa dopo due ore
- Pescara. Maxi rissa in carcere, detenuto in fin di vita
- Cagliari. I detenuti del Gruppo Sinodale scrivono alla famiglia Turetta: “Siate vicini a Filippo”
- Roma. Asl 4 e Casa circondariale di Civitavecchia, insieme per costruire una rete di aiuto per i detenuti
- Paola (Cs). Lo sport per rinascere: 75 detenuti alle prese con rugby, badminton e calcio a 5










