di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 18 novembre 2023
“Basta impunità per chi mette a ferro e fuoco le carceri”, dice il sottosegretario alla giustizia Delmastro. Ma le rivolte violente sono già punite dalle leggi esistenti. Mentre il rischio è che la fattispecie di “resistenza anche passiva agli ordini impartiti” si trasformi in una totale repressione di qualsiasi forma di dissenso pacifica all’interno delle carceri. Il 16 novembre il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza. Una serie di misure radicali che sembrano voler instaurare uno stato di polizia, tra forze dell’ordine che potranno portarsi dietro armi diverse da quelle d’ordinanza, nuovi illeciti penali come il blocco stradale e una stretta sull’occupazione abusiva delle case.
Il governo Meloni punisce chi si rivolta in carcere, il nuovo reato vale anche per i Centri migranti
di Luca Pons
fanpage.it, 18 novembre 2023
Il nuovo reato di rivolta in carcere prevede una pena da 2 a 8 anni di detenzione. Vale anche per i Cpr, in cui sono detenute alcune persone migranti che dovrebbero essere rimpatriate. Il governo Meloni ha deciso di punire anche le proteste non violente, come la resistenza passiva agli ordini.
di Luca Rondi
altreconomia.it, 18 novembre 2023
Mauro Palma, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, traccia un bilancio dei suoi otto anni di mandato: a dicembre si insedierà infatti il nuovo ufficio guidato da Felice D’Ercole. Un periodo intenso speso a monitorare la vita dei più vulnerabili: migranti, detenuti, anziani e pazienti psichiatrici. “Il carcere è sempre di più una fotografia della società esterna che a sua volta riflette, anche se lo rifiuta, i paradigmi della vita reclusa. Soprattutto dopo il Covid-19 c’è l’incapacità, parlo del fuori, di tornare a uno sguardo libero. Percepisco molta asfissia nei rapporti tra le persone, difficoltà nelle relazioni e soprattutto il tentativo di eludere le complessità, cercando di risolvere i problemi portandoli altrove. Magari in Albania”.
di Angela Stella
L’Unità, 18 novembre 2023
Si riaprono le celle per le donne incinte o con figli minori di un anno, arriva il reato di rivolta nelle prigioni e nei Cpr. Il Garante dei detenuti del Lazio: “Segnale elettorale al mondo della sicurezza e della polizia”. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un “pacchetto sicurezza” con norme che riguardano diversi ambiti, tra i quali il carcere. Ne parliamo con Stefano Anastasia, Garante dei detenuti del Lazio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 novembre 2023
Nuovo pacchetto sicurezza: ne parliamo con l’avvocato Alessandro Diddi, professore di Diritto processuale penale Università della Calabria.
Partiamo dal fatto che vengono riaperte le porte del carcere alle madri incinte e con bambini piccolissimi...
Credo che si tratti di un provvedimento pensato per un caso singolo relativo ad una persona disagiata che ha commesso diversi reati e ha potuto usufruire di questa norma di grande civiltà giuridica prevista nel codice del 1930. Una norma che si calibra su un caso sostanzialmente la trovo davvero ingiusta. Le norme devono avere carattere generale, anche perché credo che lo Stato abbia gli strumenti per poter rispondere a casi isolati, senza emanare norme che vadano a ledere fasce deboli. Si tratta di una norma nociva anche rispetto a convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese per la tutela della maternità e del fanciullo. E la questione non è attenuata dal potere riconosciuto al magistrato di poter decidere in relazione al singolo caso se disporre o meno il differimento dell’esecuzione della pena.
di Barbara Rosina*
huffingtonpost.it, 18 novembre 2023
L’indimenticato Giorgio Bracardi - il ricordo non vale per i Millennials - nel 1993, urlava dopo affermazioni nonsense. “In galera!”. Non so dire perché, ma scorrendo giornali, facendo zapping in tv e saltando da un online all’altro, oggi ho ripensato a lui, scomparso ormai da quasi 20 anni. Non c’è però da fare ironia su quello che da qualche giorno si preparava e che ieri è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e oggi campeggia su ogni angolo informativo.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 18 novembre 2023
Il Consiglio dei Ministri ha varato un Ddl che autorizza gli agenti a portare senza licenza un’arma quando non sono in servizio. Si ampliano i reati “ostativi” con la “rivolta in istituto penitenziario”. Si modificano le norme sul rinvio della pena per donne incinte e madri di bambini fino a un anno di età. Il Consiglio dei Ministri ha approvato tre disegni di legge in materia di sicurezza. Il primo introduce nuove norme a tutela delle forze di polizia e delle vittime dell’usura e dei reati di tipo mafioso. Il secondo mira a valorizzazione della specificità del Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e di funzionalità dell’amministrazione civile dell’interno; il terzo delega il governo riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale.
di Nello Rossi
Il Manifesto, 18 novembre 2023
Dopo anni di miraggi, fallimenti e di inganni dell’opinione pubblica, non è credibile una politica che si limita ai proclami sugli aumenti di pena e alle grida repressive. È qui che viene in primo piano la galleria di “stracciati”, per i quali il governo alza al massimo l’asticella della repressione penale, introducendo nuovi delitti - dall’induzione all’accattonaggio alla rivolta in istituti penitenziari - o innalzando le pene per i reati tipici degli emarginati.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 18 novembre 2023
“Ormai il legislatore è una slot machine di nuovi reati che finiscono per ingolfare tribunali e carceri senza aumentare la sicurezza dei cittadini”. Francesco Petrelli, neo presidente dell’Unione delle Camere penali, non si stupisce più di tanto del nuovo pacchetto sicurezza approvato giovedì in Consiglio dei ministri dopo un “confronto sostanziale e non meramente formale” (“il primo dopo molti governi”, se ne rallegrano Siulp e Siap) della premier Meloni con i sindacati di polizia penitenziaria. D’altronde, fa notare Petrelli, il provvedimento è perfettamente nelle corde di un governo “garantista nel processo e giustizialista nell’esecuzione penale”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 18 novembre 2023
Tutti dentro. Il ministro “garantista” non si trova. E i veri nodi di giustizia e sicurezza restano irrisolti. Dov’è Nordio? La domanda rimbalza tra i parlamentari dell’opposizione, quando ormai dall’annuncio del nuovo pacchetto sicurezza sono passate ventiquattro ore, del Guardasigilli non sembra esserci traccia. Già giovedì pomeriggio, dopo il consiglio dei ministri, a illustrare e a compiacersi della stretta repressiva c’era il solo Piantedosi, ben lieto di entrare nei dettagli e di circostanziare le varie misure. Meloni era assente giustificata - trasferta in Croazia - ma il ministro della Giustizia non si è presentato senza fornire alcuna giustificazione.
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