di Giulia Merlo
Il Domani, 5 novembre 2023
L’addio di Pignatone, l’esito di Mafia Capitale e il caso Palamara hanno intimidito l’azione dei pm. Poche grandi inchieste dall’arrivo del procuratore Lo Voi. Che ha l’organico ridotto del 25 per cento. Negli anni Settanta e Ottanta la procura di Roma si portava addosso il soprannome di “porto delle nebbie”. Certo l’edificio è un labirinto cupo di scale interne e corridoi bui, pavimentati di sampietrini che - nell’opera del progettista - dovevano rappresentare che la giustizia è vicina alle strade dove passeggiano i cittadini. Il soprannome, però, è rimasto incollato al palazzone di piazzale Clodio per lustri, perché le inchieste ai poteri economici e politici della Capitale si perdevano dietro una coltre di nebbia, per non uscirne più. Insabbiati o contesi con altri tribunali, con allungamento matematico dei tempi per poi non arrivare a nulla: dai due “scandali dei petroli” ai fondi neri dell’Iri, fino a scampoli delle indagini che poi produssero il terremoto di Tangentopoli ma che a Roma non diedero grandi frutti. “A Milano certe cose non succedono”, era il ritornello dei magistrati all’epoca, che però si sente pronunciare di nuovo oggi nell’anonimato delle conversazioni con le toghe milanesi. Poi, però, recentemente anche la procura meneghina ha visto incollarsi addosso il nomignolo scomodo di “palazzo dei veleni”, dopo gli scontri interni alla procura intorno al caso Eni Nigeria e alla presunta Loggia Ungheria inventata da Piero Amara.
quilivorno.it, 5 novembre 2023
La Fondazione Laviosa ETS, ente del terzo settore che propone numerosi progetti sul territorio di Livorno di alto valore sociale, anche per quest’anno rinnova la propria adesione con attività a sostegno dei detenuti e il coinvolgimento della popolazione su tematiche di educazione civica improntate al rispetto, alla cooperazione e alla conoscenza reciproca.
ottopagine.it, 5 novembre 2023
Domani pomeriggio alla Provincia l’incontro con tutti i protagonisti. Il grado di diffusione dei servizi e delle politiche di Giustizia riparativa e mediazione dei conflitti in Campania, fin dal primo impulso dato a questo approccio dalle norme inerenti la Giustizia Minorile, testimonia una particolare affinità e disponibilità socio-antropologica locale al modello di riferimento.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 5 novembre 2023
La parabola Arrigo Cavallina ha 78 anni. Dodici ne ha trascorsi in carcere. Un nuovo libro. Che non è un “altro” libro, ma una raccolta di quanto, negli anni, non è stato pubblicato. È questo “Di sasso in sasso” del fondatore dei Pac Arrigo Cavallina.
La Sicilia, 5 novembre 2023
Il nuovo romanzo dell’agrigentina Cristina Granchelli. “Il carcere di Pietracci è sempre lì, sulla collina fra Agrigento e Favara”. Eva Rinaldi, 19 anni, ci arriva una mattina di agosto con l’accusa di rapina. È innocente, una persona perbene e si ritrova in un mondo che le è subito ostile. Donna Anna Tedesco rivuole la “roba sua”. Il romanzo segue due filoni che si alternano. La storia di Eva all’interno del carcere e la vita di Anna che diventa il capo di una famiglia mafiosa. Due donne costrette a combattere battaglie estenuanti e fra quelle, la peggiore e quotidiana lotta tra ciò che vogliono e ciò che sono costrette a fare. Un desiderio di rivalsa, il sogno di una vita normale e tutte le lacrime “che gli altri non devono vedere” legano Eva e Anna a tutte le altre. Una famiglia in cui i legami di sangue contano poco. O troppo.
recensione di Riccardo Gasperina Geroni
Il Manifesto, 5 novembre 2023
La biografia di Riccardo Dura in una città-palestra della lotta armata: da genovese, Sergio Luzzatto illumina un versante trascurato della storia delle Br. Le nostre librerie strabordano di libri sulle Brigate rosse. La stagione del terrorismo è, insieme con il Ventennio e la Resistenza, il periodo storico più studiato del Novecento italiano. Dando una rapida scorsa al catalogo delle ultime uscite, non si lesina certo sui titoli: Il “lodo Moro” di Valentine Lomellini (Laterza), L’affaire 7 aprile di Roberto Colozza (Einaudi), La strage di Bologna di Paolo Morando (Feltrinelli), Segreti e lacune di Benedetta Tobagi (Einaudi). E questo solo considerando i libri di taglio storiografico di alcune delle principali case editrici del Paese, come se non si potessero poi aggiungere i romanzi, le memorie, le autobiografie, le testimonianze di chi è stato protagonista, dei sopravvissuti e dei figli di chi invece è stato vittima degli anni di Piombo.
di Marco Bruna
La Lettura - Corriere della Sera, 5 novembre 2023
“Non dobbiamo mai perdere di vista la compassione”. Al cuore di questo romanzo d’esordio, finalista al National Book Award, c’è un’idea nobile: la vita di ogni essere umano è preziosa, anche di chi ha sbagliato, soprattutto di chi conduce la propria esistenza ai margini del mondo. "Catene di Gloria" di Nana Kwame AdjeiBrenyah, una delle voci più interessanti della narrativa americana contemporanea, in uscita in Italia per Sur, parte da qui, dall’idea di compassione. Quello che leggeremo è ambientato in un’America distopica. Lo stile e la trama si possono racchiudere sotto l’ombrello immenso della fiction speculativa.
di Vanessa Ricciardi
Il Domani, 5 novembre 2023
L’associazione opera nei quartieri difficili di Napoli: è in credito di 140mila euro, ma il pagamento non arriva da due anni. Il finanziamento era stato deciso da Boda oggi imputata. Il dicastero di Valditara: “Verifiche su quegli anni”. Mentre a Caivano il governo sfila a ministri alterni, pieno di buone intenzioni, a Napoli Cesare Moreno si infervora: “Lo scriva che sono ladri, e spero che mi querelino, è il termine tecnico di chi non ti dà per 28 mesi i soldi che ti spettano perché li hai già spesi per un progetto che loro ti hanno chiesto”. È la mente e l’anima dell’associazione Maestri di Strada, venticinque anni di impegno sul campo per il contrasto alla dispersione scolastica tra i quartieri a rischio di Napoli. Obiettivo dei suoi strali e della sua ira sarebbe il ministero dell’Istruzione, perché dal 2021 non ha più saldato l’associazione: un ammanco di 140 mila euro.
di Letizia Pezzali
Il Domani, 5 novembre 2023
In italiano diciamo “prestare attenzione”, come se l’attenzione fosse un bene che diamo in prestito e che ci verrà poi restituito. Naturalmente non è così: l’attenzione, come il tempo, è un bene che ci attraversa e non torna più.
di Andrea Bertagni
La Domenica, 5 novembre 2023
Sbarca in Ticino un nuovo strumento di assistenza riabilitativa per gli ex detenuti che abbassa il tasso di recidiva. “Tutti cambiano”: ad accomunarli è la pena. Sospesa, in esecuzione o già scontata e in periodo di prova in attesa della liberazione definitiva. Ma non solo. Perché chi è stato condannato per droga, truffa, reati contro la proprietà o per violazione della legge sulla circolazione stradale o ancora perché è stato un marito o un padre manesco o violento può improvvisamente trovarsi da solo, senza più un lavoro, un alloggio, degli amici o anche solo un amore. Allo scotto da pagare con la giustizia si aggiunge anche lo spettro di non riuscire più a trovare posto nella società. Di rimanerne fuori. Con il rischio di ricadere nel tunnel, di essere recidivo. Colpevoli per sempre ed etichettati come spacciatori, drogati, ladri, truffatori, pirati della strada, mariti violenti. “Ma non è sempre così, anzi quasi mai è così. Tutti possono cambiare, basta crederci. Gli atti non fanno una persona. Le persone sono altro e soprattutto piene di sfaccettature. Porre un’etichetta ci facilita, è semplice e anche rassicurante. Purtroppo, l’effetto che otteniamo è che la persona finisce di crederci, ne assume la postura e i comportamenti conseguenti”. Luisella Demartini ha lavorato per una vita nella Giustizia, prima come operatrice sociale al carcere La Stampa, poi come direttrice dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa. Oggi è coordinatrice del Progetto Obiettivo Desistenza (www.desistenza.ch), un progetto che dopo 4 anni di sperimentazione nel 2019 è stato promosso dai cantoni romandi e dal Ticino, riuniti nella Commissione latina di probazione, con il sostegno dell’Ufficio federale di giustizia - è diventato a tutti gli effetti un nuovo strumento nella presa in carico dei mandati di assistenza riabilitativa in Ticino e forse prossimamente in tutta la Svizzera.










