La Sesia, 19 febbraio 2026
Le considerazioni delle consigliere regionali Pd Simona Paonessa ed Emanuela Verzella. “Nella giornata di martedì 17 febbraio abbiamo svolto una visita ispettiva presso la Casa Circondariale di Vercelli, dove siamo state accolte con grande disponibilità dal direttore Giovanni Rempiccia, dal comandante Mirko Trinchero e da tutto il personale impiegato nella struttura. Personale che, va detto, lavora quotidianamente in condizioni molto complesse e sotto organico, come in praticamente ogni Istituto Carcerario”: lo affermano le consigliere regionali del Pd Simona Paonessa ed Emanuela Verzella.
di Daniele Lettig
rainews.it, 19 febbraio 2026
Nell'ambito del progetto Terra Forte promosso da Oikos che ha fatto tappa anche nella casa circondariale cittadina. Conoscere per capire, e per contrastare i pregiudizi da un lato, i rischi di radicalizzazione dall’altro. Questo lo spirito del progetto Terra Forte - territorio e radicalizzazione formazione e testimonianza, che ha visto il suo appuntamento conclusivo nella Casa circondariale di Udine. Una iniziativa organizzata dall’associazione Oikos su due binari paralleli. Una serie di incontri nei comuni di Cervignano, Fagagna, Palmanova, Udine e Terzo d’Aquileia, con domande libere su tutte le questioni legate ai fenomeni migratori.
radiogold.it, 19 febbraio 2026
Si intitola “Memento Carceri - Sovraffollamento carcerario e funzione rieducativa della pena” l’incontro pubblico in programma il 25 febbraio alle 21 al Salone ex Taglieria del Pelo in corso XX Settembre 6. L’iniziativa, promosso dal partito Ora!, propone un confronto aperto sul sistema penitenziario tra sovraffollamento, suicidi e condizioni difficili negli istituti. Al centro del dibattito anche la trasformazione del carcere San Michele in 41-bis. “Il sistema carceri nasconde disagio e povertà sotto al tappeto, ma tra suicidi e condizioni difficili è pronto a scoppiare. Ora risponde con investimenti in strutture moderne, formazione e misure alternative per fermare la recidiva e razionalizzare l’uso delle risorse pubbliche” si legge nella presentazione dell’evento.
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 19 febbraio 2026
L’utopia mediterranea di Valeria Verdolini (Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà, add editore, pp. 248, euro 18) si riconnette al pensiero meridiano del compianto Franco Cassano, nonché alla storia dirompente del progetto abolizionista di Franco Basaglia. D’altronde, c’è un filo rosso che lega Bari e Trieste: godono entrambe della possibilità di far sprofondare lo sguardo verso il confine tra il cielo e il mare. Studiosa e attivista, l’autrice ci conduce dentro le forme della violenza istituzionale, non limitandosi a stigmatizzarle, bensì offrendoci coraggiosamente la speranza di una via d’uscita.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 19 febbraio 2026
Scaffale “Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà” (add editore). L’abolizionismo è una politica fondata su un doppio movimento: il rovesciamento del potere attraverso la resistenza attiva e la creazione di nuove norme e di nuove forme di convivenza ispirate all’autonomia relazionale. Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà (add editore, 245 pp., 18 euro) di Valeria Verdolini è un manifesto politico molto intenso che si muove tra la ricerca accademica e l’impegno dell’autrice che è anche la responsabile di Antigone Lombardia. “Abolire l’impossibile” indica una politica della liberazione che ha come oggetto ciò che nel presente è definito, appunto, impossibile. Si pensi alla naturalità con cui veniva percepita la schiavitù prima della sua abolizione.
di Andrea Ceredani
Avvenire, 19 febbraio 2026
Gli esperti definiscono il fenomeno “white flight”, fotografando così la tendenza delle famiglie italiane a iscrivere i figli nei quartieri centrali delle grandi città, lontani dalle periferie ad alto tasso di presenza straniera. “Così nascono sempre più classi ghetto e il tessuto sociale si strappa”. Nella Circoscrizione 5 di Torino, circa il 30% dei giovani in età scolastica ha cittadinanza straniera ma, entrando nelle scuole del quartiere, pare che gli studenti non italiani siano molti di più: in certe classi rappresentano la quasi totalità degli iscritti. Quel quartiere, Vallette, ha iniziato solo negli ultimi decenni a essere abitato da cittadini di moltissime nazionalità diverse.
di Alessandro Bernardini
Il Domani, 19 febbraio 2026
La morte di una madre come liberazione. È strano anche solo scriverlo. La sua liberazione e quella di chi le è stato accanto nella malattia che hanno avuto a che fare con un Sistema sanitario nazionale completamente smantellato. Una malattia che ha fatto parte della sua vita adulta come una compagna feroce. Un’occupazione violenta che si è nutrita del suo corpo nonostante la resistenza, le cure, le speranze. Mia madre è morta in casa il 2 gennaio scorso. La sua morte è stata (ed è) un grande dolore per me e per i miei familiari. Ma è stata anche una liberazione. Una parola bellissima.
agensir.it, 19 febbraio 2026
Una “netta contrarietà” e una “profonda preoccupazione” per le norme contenute nel Ddl sull’immigrazione varato dal Consiglio dei ministri. Le esprime oggi il Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca) secondo cui “le misure annunciate - dalla riduzione del ‘prosieguo amministrativo’ a 19 anni al trasferimento della competenza per il rimpatrio assistito dal Tribunale per i minorenni al prefetto - rappresentano un arretramento rispetto alla legge 7 aprile 2017 n. 47 (“Legge Zampa”), riconosciuta in Europa come modello avanzato di protezione dell’infanzia migrante”.
di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 19 febbraio 2026
L'ispezione delle consigliere regionali Alice Ravinale (Avs): “Abbiamo visto tantissimi atti di autolesionismo, persone ingoiano oggetti, come pile o accendini, a volte bevono i detersivi”. “Tantissimi atti di autolesionismo, persone che si fanno male agli arti, contusioni ai piedi, ingoiano oggetti, come pile o accendini, a volte bevono i detersivi”, racconta Alice Ravinale, consigliera regionale Piemonte Avs, alla sua quarta ispezione da quando ha riaperto il Cpr di Torino a marzo scorso, dopo che era stato chiuso per due anni, danneggiato dopo le proteste di chi era rinchiuso. Insieme a lei c’erano Valentina Cera e Giulia Marro, anche loro consigliere, e hanno potuto constatare una situazione critica proprio per la fragilità di chi è dentro: “Abbiamo trovato parecchi ragazzi molto giovani, tutti con la stessa storia, minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia, seguiti da comunità e poi spesso passano per il carcere e finiscono lì dentro”, racconta Ravinale, “L’assurdità è che dal carcere non ti rinnovano i documenti, è impossibile avviare le procedure, poi escono e vengono trasferiti in Cpr”. Poi ci sono anche coloro che vivono in Italia e hanno famiglia.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 19 febbraio 2026
Il Mediterraneo ridotto a un cimitero di migranti: basteranno quei mille morti, quei cadaveri o pezzi di cadaveri spiaggiati, per scegliere altre strade? Mille vite, mille volti, mille sorrisi, mille speranze, mille paure. Sono quelle naufragate nel Mediterraneo sotto i colpi del ciclone Harry. Presto dimenticate. Ma ora il mare ci restituisce quei volti non più volti, quelle speranze spezzate, quelle paure vissute stretti in un guscio di metallo, le “bare di latta”. Per ora ce ne ha restituite 15, delicatamente, quasi con rispetto, lungo le coste calabresi e siciliane. Corpi di uomini, donne, bambini. Senza un nome. Chissà se lo avranno mai? Ma persone, come tutti noi. Eppure sui social c’è chi commenta crudelmente “mille nullafacenti in meno”, o “gente che non sa che d’inverno non si fa il bagno”.
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