di Luigi Ippolito
Corriere della Sera, 5 settembre 2023
La legge britannica che dovrebbe concedere clemenza per tutti i crimini commessi durante i trent’anni di guerra civile in Irlanda del Nord sta riaprendo il solco tra Londra e Dublino. Un’amnistia di stile “togliattiano” sta scavando un solco fra Londra e Dublino. Questa settimana il Parlamento di Westminster approverà una legge che concede clemenza per tutti i crimini commessi durante i trent’anni di guerra civile in Irlanda del Nord e che impedisce di avviare nuove inchieste su quel passato di sangue: un provvedimento voluto dal governo britannico per mettere una pietra sopra i Troubles, i cosiddetti “disordini” che dalla fine degli anni Sessanta fino agli accordi di pace del 1998 provocarono oltre 3 mila morti nella tormentata provincia nordirlandese, ma che per il governo della repubblica d’Irlanda lede i diritti delle vittime delle violenze commesse dai paramilitari e dalle forze di sicurezza britanniche. È per questo che, secondo quanto riferito dal Financial Times, Dublino sta pensando di trascinare Londra davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani: e d’altra parte lo stesso Consiglio d’Europa ha già ammonito che la legge sull’amnistia viola i diritti delle vittime delle atrocità.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 5 settembre 2023
Le autorità israeliane ricorrono abitualmente alle demolizioni, a scopo punitivo, delle abitazioni di familiari di palestinesi che hanno condotto attacchi contro le forze o i civili israeliani. Hanno ripreso a farlo nel 2014, dopo una pausa di nove anni seguita alla valutazione di una commissione militare, che era giunta alla conclusione che le demolizioni delle case non avessero alcun effetto deterrente. Da allora, centinaia di palestinesi hanno perso le loro abitazioni, spesso a seguito di raid dell’esercito che hanno terrorizzato la popolazione locale e causato danni ad altre strutture. Poi ci sono le demolizioni per “abusivismo” o perché i terreni servono a scopo militare o all’espansione degli insediamenti o, semplicemente, a espellere i palestinesi da Israele.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 5 settembre 2023
Kokob Tsibah, nel Tigrè orientale, entra nella carta geografica degli orrori del Ventunesimo secolo per le violenze sistematiche commesse dalle forze di difesa dell’Eritrea. Alla carta geografica degli orrori del XXI secolo da oggi va aggiunto il nome di una località dell’Etiopia sconosciuta ai più: Kokob Tsibah, nel Tigrè orientale, vicino al confine con l’Eritrea.
di Antonio Nastasio*
bergamonews.it, 4 settembre 2023
Dal 2013 i vari Guardasigilli si sono scontrati con l’idea di trasformare le ex caserme in centri di detenzione, carceri, sollevando questioni sull’etica e l’efficacia di tale pratica, non sottovalutando il costo per l’adeguamento; tuttavia, ciò solleva interrogativi sul ruolo che queste potrebbero svolgere all’interno della società, per un cambio di finalità molto diverso da quelle per cui furono costruite. Il recente diniego formulato all’attuale Guardasigilli, ha suscitato particolare scalpore in quanto è apparsa come un’azione diversiva e propagandistica che non troverebbe realizzazione, ma non è così.
di Davide Varì
Il Dubbio, 4 settembre 2023
Il ministro della Giustizia al Forum Ambrosetti a Cernobbio chiarisce che il Cdm ha già approvato un cronoprogramma con “le riforme del codice di procedura penale e del diritto penale, compresa l’abolizione, che auspichiamo, del reato d’abuso d’ufficio. La separazione delle carriere dei magistrati ha tempi più dilatati”.
di Felice Manti
Il Giornale, 4 settembre 2023
Il Guardasigilli precisa: “Su carriere separate serve tempo, urgente smaltire arretrati civili”. “Nessuno slittamento per la riforma ma la nostra priorità è la giustizia civile: la lentezza dei processi costa all’Italia più di due punti di Pil”. È un Carlo Nordio risoluto, quello che a Forum Ambrosetti annuncia l’arrivo della riforma della giustizia, in parte già incardinata. Il Guardasigilli sa che il tempo dei proclami è finito, e a suo modo risponde a chi - frettolosamente - ha considerato già archiviata su un binario morto la riforma che dovrà separare le carriere di magistrati giudicanti e inquirenti. Nella tempistica della riforma della Giustizia “non c’è nessuno slittamento, il cronoprogramma è già stato approvato dal Consiglio dei ministri in una prima parte; ha comportato delle proposte sulle riforme del codice e diritto penale, come l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Una seconda parte sarà presentata a breve forse in via urgenza. Ci sono poi - sottolinea sempre Nordio - altre riforme di carattere costituzionale come le carriere dei magistrati che esigono tempi più dilatati”. Su uno dei cavalli di battaglia di Forza Italia manca ancora un testo, e nei giorni scorsi alcuni parlamentari azzurri non hanno mancato di segnalare la loro insoddisfazione al ministro. Che ieri ha risposto indirettamente anche a loro e all’Anm, contrarissima da sempre al provvedimento.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 4 settembre 2023
Il Guardasigilli ripromette sentenze rapide. Né idee né norme per ridurre i tempi. “La prima cosa da fare è accelerare i processi, rendere la giustizia più efficiente e rapida”, “L’urgenza è velocizzare, i ritardi ci costano due punti di Pil”. Così diceva Carlo Nordio nei giorni del suo arrivo al governo, prendendo lo stesso impegno di tutti i predecessori: ridurre i tempi infiniti dei giudizi italiani. Una promessa ripetuta ieri al forum di Cernobbio, ricordando che “gli investimenti stranieri sono vulnerati da questa lentezza”.
di Francesco Olivo
La Stampa, 4 settembre 2023
L’annuncio del Guardasigilli: “Presto il secondo pacchetto della riforma”. Gli Azzurri pronti alle barricate. Il sospetto si stava allargando e Carlo Nordio si è visto costretto a chiarire: “Nessun rinvio, la riforma della Giustizia andrà avanti”. L’excusatio era “petita”, anche perché il Guardasigilli ha avvertito che i suoi maggiori alleati lo stanno abbandonando, stanchi di proroghe e provvedimenti poco garantisti.
di Liana Milella
La Repubblica, 4 settembre 2023
Il Guardasigilli polemizza con la ex Cartabia sull’arretrato civile: “Pensare di eliminarlo in due-tre anni è una sorta di Alice nel paese delle meraviglie”. Nuove misure penali sulle intercettazioni al prossimo Cdm. E insiste sul cancellare l’abuso d’ufficio.
di Giulia Merlo
Il Domani, 4 settembre 2023
Le procure sono gli uffici con la maggiore scopertura di organico e le nomine dei vertici sono spesso impugnate. In questa debolezza, però, la politica non ha saputo intervenire. Con la ripresa dei lavori parlamentari, il grande dossier sulla giustizia che il guardasigilli Carlo Nordio è intenzionato ad aprire immediatamente è quello della separazione delle carriere.
- Sessione speciale in Parlamento contro la violenza anziché dividere pm e giudici
- A Brandizzo, teatro della tragedia in cui sono morti 5 operai, trionfa il panpenalismo
- Strage di Ustica, quelle 132 pagine desecretate che nulla rivelano
- Quel che ricordo di Ustica nella commissione parlamentare
- Interdittive antimafia, i sospetti l’unica prova che causano l’ingiusto fallimento delle aziende









