di Giorgio Gori*
Il Foglio, 20 giugno 2023
Vorrei parlare di giustizia. Non solo dell’abuso d’ufficio, di cui pure dirò. Partendo da una ricorrenza evocativa. Quarant’anni fa, in questi giorni, Enzo Tortora veniva arrestato e precipitava nell’incubo che ha rovinato la sua vita e quella della sua famiglia. Conoscete la vicenda. Uno degli uomini più popolari d’Italia si trovò trasformato in un mostro, accusato da due camorristi di essere un sodale di Raffaele Cutulo, un trafficante di droga e di armi. Era totalmente innocente, ma questo non gli risparmiò sette mesi di carcere, più di un anno ai domiciliari, una condanna di primo grado a dieci anni di reclusione, e il massacro operato “ con pochissime eccezioni “ da tutti i mezzi di informazione. La storia di Tortora colpisce, ma non è certo la sola. Penso a quella di Giuseppe Gulotta, condannato all’ergastolo e detenuto per 22 anni prima di essere scagionato. E ad altre ancora.
di Marianna Rizzini
Il Foglio, 20 giugno 2023
“La paralisi delle amministrazioni blocca interventi urgenti su sanità, scuola e politiche del lavoro, andando a colpire le fasce più deboli”, ci dice il primo cittadino di centrosinistra. “I sindaci lo chiedevano da molti anni, come peraltro è stato ribadito nel corso dell’ultima assemblea Anci”, dice Michele Guerra, sindaco “civico” di Parma, eletto nel giugno del 2022 alla testa di una coalizione larga di centrosinistra (dalla sinistra al Pd a Italia Viva), alludendo all’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul reato di abuso d’ufficio, con cancellazione prevista nel disegno di legge approvato qualche giorno fa dal Consiglio dei ministri.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 giugno 2023
L’anarchico al 41bis potrebbe ottenere uno sconto di pena dopo l’apertura della Consulta. Il procuratore: “Non merita nulla”. È stata aggiornata al prossimo 26 giugno l’udienza del processo che vede imputati Alfredo Cospito e la sua ex compagna Anna Beniamino per il ricalcolo della pena per l’attentato alla scuola allievi carabinieri di Fossano, nel cuneese, avvenuto del 2006. Le esplosioni avvennero in orario notturno, e come sottolineato dalla difesa “non fu utilizzato materiale esplosivo ad alto potenziale” e il gesto “non solo non ha causato alcun morto, ma neppure alcun ferito”. Il giudice ha aggiornato a lunedì prossimo giorno in cui è prevista la sentenza.
di Simona Lorenzetti
Corriere della Sera, 20 giugno 2023
La richiesta dei magistrati per l’anarchico accusato dell’attentato alla scuola carabinieri di Fossano. “Si voleva uccidere. E si voleva uccidere molto più di un carabiniere. Non si è trattato di 4 o 5 buchetti sul muro”. La pianificazione e l’esecuzione dell’attentato alla scuola allievi carabinieri di Fossano sono, per la Procura generale di Torino, la rappresentazione plastica di quella “strage politica” di cui sono accusati gli anarchici Alfredo Cospito e Anna Beniamino. Il 6 giugno 2006 davanti alla caserma deflagrarono due ordigni artigianali, simili a quelli “usati in Medioriente” e secondo un “meccanismo in crescendo”: il primo meno impattante a fare da esca, il secondo “rafforzato” carico di bulloni per colpire. Il caso decise che non vi fossero vittime. “L’imputato non era in grado di intervenire e bloccare l’operazione, una volta azionata la miccia non si tornava indietro”, ricordano il procuratore generale Francesco Saluzzo e il sostituto Paolo Scafi. Che al termine delle due ore di requisitoria ribadiscono la richiesta di condanna all’ergastolo (con isolamento diurno per 12 mesi) per Cospito e a 27 anni e un mese di reclusione per Anna Beniamino.
di Frank Cimini
L’Unità, 20 giugno 2023
La Corte costituzionale aveva aperto alla possibilità di concedere le attenuanti, ma il Pg di Torino non molla. La sentenza slitta al 26. L’anarchico in aula: “Mia vicenda usata come una clava dal governo”. Alla ripresa del processo a carico dell’anarchico Alfredo Cospito il procuratore generale di Torino Piero Saluzzo fa l’irriducibile. Se ne frega ampiamente della decisione della Corte Costituzionale sulla possibilità di concedere le attenuanti e ribadisce la richiesta di ergastolo. “Cospito non merita sconti. L’attentato di Fossano non ebbe l’effetto voluto che era di colpire un numero indeterminato di carabinieri, ma fu solo per un caso. Cospito non merita nulla”.
di Carmine Di Niro
L’Unità, 20 giugno 2023
Si riapre oggi il processo nei confronti di Alfredo Cospito, l’anarchico che attende il verdetto dei giudici sull’attentato alla caserma dei Carabinieri di Fossano (Cuneo) del 2006, quando Cospito e la sua compagna Anna Beniamino piazzarono due ordigni a basso potenziale nei pressi della struttura nella notte tra il 2 e il 3 giugno, esplosioni che non causarono vittime o feriti.
anconatoday.it, 20 giugno 2023
Il Garante Giancarlo Giulianelli fa il punto della situazione con i rappresentanti delle associazioni di volontariato che operano negli istituti penitenziari marchigiani. “Realtà insostituibile” come la definisce “che opera con dedizione sopperendo in molti casi alle numerose criticità che gravano sull’intero sistema”.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 20 giugno 2023
L’aggressore era in attesa di essere trasferito presso una struttura Rems. Fra i due non c’erano mai stati problemi. Tragedia nel carcere di Velletri. Un detenuto è stato ucciso dal compagno di cella con problemi psichiatrici sembra al culmine di una lite per motivi tuttora da chiarire. Gli agenti della polizia penitenziaria sono subito accorsi, nella giornata di lunedì scorso, ma la vittima era già deceduta. Sulle indagini c’è il massimo riserbo. La notizia di quanto accaduto dietro le sbarre è stata resa nota dai sindacati della Penitenziaria.
La Stampa, 20 giugno 2023
Le telecamere di sorveglianza della zona hanno ripreso tutta la scena dell’omicidio e potrebbero aiutare i carabinieri a individuare gli autori dell’aggressione mortale. Si indaga anche su una baby gang della zona. Non è stato ancora identificato l’uomo, molto probabilmente un clochard, vittima di un pestaggio a Pomigliano D’Arco (Napoli). Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, sarebbe stato pestato in strada, forse da due giovani. Avrebbe camminato per qualche metro fino ad accasciarsi all’interno di una corte condominiale, luogo in cui è stato soccorso ancora in vita. Non è, quindi, stato picchiato mentre dormiva. L’uomo è morto al pronto soccorso, nell’ospedale di Nola. Al momento non sono note le motivazioni: i carabinieri stanno ricostruendo i momenti immediatamente antecedenti il suo pestaggio.
di Gioele D’Urso
torinotoday.it, 20 giugno 2023
I detenuti del carcere Lorusso e Cutugno verranno impiegati da Amiat per svolgere alcuni lavori di pulizia della città. È una delle possibilità previste da un protocollo che a breve la Città di Torino stipulerà con l’amministrazione carceraria e il provveditorato regionale. Verrà così data la possibilità a chi sta scontando una pena di avviare un’attività lavorativa fuori dal carcere.
- Padova. Dalla musica in carcere nasce la mostra dei detenuti-artisti
- Livorno. “Racconti dal Carcere”, il libro a fumetti fatto dai detenuti
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