di Ivan Scalfarotto
Il Riformista, 17 maggio 2023
Persa l’occasione storica di approvare una legge contro l’omofobia e la transfobia nella scorsa legislatura a causa della scellerata decisione di contarsi su un testo che, come tutti sapevano, non aveva i numeri in aula, celebriamo ancora una volta la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia senza una legge che sancisca formalmente che il nostro Paese ripudia la discriminazione, l’odio e la violenza basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.
di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 17 maggio 2023
“Usciti dai manicomi giravano a casa nostra. Mi insegnò a non avere paura. La legge 180 è nata sui nostri divani”
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 17 maggio 2023
Il rapporto di Amnesty International. 53% di esecuzioni in più rispetto all’anno precedente. I paesi peggiori sono l’Iran e l’Arabia Saudita. Nel 2022 c’è stata un’”impennata”, riporta Amnesty International, nel numero di esecuzioni capitali: 883, il 53% in più rispetto all’anno precedente e il numero più alto dal 2017, quando erano state 993. E senza tenere conto della Cina di cui i dati non vengono registrati dal 2009 perché, come nel caso di Corea del Nord e Vietnam, “segretezza e procedure statali restrittive hanno continuato a ostacolare una valutazione accurata sull’uso della pena di morte”. Il 90% delle condanne eseguite nel 2022 sono riconducibili a tre soli paesi: Egitto (che ha ucciso 24 persone), Arabia Saudita e Iran.
Il Fatto Quotidiano, 17 maggio 2023
La malaugurata invasione dell’Iraq del 2003 ha provocato una serie di conseguenze negative e di gravi violazioni dei diritti umani di immediata percezione: iracheni torturati nelle celle di Abu Ghraib, rinchiusi illegalmente a Guantánamo, un Paese distrutto a tutto vantaggio dell’Iran.
di Luigi Manconi
La Stampa, 16 maggio 2023
Nell’arco di poche settimane, all’interno dello stesso carcere (quello di Augusta), sono morti due detenuti, uno italiano e uno russo, entrambi condannati all’ergastolo. Sono morti in ospedale dopo il rapido aggravarsi delle condizioni di salute. Il silenzio su quanto è accaduto all’interno del carcere è stato rotto solo dopo 15 giorni dal primo decesso, quando a morire è stato il secondo detenuto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 maggio 2023
Il guardasigilli: misure pronte per il Consiglio dei ministri Nessuna replica allo stato d’agitazione indetto dai magistrati. Quando si analizza un discorso bisogna guardare a quello che contiene ma anche a quello che manca. E ieri il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo ieri nell’antico tribunale partenopeo di Castel Capuano per la cerimonia di inaugurazione della terza sede della Scuola superiore della magistratura, ha evidenziato tre cose importanti ma ha dribblato un’altra questione che lo aveva investito proprio il giorno prima, in seguito alla riunione del Comitato direttivo centrale dell’Anm.
di Dario del Porto e Conchita Sannino
La Repubblica, 16 maggio 2023
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella è a Castel Capuano per la cerimonia di inaugurazione della sede napoletana della Scuola della magistratura. Il presidente partecipa all’iniziativa aperta dagli interventi del presidente della Scuola, Giorgio Lattanzi, del vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli e del ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
di Errico Novi
Il Dubbio, 16 maggio 2023
Lezione del presidente della Repubblica a Castel Capuano, il “vecchio” tribunale di Napoli dove stamattina è stata inaugurata la nuova sede della Scuola superiore della magistratura. “Siete soggetti solo alla legge, che è opera di parlamentari eletti dal popolo…”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 16 maggio 2023
Il ministro della Giustizia ha fatto piazza pulita delle toghe di sinistra che occupavano posizioni di potere a via Arenula, sostituendole però con altri magistrati. L’ultima nomina è quella di Rosa Sinisi, coinvolta nel caso Palamara.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 16 maggio 2023
Nello scorso fine settimana il ministero della Giustizia ha comunicato l’adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Una misura resa necessaria dall’incremento dell’inflazione verificatosi tra il 2020 e il 2022. L’intervento è contenuto in un decreto interdirigenziale del Capo dipartimento degli Affari di Giustizia del 10 maggio scorso. Cosa cambia nello specifico? Per accedere al patrocinio a spese dello Stato il nuovo limite di reddito è stato portato a 12.838,01 euro, giustificato dall’aumento del costo della vita rilevato dall’Istat nel biennio 1 luglio 2020- 30 giugno 2022 pari al 9,4%.
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