di Valeria Valente
Il Riformista, 31 marzo 2023
La Carta tutela i detenuti da trattamenti disumani e dalla violenza fisica e morale. Perché si nega la foto dei genitori all’anarchico? A che titolo si tiene in cella l’ex vicepresidente del Parlamento Ue? Il caso Cospito e il confronto sul 41 bis, la vicenda della ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, da più di 100 giorni in carcerazione preventiva: possiamo mai girare lo sguardo dall’altra parte e non osservare le contraddizioni che portano alla luce?
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 marzo 2023
Violenze e umiliazioni. Accusati 28 agenti del carcere di Biella. Ma con la nuova legge... Atti di violenza fisica e psicologica, minaccia grave, senza pantaloni e abbassati gli slip per generare umiliazione, con tanto di manette ai polsi e nastro adesivo nelle gambe. Così avrebbero agito i 28 agenti della Polizia penitenziaria nei confronti di tre detenuti stranieri del carcere di Biella, e quindi accusati di tortura a partire da primo episodio avvenuto l’11 giugno del 2022.
di Carmine Di Niro
Il Riformista, 31 marzo 2023
Alfredo Cospito resta al 41 bis perché resta considerato ancora pericoloso e perché non si è dissociato. È la motivazione del verdetto 13258 depositato dalla Prima sezione penale della Corte di Cassazione con cui è stato respinto il ricorso presentato agli Ermellini dai legali dell’anarchico detenuto al 41 bis e in sciopero della fame da oltre cinque mesi.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 31 marzo 2023
La maggioranza del Cnb ha ritenuto che nel caso di pericolo di vita, il medico debba porre in essere tutti quegli interventi atti a salvargli la vita. La libertà di autodeterminazione di un detenuto in materia sanitaria prevale o può, nei casi di imminente pericolo di vita, essere compressa dalle Istituzioni che hanno in custodia il soggetto?
di Massimo Cacciari
La Stampa, 31 marzo 2023
Tempi bui per la nostra Patria. Tanto precario il suo stato di salute, tanto minacciata la sua sicurezza, da essere costretta a tenere in isolamento assoluto, in carceri inviolabili non solo mafiosi stragisti (i terroristi “in grande” degli anni di piombo - tra collaborazioni e pentimenti - se la sono quasi tutti cavata), ma anche un anarchico colpevole di reati che mai in passato avremmo immaginato capaci di ledere le fondamenta del nostro ordinamento.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 31 marzo 2023
Dai rave party agli scafisti, dalla maternità surrogata alle occupazioni e all’anoressia: la maggioranza meloniana sembra in grado solo di creare nuovi reati e alzare le pene. L’opposto del pensiero di Nordio.
di Simona Musco
Il Dubbio, 31 marzo 2023
Luigi Panella, avvocato di Cosimo Ferri, spiega le manipolazioni dei file del caso Palamara. E l’ex consigliere del Csm Lepre ipotizza un depistaggio. I dati registrati dal trojan possono essere tecnicamente accessibili, copiati e modificati “da parte di soggetti privati su server da loro gestiti”. Tanto da poter arrivare ad ipotizzare un depistaggio nel caso Palamara, che dovrebbe far saltare tutti sulla sedia perché a rischio ci sarebbe “la democrazia”.
di Elisa Messina
Corriere della Sera, 31 marzo 2023
Un nuovo reato, il 580 bis, che punisca chi “istiga a provocare o rafforzare” disturbi del comportamento alimentare, soprattutto online, e il riconoscimento degli stessi dca come “malattia sociale” che richiede cura e prevenzione da parte dello Stato. Questi i pilastri di un disegno di legge presentato nei giorni scorsi al Senato dal senatore di FdI Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari costituzionali.
di Ezio Menzione*
Il Dubbio, 31 marzo 2023
La Corte di Cassazione parigina è stata corretta: quelli ai brigatisti furono processi iniqui, quasi tutti in contumacia. La decisione della Cassazione francese, che ricalca gli argomenti della prima istanza di giudizio, deve essere accolta come ineccepibile dal punto di vista giuridico.
di Guido Salvini*
Il Dubbio, 31 marzo 2023
La non estradizione dei dieci ex terroristi era scontata: i giudici francesi non conoscono gli anni di piombo. Basterebbe leggere gli atti per rendersi conto che anche a quegli imputati, come a tutti, erano garantiti pienamente il diritto di difesa e una corretta valutazione delle prove.
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- Torino. Detenuto si tolse la vita, chiesta condanna per tre agenti della polizia penitenziaria
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